Matematicando in classe prima. (5) Alla scoperta degli insiemi

Prosegue il nostro viaggio nel mondo della matematica. Dopo aver indagato i prerequisiti matematici e reso i bambini più consapevoli dei concetti già appresi nella scuola primaria o dalla loro esperienza diretta, dopo i giochi di orientamento spaziale tra ritmi, pensiero computazione e giochi in palestra, attraverso la conoscenza dei blocchi logici e le prime attività di ordinamento e classificazione… mi accingo finalmente a presentare gli insiemi. Dopo il terzo giorno mi accingo a raccontare cosa è successo nella mia frizzante prima.

Premessa.Bambini, oggi andremo alla scoperta di un prezioso amico che ci accompagnerà spesso nel nostro cammino matematico… quindi vi chiedo la vostra massima attenzione. Spesso vi capiterà di pensare che si stia lavorando su cose semplici, che già conoscete, oppure vi sembrerà strano di far matematica giocando. Beh, sappiate che con la matematica si gioca e ci si diverte pure ma, allo stesso tempo, se si procede con ordine, attenzione e verificando di volta in volta ciò che succede tra i banchi, si impara e si scoprono dei nuovi mondi. Questi giochi che faremo sono una vera e propria palestra per il vostro cervello che, giorno dopo giorno… quadretto dopo quadretto… gioco dopo gioco…, diventerà sempre più abile e scattante. O vogliamo farlo arrugginire mettendolo già in pensione?” I bambini mi guardano… osservano curiosi, un po’ forse si domandano “ma che razza di maestra ci è capitata?”. Io però ho il brutto vizio, o la buona abitudine, di raccontare subito – all’inizio di ogni mia lezione – quale argomento verrà trattato, cosa faremo durante le mie ore e quali obiettivi ci si accingerà a raggiungere. Credo che sia fondamentale, per ognuno di noi, sapere dove e come si stia procedendo.

È pomeriggio. Matematica di pomeriggio potrebbe sembrare una vera tortura. I bambini sono stanchi e hanno bisogno di giocare e sperimentare. [Decido di usare i miei pomeriggi con loro per fare attività “mentalmente ricreative”. Porterò avanti i miei laboratori oppure i giochi matematici]. Il gioco inizia chiamando in causa due concetti molto importanti UGUALE e DIVERSO. Chiamo una bambina alla LIM e mostro la prima fila di oggetti: “Cosa vedi?” – “Tante figure” – “Che caratteristiche hanno” – “Sono triangoli… colorati” – “Sono tutti uguali?” – “No” – “Spieghiamo perché… Bambini, ricordate, in matematica dobbiamo imparare a spiegare bene cosa pensiamo e come abbiamo ragionato”. La bambina osserva bene e mi dice che un triangolo è ROSSO mentre gli altri sono blu. Faccio riflettere i bambini che “mentre le forme sono uguali, e hanno le stesse caratteristiche – sono tutti triangoli – il colore invece, in un caso, cambia”. “Bambini, i vostri occhi hanno osservato bene forma e colore e, mandato un messaggio chiaro al cervello, avete subito risposto bene”. Credo che sia importante rendere partecipi i bambini del COME inconsapevolmente lavora il loro cervello. Continuo proponendo una fila di quadrati blu e un triangolo dello stesso colore. Chiamando un altro bambino alla LIM ci rendiamo subito conto che ora non è il colore a fare la differenza ma la forma. Il terzo esempio è più complesso e si presta ad una riflessione che anima un piccolo dibattito. Ecco la figura:

