Matematicando in classe prima. (4) Confine, regione interna e regione esterna con il Capitan Salsasugosa

Proseguendo il nostro percorso alla scoperta della matematica, e dopo aver giocato e sperimentato per una settimana intera coi blocchi logici, ci avviciniamo giorno giorno dopo agli insiemi che ci consentiranno di classificare oggetti (a partire dai blocchi logici stessi) in base a caratteristiche comuni. Ma prima di presentare ai bambini gli insiemi predispongo una serie di attività per consolidare i concetti aperto/chiuso, dentro/fuori e acquisire quelli di regione interna/esterna e confini. Queste attività mi serviranno per far comprendere ai bambini come rappresentare al meglio gli insiemi e procedere poi ai concetti logici di appartenenza e non appartenenza. Per affrontare questi argomenti e catturare la loro attenzione ho deciso di sfruttare alcuni brevi racconti, la versatilità della LIM e la palestra della scuola. Ecco come ho fatto.

Prima lezione. Tante linee: aperte e chiuse.

Chiamo un bambino alla LIM e chiedo di tracciare, scegliendo un colore a caso, una linea. Il bambino disegna una linea verticale non troppo grande. Chiamo una bambina che traccia con un colore diverso un’altra linea, sempre verticale, ma più piccola. Al terzo bambino chiedo di tracciarne una terza spiegando che, se vuole, può farla anche diversa. Ne traccia una terza, sempre verticale, ma più grande. Allora chiedo ai bambini di dirmi cosa sia una linea e se oltre a queste disegnate dai compagni ne hanno mai visto altre. Ne disegno una “sdraiata” e chiedo loro se la considerano linea. Loro gridano di sì! “Ah… meno male. E se disegno questa?” e ne traccio una curva. “Sì, va bene anche questa”. Spiego ai bambini che la linea nasce da un punto – e poggio il mio gesso alla lavagna – che ha deciso di farsi una passeggiata – e sposto il gesso da sinistra a destra tracciando una linea. “Se non potessimo sbirciare dentro la linea potremmo accorgerci che essa è formata da tanti punti minuscoli messi uno accanto all’altro… come dei piccoli passi vicini vicini che hanno segnato il cammino”. Chiedo ai bambini di disegnare altre linee alla lavagna cercando anche delle parole che le descrivano. LUNGHE-CORTE-CURVE-DRITTE-STRANE-A ZIGZAG-GROSSE-SOTTILI… Le parole sono tante. Poi ne disegno una che quasi sembra chiusa e chiedo ai bambini di immaginarsela come se fosse un filo poggiato sul banco. “Questa linea è aperta o chiusa?” Decisi mi dicono che è aperta perché c’è un passaggio. “E se volessi farla chiusa?”. Chiamo una bambina  e chiedo di chiudere la linea. La bambina traccia un segnetto che allunga la linea disegnata da me. Il gioco è fatto! “Guardate un po’… – e metto il dito dentro l’area della linea chiusa – ora dove si trova il mio dito?” DENTRO, dicono loro in coro. “E se mi metto qui?” ORA SEI FUORI. Benissimo.

Alla LIM ho disegnato molte linee aperte e chiuse, con colori e spessori diversi. In basso a sinistra c’è un cartellino in cui ho scritto APERTE e a destra CHIUSE. Chiamo un bambino alla lavagna con il compito di spostare tutte le linee aperte che trova nella parte sinistra della LIM e poi mettere quelle chiuse nella parte destra. Il lavoro procede velocemente e anche gli altri partecipano concentrati. Procediamo tutti insieme sul quaderno: dividiamo il foglio in due parti tracciando una linea verticale aperta sulla pagina del quaderno e scriviamo LINEE APERTE a sinistra e LINEE CHIUSE a destra. Io disegno alla LIM le prime due linee aperte e le prime due linee chiuse poi chiedo ai bambini di disegnare con i colori che preferiscono le linee stando attenti a sistemarle nella parte giusta del foglio. In questo modo stiamo imparando a conoscere le linee e a classificarle ma allo stesso tempo a lavorare con ordine e criterio sul quaderno. È un lavoro duro perché molti bambini hanno ancora difficoltà a orientarsi nella pagina e, distraendosi spesso, sbagliano o dimenticano qualcosa… ma è necessario farlo.

