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Matematicando in classe seconda: Numeri entro il 100 e Addizioni in colonna

Dopo le verifiche di ingresso somministrate durante le prime due settimane di scuola mi sono resa conto che le previsioni del post-vacanze erano andate oltre le mie aspettative: numeri entro il 20 assimilati senza intoppi sia per il riconoscimento delle cifre ma anche per la composizione e scomposizione in decine e unità, calcolo di addizioni e sottrazioni ottimale e buon utilizzo delle strategie di calcolo veloce anche nella risoluzione di semplici situazioni problematiche. Viste le conoscenze pregresse, valutato il livello globale di competenza dell’intera classe e con il benestare delle famiglie, ho deciso così di avviare il Metodo Bortolato con la Linea del 100. Negli anni, approfondendo il Metodo con lo studio e la pratica (ma anche seguendo seminari con lo stesso Bortolato) ho maturato l’idea di non proporre ai bambini il metodo puro ma portare avanti un percorso ibrido che tenesse conto della praticità del calcolo analogico ma senza trascurare completamente gli aspetti legati ai processi lessicali, semantici e sintattici tipici dei numeri e del calcolo. Bortolato in questo è categorico: parlare e spiegare il meno possibile per procedere al calcolo proponendo direttamente l’algoritmo insito in ogni operazione. Le spiegazioni, eventuali…, vanno ridotte all’osso… gli abachi con decine e unità lasciati perdere e con essi tutte le spiegazioni che non fanno altro che appesantire la lezione. Lui parte dal presupposto che bisogna avere un occhio di riguardo per i bambini che nutrono “antipatia” nei confronti della matematica, la trovano faticosa e deprimente, difficile e impossibile… quindi punta molto sulla  motivazione ottenuta dalla soddisfazione di riuscire a operare subito, quasi per gioco ma senza dimenticare il sacrificio, traendone giovamento immediato. L’aspetto che mi interessa del Metodo Analogico è che va dritto al bersaglio e, effettivamente, i bambini hanno la possibilità di operare subito senza tanti giri di parole. Ma io credo fermamente che la matematica sia scoperta continua, gioco e osservazione, crescita e pensiero computazionale. Per questo motivo non me la sono sentita, quest’anno, di appendere definitivamente al chiodo B.A.M., abaco e tanti altri strumenti che mi accompagnano da anni, oppure di negare ai bambini la possibilità di scoprire cosa ci sia dietro al procedimento che dobbiamo seguire per operare al meglio. Con l’esperienza, ma anche con l’occhio e il cuore di chi ama la matematica da sempre, ho provato a ridimensionare tutta una serie di aspetti della matematica che la rendono pesante: far scrivere pagine e pagine di insiemi… per stimolare la logica (ho preferito proporre giochi verbali  o attività coinvolgenti alla LIM per stimolare la logica o laboratori creativi); far scrivere pagine e pagine di numeri da ricavare dal 20 sino al 100 (fatica sprecata: meglio lavorare con materiale strutturato in piccoli gruppi di ricerca, raccogliere i dati alla LIM e l’essenziale sul quaderno, fare giochi di composizione e scomposizione, leggere e scrivere sul libro di testo – dove c’è già tutto, usare al minimo il quaderno); star fermi su un argomento, quando tutti hanno già la sensazione di averne padronanza…, solo perché è troppo presto proporre qualcosa in base a non so quali direttive. Mi domando: se i miei alunni si trovano nella zona di sviluppo prossimale, pronti a fare il salto di qualità… perché non procedere? E così ho proceduto. Durante le prime settimane ho programmato e lavorato così:

SETTEMBRE-OTTOBRE

Nucleo tematico. IL NUMERO E LE QUANTITÀ
Conoscenze e abilità Contenuti e attivi

Conoscere il numero nei suoi vari aspetti

·Leggere e scrivere i numeri fino al 100

·Ordinare i numeri sulla retta graduata

·Usare i termini successivo e precedente

· Usare i simboli > < = 

Conoscere il sistema di numerazione

·Usare il materiale strutturato per rappresentare i numeri conosciuti.