uguale-diverso

Il bambino chiamato alla LIM dice che il cerchio è diverso dagli altri… perché non importa quale colore sia ma dobbiamo vedere la figura diversa dalle altre. Chiedo ai bambini al posto se qualcuno non è d’accordo col compagno. Chi alza la mano dovrà motivare e spiegare il perché. Una bambini dice che siccome ci sono due figure blu forse sono quelle che vanno bene e non le altre che hanno colori diversi. Si apre un breve e intenso dibattito ma alla fine conveniamo che siccome “i diversi” sarebbero troppi è meglio concentrarci sulla forma e non sul colore. Dopo aver osservato le file di blocchi logici propongo altre figure. Frutta, verdura, caratteri alfanumerici, animali. Faccio anche una fila di bambini – quattro coi capelli scuri e uno biondo – e chiedo di dirmi quale sia quello diverso prendendo come riferimento il colore dei capelli. “E se invece prendessi in considerazione la caratteristica BAMBINA o BAMBINO?” Giochiamo un po’ con il materiale che abbiamo in classe e, così, iniziamo a classificare in base a caratteristiche date. I bambini sono velocissimi e procediamo al secondo gioco. Dopo aver infatti individuato gli uguali e i diversi mostro ai bambini un grande ideale contenitore azzurro creato da me alla LIM. Accanto ad esso ci sono animali di vario genere. Alcuni d’aria (animali e insetti) e altri di mare. Il bambino chiamato alla lavagna dovrà mettere dentro il contenitore solo gli animali che fanno parte della categoria “Animali che volano”. E via dentro tutti gli animali che volano. Aggiungo “E se avessi detto animali che volano che fanno parte solo della categoria insetti? Avremmo potuto lasciare dentro anche il piccione?” Giochiamo così prendendo in considerazione molti aspetti. Propongo vari modi di giocare. A volte il bambino decide di mettere dentro certi animali pensando lui stesso un criterio e gli altri al posto devono indovinare quale è stato scelto. Facciamo la stessa cosa con il piatto e le pietanze. Questa volta abbiamo tante possibili categorie: i dolci, le verdure, la frutta, i cibi verdi, i cibi bianchi, i cibi rossi, i cibi che ci piacciono.

Il nostro pomeriggio vola così in allegria. Chiedo ogni volta ai bambini se sono d’accordo o no coi compagni alla LIM, spingendoli ad argomentare e verificare i passaggi e i ragionamenti. “Siete bravi, state operando come dei veri matematici. Sono veramente contenta e soddisfatta”. E loro sono davvero: abbiamo iniziato a classificare e seriare con criterio.

Il giorno dopo arrivo alla prima ora. Solo un’ora, che fare? Lavoriamo sul libro per scoprire “se il libro queste cose che abbiamo visto ieri le conosce”. Curiosando tra le pagine troviamo una pagina che si intitola “Qualcosa in comune”. Siamo in prima, i bambini ancora non sanno leggere e soprattutto non riescono a seguire bene il lavoro. Per fortuna ho il libro in formato digitale e ancora una volta la LIM mi aiuta. Io alla LIM e loro sul libro. Ritroviamo un po’ i giochi che abbiamo fatto ieri ma in formato cartaceo. Leggo la consegna e insieme procediamo con il primo esempio. Poi da soli. Di volta in volta verifico e faccio domande, cerco un loro riscontro e un feedback che mi permetta di capire se si sta procedendo bene. Gli esercizi sono semplici: c’è un rettangolo con dentro alcuni fiori e alcune foglie; dobbiamo circondare solo gli elementi che sono fiori. Indico un elemento e “Luigi, questo cos’è?” – “Un fiore azzurro” – “L’hai segnato?” “” – “Spiegaci perché” – “Perché fa parte della famiglia dei FIORI” – “Bravissimo, Luigi! Bambini, ricordiamoci di usare bene le parole e spiegare tutto con precisione”. Procedo con Diletta e indico una foglia. Faccio la domanda e lei mi dice di non aver segnato la foglia perché non fa parte della categoria FIORI. Sono tutti d’accordo e lavoriamo così per una quindicina di minuti. Bisogna cambiare postazione. A questo punto potrei rischiare di avere una caduta dell’attenzione. Così mi sposto alla lavagna nera: i diagrammi di Eulero-Venn fanno il loro ingresso nella nostra classe. Nella pagina seguente troviamo il titolo “Mettere insieme”. Faccio alcuni esempi alla lavagna, disegno e chiamo i bambini per aiutarmi nell’impresa. Chiedo di disegnare una bella e grande linea chiusa. “Vi ricordate quando abbiamo parlato di confine…? Ecco adesso vi svelerò un segreto: useremo la linea chiusa del confine per metterci dentro qualcosa. E quando dentro il nostro confine metteremo dentro oggetti o ELEMENTI che hanno qualcosa in comune… quella linea – che disegneremo come un grande cerchio o ovale, la chiameremo INSIEME”. Chiedo ad Antonio, alla lavagna, di osservare cosa disegno: alcune stelle gialle e diversi cuori rossi. “Antonio, se ti chiedo di mettere insieme le stelle possiamo circondarli con una linea chiusa per racchiuderli dentro il confine?” – Antonio prova subito e si guadagna un bel complimento: è stato bravissimo! “Bambini, Antonio ha formato un INSIEME DI STELLE”. “Dovete sapere che gli insiemi hanno anche un nome: dipende da quello che ci mettiamo dentro. E adesso facciamo un insieme di cuori. Benissimo!”. Sul libro il lavoro è simile. Lavoriamo per un altro quarto d’ora, il tempo scorre veloce… Quando arriva la mia collega ci trova a trafficare con alcuni giocattoli che i bambini portano per la ricreazione. Abbiamo fatto L’INSIEME DEI GIOCATTOLI DI PELUCHE, L’INSIEME DEI GIOCATTOLI IN PLASTICA DURA, L’INSIEME DEI GIOCATTOLI PREFERITI DI MARTINA.