Seconda e terza lezione. DENTRO e FUORI: dall’aiuola… alla palestra

Io alla LIM e loro sul quaderno. Il compito è ASCOLTO, RAGIONO E DISEGNO. “Bambini state molto attenti perché vi dirò cosa fare, voi dovrete ascoltare bene e, dopo aver ragionato, dovrete disegnare”. Aspetto che siano tutti pronti e chiedo loro di disegnare al centro della pagina, a matita,  un grande cerchio. Fatto questo chiedo loro di ripassarlo con il colore verde. Una volta finito, chiedo di scrivere dentro il cerchio (che sarà la nostra aiuola) la parola DENTRO (la scrivo alla lavagna) e fuori dal cerchio la parola FUORI. Quando tutti hanno finito di scrivere chiedo di prendere il rosso e disegnare dentro l’aiuola tanti fiori rossi. Poi prendere il blu e disegnare fuori dall’aiuola alcuni fiori blu. Uso le parole TANTI e ALCUNI non a caso. A breve faremo la conoscenza con alcune di queste parole che ci serviranno per avvicinarci al concetto di quantità e poi ai numeri. Dopo questa attività guidata chiedo ai bambini di provare da soli quindi di disegnare una linea chiusa a piacere e disegnarci dentro tutto ciò che piace a loro mentre lasciare fuori ciò che non piace. Un bambino dentro la sua linea chiusa disegna un gelato, un gatto, dei pattini e la mia faccia 🙂 “Maestra, tra le cose che mi piacciono ci sei anche tu! Guarda quanti riccioli ti ho fatto!

Il giorno dopo arrivo il classe con il libro di Roberto Piumini “Storie per chi le vuole” e leggo la storia “Lo sciocco confine” che racconta la vicenda di due amici che litigarono per una linea tracciata da una lumaca passata lì per caso. La linea divenne il confine delle loro case e i due, per una sciocchezza, si rovinarono la vita. La storia è molto intensa e i bambini si soffermano a parlare di amicizia, litigi e “sistemi per fare pace”. Io, che ho letto la storia per introdurre il concetto di confine, ne approfitto per conoscere meglio i miei alunni. “Ma cos’è un confine?” Qualcuno cerca di dare spiegazioni a partire dalla storia, qualcuno richiama concetti geografici che però non ha ben capito. Mi aiuto con i disegni. Mentre leggevo la storia, passo passo, disegnavo tutto. Il confine è lì, tracciato alla lavagna. Poi prendo l’immagine della Sardegna e, agganciandomi alla loro curiosità sui confini geografici, caricata sulla LIM traccio il confine con la penna rossa. “Questa linea chiusa non è altro che il confine della nostra isola. Dentro il confine c’è la terra e fuori c’è il mare”. Quindi arriviamo ai concetti – che verranno poi ripresi meglio in seconda – di confine, regione esterna e regione interna. Faccio venire alla LIM diversi bambini alla volta e chiedo di tracciare una linea chiusa-confine e poi di disegnare fuori-regione esterna o dentro-regione interna qualcosa. A questo punto ci spostiamo in palestra: ho portato un lungo filo di sagola rossa. Lo poggio per terra e ci disponiamo tutti attorno ad essa. “Bambini, aprite bene le orecchie. Proviamo tutti insieme. Quando dico sul confine mettiamo velocemente i piedi sopra il filo. Quando dico fuori da confine ci sistemiamo velocemente fuori e quando dico dentro il confine facciamo un salto dentro”. Proviamo insieme un paio di volte e poi giochiamo. I bambini che si ingarbugliano e vanno nel posto giusto escono dal gioco. Vince chi resiste per tutto il giro. Ci divertiamo molto e giochiamo per un bel po’. Prendo poi una decina di cerchi e li sistemo sul pavimento. I bambini dovranno camminare fuori dai cerchi seguendo il mio ritmo (con le clavette batto piano, veloce e molto veloce alternando il ritmo) ma quando darò il segnale tutti dovranno occupare lo spazio dentro i cerchi. Attenzione: ogni cerchio può contenere uno o due bambini quindi chi non trova posto, chi arriva troppo tardi, chi si ritrova in un gruppo di tre o cammina dentro il cerchio quando non è stato dato il segnale… esce dal gioco. Vince il bambino che trova sempre la tana! (Questo, e tanti altri giochi che utilizzo nelle mie lezioni, è presente nel libro “Manuale di scienze sportive: giochi e lezioni per la scuola primaria” di Valentina Biino, edizioni HOEPLI. Lo consiglio spassionatamente!).