·Conoscere il valore posizionale delle cifre.

CONOSCERE LE OPERAZIONI E LE PROPRIETÀ

·Scomporre i numeri conosciuti in diversi modi.

Acquisire tecniche di calcolo orale e scritto

·Conoscere i numeri fino al 100 e costruire successioni secondo regole date.

·Sperimentare la differenza tra conteggio e riconoscimento della quantità

·Riconoscere la cardinalità di un numero

·Utilizzare strategie di calcolo mentale con addizione e sottrazione

Eseguire addizioni in colonna con e senza riporto

Alla scoperta dei numeri sino al 50: attività alla LIM e sul libro delle Discipline.

Alla scoperta dei numeri sino al 90: attività alla LIM e sul libro delle Discipline

Il centinaio: attività di manipolazione, scoperta, composizione e scomposizione con materiale strutturato e non. Esercizi sul libro Discipline

Avvio del calcolo mentale: sperimentazione sulla differenza tra conteggio e riconoscimento;  conoscere la cardinalità di un numero; individuazione della posizione dei numeri interni alla struttura della Linea del 100. Utilizzo dello strumento della Linea del 100 e esercizi

Calcolo mentale con la Linea del 100: le addizioni in linea

Calcolo mentale con la Linea del 100: le sottrazioni in linea

Addizioni e sottrazioni con la Linea del 100 sul libro

Addizioni e sottrazioni con il calcolo mentale

Calcolo scritto: i significati dell’addizione. Situazioni problematiche e addizioni in riga

Calcolo mentale oltre il 100: attività alla LIM e sul libro Discipline

Calcolo scritto in colonna: le addizioni

In effetti è stata una scoperta continua: i bambini hanno capito che leggere i numeri sino a 100 non era poi così difficile e osservandoli bene (con l’aiuto dell’abaco e dei disegni alla LIM) era possibile operare un confronto (ordinarli, maggiori e minori ecc…), bastava pensare per decine e unità proprio come imparato a fare lo scorso anno. Ci siamo soffermati su alcuni argomenti chiave e, appena tutti quanti ci siamo trovati nello stesso punto di partenza, abbiamo preso il largo verso La linea del 100. Erano entusiasti e curiosi, finalmente, di usare lo strumento. L’abbiamo fatto seguendo tappe precise, quelle consigliate nel libro ma secondo i ritmi dettati dai bambini, e con l’aiuto della LIM (ho creato un armadio del 100 “virtuale” che mi permettesse di mostrare a tutta LIM le palline e i riferimenti numerici).

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Spostando le barrette azzurre si riproduce il movimento dello strumento della linea del 100 e accanto i bambini possono visualizzare i riferimento numerici: io alla LIM e loro con lo strumento.

Ci siamo soffermati molto nelle lettura dei numeri a voce alta e, con il supporto del libro delle Discipline ma anche dei B.A.M. e dell’abaco, abbiamo lavorato Continua a leggere

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Alla scoperta dell’uva

Lo scorso anno, in prima, abbiamo affrontato la stagione autunnale da un punto di vista scientifico soffermandoci sui cinque sensi (che ci hanno aiutato nella fase di scoperta, osservazione e acquisizione delle informazioni utili per trarre conclusioni) e sui frutti dell’autunno. In classe abbiamo descritto, dopo attenta osservazione, i frutti portati da casa, li abbiamo toccati, annusati e assaporati. Infine abbiamo raccolto tutte le nostre informazioni sul quaderno attraverso le nostre illustrazioni e una serie di semplici parole chiave. Stavamo facendo i nostri primi passi nel mondo delle scienze e, a novembre ci muovevamo ancora incerti nella scrittura. Quest’anno, molto più competenti e autonomi, ci siamo potuti spingere oltre: ci siamo avventurati alla scoperta dell’uva. “Ovviamente, cari bambini, lo faremo con gli strumenti che sono in nostro possesso e con un approccio scientifico”. Ho deciso di scegliere l’uva perché alcune settimane fa ho scoperto che alcuni bambini non avevano mai sentito parlare di “ACINO” e poi anche per riprendere il percorso sul ciclo vitale intrapreso lo scorso anno. Inoltre ho preso la palla al balzo per iniziare a insegnare ai bambini come costruire una piccola mappa concettuale (che nel nostro caso è più un semplice diagramma) e raccogliere insieme, passo dopo passo, le informazioni in modo schematico e facile da rileggere.