Oggi ho lavorato con loro alle prime due ore: una bambina ieri era assente, così ne ho approfittato per far raccontare ai compagni il lavoro del giorno prima e verificare se l’idea di insieme fosse rimasta impressa nella loro mente. “Bambini, stiamo facendo un lavoro importantissimo. Voi immaginate di venire ogni giorno a scuola per mettere un mattoncino. Vi spiego bene: ogni mattoncino rappresenta una capacità che avete acquisito, qualcosa che avete imparato… e capito. Mattoncino dopo mattoncino, piano piano, metterete su un bel castello. Pensate a quando arriverete in quinta che castello enorme che avrete costruito. Ma ricordate la storia dei Tre porcellini? Beh, non vorrete mica rischiare di costruire un castello con la paglia? Crollerebbe via in un attimo. Quindi MATTONI resistenti: attenzione, precisione, entusiasmo, domande, risposte… lavoro e concentrazione. Diversamente PAGLIA o FIENO. E mettete mattoni da subito. Non vorrete mica costruire il vostro castello sulla paglia?”. In meno di un racconto sono attenti tutti, anche i più piccoli, e lavoriamo per due ore intense. Spiego ai bambini che continueremo a giocare con gli insiemi per tutte le due ore. Gli insiemi li ritroveremo spesso lungo il nostro cammino matematico. Prendo un lungo filo rosso (quello che avevamo usato per il confine) e lo dispongo, a mo’ di grosso insieme, sul pavimento. Disegno alla lavagna un insieme rosso. “Attenti bambini, appena metto il nome nel cartellino dell’insieme… capirete cosa fare. Ci sarà da alzarsi dal posto!”. Il primo insieme si chiama “Bambini della 1B con il nome che inizia per… M”. Arrivano e si mettono dentro l’insieme MATTEO, MARTINA e MICHELA. Perfetto. Scrivo i loro nomi dentro l’insieme alla lavagna. “E io bambini…? Posso andare dentro l’insieme? Mi chiamo MICHELA!”. Qualcuno dice di sì ma poi si corregge “Non sei mica un bambino!” – “Esatto! Quindi come lo modifichiamo il nome dell’insieme per permettermi di entrarci dentro?” – “Nomi della 1B con la lettera M!”. Giochiamo per cinque minuti e poi andiamo sul quaderno coi blocchi logici. Disegno una serie di blocchi logici e gli stessi li dispongo sulla cattedra. Chiamo a turno e si sceglie sul quaderno e sulla cattedra (mettiamo i blocchi dentro un piattino che rappresenta il nostro insieme) in base alla caratteristica data. Formiamo l’insieme dei BLU, dei ROSSI, dei GIALLI. Scopriamo che gli insiemi hanno un nome e lo indichiamo nel cartellino. Poi è il turno dei PICCOLI e dei GRANDI, infine dei QUADRATI e dei CERCHI. Ecco com’è andata.

 

Domani scienze… E se utilizzassimo gli insiemi per raccontare l’autunno? Ho già in mente come intitolare la lezione “Affiniamo i sensi e… mettiamo insieme l’autunno”  🙂

 

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