Quarta lezione: Il capitan Salsasugosa

Continuiamo a consolidare il concetto di Confine e Regioni con la lettura di una storia. Questa volta propongo la raccolta di storie “C’era una volta ascolta” di Piumini e il breve racconto “I pirati grassi”. La vicenda narra la storia di un gruppo di pirati buongustai e del loro eccellente cuoco detto Capitan Salsasugosa che, diventati ormai grassi, decidono di abbandonare il mare per aprire un ristorante sul loro galeone in un’isola in mezzo al mare. Il nostro compito sarà quello di disegnare la mappa per raggiungere l’isola di Salsasugosa. Alla LIM carico la lezione e predispongo un foglio da consegnare a ciascun bambino con tutte le indicazioni per disegnare la mappa. Ovviamente utilizziamo i termini CONFINE – REGIONE INTERNA – REGIONE ESTERNA.

confini

Una volta che abbiamo lavorato insieme sul foglio chiedo ai bambini di disegnare una grande mappa sul quaderno e seguire le istruzioni. Disegniamo un grande rettangolo blu all’interno del quale tracciamo una linea chiusa per definire un confine dell’isola. Poi sul confine disegniamo la bandiera che indica l’isola del Capitan Salsasugosa, nella regione interna disegniamo le palme e coloriamo di giallo, nella regione esterna disegniamo il galeone dei pirati e coloriamo di azzurro. Sotto scriviamo le indicazioni coi disegni.

img_2326

Ecco come abbiamo lavorato.

 

Dalla settimana prossima ci attendono gli insiemi!

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5 thoughts on “Matematicando in classe prima. (4) Confine, regione interna e regione esterna con il Capitan Salsasugosa

  1. Ciao Micaela, da quando ti ho scoperta non ti abbandono più😉.
    Io sono un’ insegnante a cui per la prima volta è stata affidata una classe prima…………non sai le paure, le perplessità………….poi una mia collega mi parla del tuo blog e io quasi per magia mi sono rincuorata…………
    Ti imito molto, sperando di fare breccia nella mente delle mie piccole pesti……..😂😂😂
    A volte riesco a farmi capire meglio, altre volte faccio un po più fatica, ma non mi butto giù da quando ci sei tu che mi aiuti!!!
    Grazie

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  2. Ciao! Mi fa davvero piacere poterti essere utile e darti quell’energia in più che in prima non guasta. Anche io faccio fatica, non è facile… soprattutto durante i primi mesi. I bambini devono imparare a stare a scuola, conoscere i nuovi ritmi e la gestione delle vita scolastica. Non è semplice per noi e neanche per loro. Però, per come la penso io, se noi andiamo a scuola con il sorriso e tante buone idee che posson prender forma tutto diventa più leggero. Ti ringrazio per la fiducia e spero di poter trovare presto un attimo di tempo per scrivere il prossimo articolo sugli insiemi: ieri e oggi lezione coinvolgentissima! 😉 Buon lavoro maestra e fammi sapere come procede con le tue piccole pesti

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    • In classe prima la linea è un punto che va a passeggio 😉. Ho poggiato il gesso alla lavagna: “Ecco un punto fermo. Se inizio a muoverlo si crea una linea. Immaginate la linea come un insieme di tanti puntini vicinissimi che tracciano un percorso”. Per la prima può bastare. L’anno prossimo sarà diverso. Ps: nel blog trovi un mio articolo sul punto e la linea in arte e immagine. Buon lavoro

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  3. Pingback: Geometria in classe seconda: LE LINEE | La finestra sull'albero

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