Abbiamo iniziato a lavorare insieme alla LIM e sui quaderni: una serie di domande chiave – che richiamavano la loro attenzione sul lavoro svolto lo scorso anno e ripreso in questi mesi – ci hanno permesso di costruire, passo passo, il seguente diagramma:

uvaIl diagramma ha preso vita dalle nostre riflessioni divenute parole chiave e infine si è concluso con alcune immagini esemplificative del ciclo di vita della pianta dell’uva.

Abbiamo continuato il nostro percorso Continua a leggere

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Educazione Fisica in classe seconda: (2) Il corpo si muove, percepisce ed esplora

males-2373730_960_720Continua il mio percorso di educazione fisica nella classe seconda. Dopo esserci concentrati sulle parti del corpo e affinato la percezione e il movimento di piedi e mani, continuiamo a dedicarci ai giochi motori per la percezione dello spazio e del tempo in riferimento al proprio corpo e a quello degli altri. In modo particolare proporrò: giochi con la palla (spostamenti, lanci, percorsi) e le principali azioni motorie (lanciare, afferrare, calciare); giochi con il cerchio; giochi motori su percorsi pensati per esplorare e percepire lo spazio vissuto in situazioni di gioco individuale e di gruppo; giochi per la promozione della socializzazione.

Dopo le prime 5 lezioni proposte nel precedente articolo continuiamo con le successive 5 (proposte in ripetizione).

Lezione6/7: Attività individuali e giochi di gruppo con e senza la palla, per promuovere la conoscenze e la pratica dei principali concetti topologici relativi al tempo. Continua a leggere

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Geometria in classe seconda: LE LINEE

In classe seconda si riprendono i concetti topologici affrontati in prima ma con l’intento di approfondirli e ampliarli. Dopo una serie di giochi, attività ed esercizi tra i banchi e in palestra con i concetti di sopra/sotto, destra/sinistra, avanti/indietro per orientarci nello spazio intorno a noi ma anche alla lavagna e sul quaderno, si inizia a lavorare con i concetti chiave della geometria: punto e linea. Lo scorso anno abbiamo visto che il punto è il segno grafico più semplice e dal suo movimento si sviluppa la linea. La linea è infatti un punto in movimento (ne possiamo infatti indicare il punto di inizio – o anche punto di partenza –  e in punto di fine – o punto d’arrivo) che lascia dietro di sé una traccia ben definita. “Se potessimo osservare una linea con uno strumento speciale… ci accorgeremo che è formata da tanti piccoli punti infiniti che la delineano”. La nostra classificazione delle linee parte proprio dal punto e molte delle osservazioni che faremo si baseranno proprio dal rapporto punto-linea. Possiamo introdurre questo tipo di lavoro riferendoci alla linea da un punto di vista artistico. Ecco un esempio di attività sulla LINEA nell’arte.

Ho impostato il mio lavoro Continua a leggere

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Educazione Fisica in classe seconda: (1) Il corpo si muove, percepisce ed esplora

movimentEccoci all’opera con l’educazione fisica: siamo in seconda e dobbiamo imparare ancora tanto dal nostro corpo. Eh sì, perché andare in palestra porta sovente i bambini a pensare ad un’ora di gioco e svago completamente staccata rispetto alle attività fatte in aula, dietro i banchi e con il quaderno alla mano. E invece anche il momento della palestra, e questo i bambini è importante che lo comprendano subito, è un’occasione di crescita e di apprendimento. Durante l’ora di educazione fisica noi impariamo a stabilire un rapporto con il nostro corpo, lo ascoltiamo, decidiamo come farlo muovere, proviamo a capire come funziona e quanto è difficile o semplice muoverlo in uno spazio anche in relazione agli altri. Un momento importante che, viene certamente  affrontato anche in chiave ludica, permette al bambino di affinare tutta una serie di competenze non solo dal punto di vista motorio ma anche da quello sensoriale, percettivo, espressivo, cinetico-spaziale, ritmico, ecc. Posto che l’ora di educazione fisica è importante come quella di matematica e non dovrebbe mai essere saltata (come purtroppo spesso accade… rimpiazzandola con altre discipline), in queste prime settimane di scuola e sino al mese di novembre ho sviluppato un percorso che puntasse l’attenzione soprattutto sulle competenze pregresse maturate lo scorso anno ma con qualche ingrediente in più. Già dalle prima volta in palestra ho notato delle grosse differenze rispetto all’anno scorso: la maggior parte dei bambini si posizionano autonomamente rispettando lo spazio dei compagni, non hanno bisogno di sentirsi ripetere le regole da rispettare tante volte come accadeva in prima, riescono a prestare maggiore attenzione ai propri movimenti e comprendono che la respirazione è importante e va curata. Questo ci ha permesso da subito di strutturare la nostra ora nel seguente modo: gioco/attività di riscaldamento; attività della fase centrale; conclusione con gioco finale. Prima di iniziare a lavorare comunico sempre ai miei alunni cosa cercheremo di sviluppare, quali obiettivi cercheremo di raggiungere e quali attività svolgeremo. Questo permette loro di concentrarsi su alcuni aspetti del proprio lavoro, focalizzare l’attenzione sugli obiettivi e gestire anche meglio il tempo, evitando tempi morti o di confusione (“Se perdiamo tempo a ripetere sempre le stesse cose, vi distraete tra un ‘esercizio o un gioco e l’altro… andrà a finire che non riusciremo a fare il gioco finale” … che solitamente è quello più atteso). I bambini sanno che le attività che ho organizzato per loro non sono lasciate al caso ma hanno tutte un senso e un legame. Anche il gioco finale è in funzione di quanto esercitato prima di quel momento.

Durante il primo periodo abbiamo lavorato sulle parti del corpo (precisamente i segmenti corporei), sulla percezione e sugli organizzatori spazio-temporali. Queste sono le competenze e gli obiettivi da raggiungere nei mesi di OTTOBRE e NOVEMBRE: Continua a leggere

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In seconda si vola alto!

Anno nuovo, aula nuova e… porta vecchia! La nostra nuova aula è stata riempita di tanti libri e giochi colorati, quaderni e scatole decorate che contengono tante sorprese… ma la porta che ci conduce dentro il nostro mondo è di un triste marrone e sa di vecchio. Come fare? Ci pensa maestra Michela 🙂

Tra i tanti film che amo c’è Up! Lo conoscete? up!E’ la storia di un burbero vecchietto che un tempo era un simpatico sognatore, innamorato della vita e della sua dolce e avventurosa metà. Quando si ritrova solo, sfiduciato e triste dopo la morte della moglie, decide… guidato dalla sua forza e dal ricordo del suo amore… di sfuggire alla minaccia della casa di riposo: gonfia tutti i palloncini che ha a disposizione (il suo mestiere era proprio il venditore di palloncini) e facendoli sbucare fuori da camino della sua casa crea la magia delle magie. Il nostro protagonista si ritroverà a svolazzare con la sua dimora i cieli di mezzo mondo arrivando nel luogo che aveva sognato per tutta la vita. Incontrerà nuovi amici, supererà mille difficoltà e scoprirà ancora una volta quanto è bella la vita!

Questo film mi ha ispirata per “riesumare” la porta della nostra aula. C’è la scuola, colorata e con la porta aperta e accogliente (dentro la quale si leggono i nomi delle maestre), un bel cartello con su scritto 2B, e tanti palloncini quanti i bambini e le bambine della classe che fanno volare alto la scuola. Una metafora del nuovo anno: l’entusiasmo, le energie, la grinta e la gioia dei bambini fanno volare alto la scuola. Loro stessi, aiutati dalle loro maestre, voleranno alto per raggiungere i risultati sperati e realizzare sogni di amicizia, pace, armonia e felicità. Insieme si diventa grandi e insieme si viaggerà alla scoperta di nuove avventure. Questo è l’augurio che io e le mie colleghe di team auguriamo ai nostri alunni e a tutte noi! E come diceva il mio maestro “Chi comincia bene è a metà dell’opera”!

Come ho fatto?

  1. Ho cercato su Google l’immagine a colori di una scuola.
  2. Ho rielaborato l’immagine su Word inserendo il nome del team docente e il cartello della classa.
  3. Ho ritagliato l’immagine e l’ho incollata con colla vinilica, sotto e sopra per dare lucentezza), a un pezzo di cartone spesso mezzo centimetro – in modo da creare un effetto 3D.
  4. Ho creato tanti palloncini quanti i nomi dei bambini e delle bambine inserendoci dentro il loro nome scritto a pennarello.
  5. Ho creato uno sfondo usando cartoncino azzurro e fogli bianchi per le nuvole.
  6. Ho incollato sullo sfondo la scuola – bene al centro – inserendoci dentro dei fili di lana che ho aperto a raggiera.
  7. All’estremità di ogni filo ho incollato un pezzo di cartoncino di mezzo centimetro di spessore e poi il palloncino – sempre per creare l’effetto 3D.

Ecco il risultato 🙂

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Che ve ne pare? I bambini erano entusiasti ❤

 

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Mappe concettuali e Scuola primaria: come introdurle nell’uso quotidiano.

DIGITAL LITERACYLe mappe concettuali (cognitive o mentali) sono diventate, nel tempo, un valido e prezioso strumento di apprendimento per alunni e insegnanti. Io stessa, quando ho bisogno di focalizzare l’attenzione su un argomento e schematizzarlo al meglio per strutturare un percorso didattico, utilizzo le mappe. Prendo carta e matita e la traccio velocemente. Se poi la mappa mi convince, nel senso che risulta essere semplice ma ben strutturata e facilmente leggibile, utilizzo un software per trasformarla digitalizzarla e presentarla alla LIM ai miei alunni o stamparla. Non le uso sempre ma mi son resa conto che prima i bambini imparano da a leggere e poi costruire delle mappe mentali meglio è. Io, da studentessa, ho iniziato a utilizzare schemi e mappe al triennio di specializzazione della scuola secondaria di secondo grado… grazie al mio professore di storia e letteratura: mi si aprì un mondo. Prima di allora riassumevo pagine e pagine, perdendo tempo ed energie, ma quando imparai ad usare le mappe e a capirne il meccanismo fu una vera conquista. Continuai ad usarle all’Università e oggi sono per me ancora preziosissime sia nel mio lavoro ma anche nello studio.

Brevemente. Sappiamo che con il termine mappe cognitive si fa riferimento a più tipologie di mappe (molto diverse tra loro): in modo particolare distinguiamo le mappe mentali (solitamente più semplici) dalle mappe concettuali (più complesse). Comunque sia entrambe consistono in rappresentazioni grafiche che utilizzano strategie logico-visive messe in gioco da alcune regole formalizzate nella composizione al fine di consentire una lettura significativa e soprattutto condivisa.

Il modello logico-visivo delle mappe mentali è un modello a raggiera e si sviluppa a partire da un’idea centrale (posta al centro della mappa) dalla quale si diramano i collegamenti principali (sviluppati da idee chiave). È importante curare l’aspetto grafico (immagini e colori sono fondamentali per fornire dei ganci associativi) e la cura dei contenuti. Esse sono utili nella fase di recupero e di rielaborazione personale ma anche nel momento in cui è importante raccogliere le idee su un argomento. Ottimo strumento compensativo per alunni BES ma valido strumento per l’intera classe. Le mappe concettuali sono invece Continua a leggere