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I segreti delle piante in classe seconda: esperienze e suggestioni tra scienze e arte (2)

IMG_20180518_164617_659.jpgIl percorso sulle piante (1) prosegue alla scoperta dei fiori: nomenclatura e funzione delle varie parti. Affrontiamo l’argomento sul libro di testo e poi ci concentriamo osservando i fiori intorno a noi. L’esperienza dell’uscita didattica al Parco dei Sette Fratelli è stata sicuramente un’ottima occasione per osservare e toccare con mano la vegetazione del nostro territorio. L’orto botanico e il bosco hanno offerto allo sguardo e all’olfatto dei piccoli visitatori un trionfo di bellezza, colori e meraviglie. Toccare la corteccia degli alberi, andare alla ricerca di foglie cadute dai rami e vedere ronzare piccoli insetti intorno ai fiori catturati dalla bellezza dei colori e dal profumo allettante… ci ha permesso di cogliere tutti quegli aspetti affrontati a scuola. Con il ricordo ancora vivo di colori, profumi, texture e sensazioni visive ci siamo messi all’opera per creare il nostro Giardino incantato provando a mettere tutto su carta. L’idea è quella di creare una sorta di Giardino fantastico ispirato all’opera, alle riflessioni, agli studi e alle suggestioni di Paul Klee. Ogni bambino avrà a disposizione un cartoncino di forma quadrata 25cmX25cm su cui creare il proprio pezzo di giardino: fiori, foglie, piccoli insetti fantastici e immaginari… ma funzionanti. Nel senso che tutti gli elementi del giardino dovranno comunque avere quegli elementi che garantiscono la sopravvivenza in natura. La tecnica utilizzata è quella del collage: carte colorate, materiali diversi, tempere, colle… assemblati tra loro per dar vita a qualcosa di tridimensionale e tattile. Per quanto riguarda le carte colorate ho deciso di non usare quelle già pronte e in vendita dai colori poco naturali ma far creare direttamente ai bambini delle carte speciali. Ogni quadrato (ne prepareremo 16) verrà poi disposto in un grande pannello quadrato (disponendo 4 x 4 fogli quadrati a formare un grande quadrato di un metro quadro complessivo di 16 quadrati) da appendere nell’andito della scuola dove è stato sistemato il giardino verticale del progetto Green Kids: Piccoli Bionieri Crescono curato da Massimo Lumini.  Ecco come abbiamo proceduto… Continua a leggere

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Matematicando in classe seconda: la divisione

divisioneSpesso ho come l’impressione di arrivare in classe e non dover poi insegnare niente di nuovo. Mi è successo molte volte di spiegare ai miei alunni che in realtà la mia lezione sarebbe stata per loro la scoperta di saper già qualcosa. La matematica è spesso insita in ognuno di noi ma non ne siamo consapevoli. Soprattutto in prima elementare non ho fatto altro: “Bambini, in realtà lo sapete già fare da tempo… ma cerchiamo di capire cosa accade nella nostra mente matematica in modo da sfruttare le nostre conoscenze e le nostre competenze al meglio“. Quando sono arrivata in classe, la mattina in cui avrei  dovuto “presentare” le divisioni, ho iniziato a tirati fuori oggetti di uso comune che tengo nel mio armadio dell’officina matematica e, mentre disponevo tutto sulla cattedra riassumendo mentalmente ciò che avevo programmato, ho sentito l’impulso di andare alla lavagna e scrivere: OGGI NON VI INSEGNO NIENTE!

In effetti chissà quante volte i miei alunni hanno diviso quantità per distribuire qualcosa o formare gruppi. Hanno già adottato strategie, hanno trovato soluzioni e applicato regole in maniera non ancora consapevole. Si tratta solo di metabolizzare, capire, comprendere, trasformare il tutto in linguaggio matematico. Bruno D’Amore (Didattica della matematica, Pitagora Editrice), riflettendo sull’accostamento del binomio linguaggio-pensiero, ci pone subito difronte ad un quesito che è stato uno dei punti cardine di divergenza tra i sistemi (o le teorie) di Piaget e Vygotskij:

L’uso del sistema semiotico di una lingua è o no necessario al funzionamento del pensiero logico ed allo sviluppo della conoscenza scientifica?

Il dibattito e gli spunti di riflessione li lascio per ora da parte ma non escludo di approfondire un discorso tanto interessante quando intricato. Per ora mi basta constatare coi miei alunni che per parlare il “matematichese” è necessario Continua a leggere

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Ricreazione e impronta del carbonio: una breve riflessione sulle nostre merende.

In classe capita che durante la ricreazione la maestra abbia un guizzo per la testa… e se la maestra sono io… è sicuro che capiti spesso. Il momento della merenda di metà mattina tra i banchi viene attesa con grande trepidazione dai miei alunni: prima di tutto perché rappresenta un momento di pausa e convivialità dopo le prime ore intense di lavoro e in secondo luogo perché c’è il rituale delle merende. In cosa consiste questo rituale?

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Il tutto è nato un po’ per caso durante una delle mie prime ricreazioni con loro notando che la maggior parte di merende consisteva in cibi confezionati e quasi mai freschi. Un giorno una bambina però ha portato un frutto e delle carote: presa dall’entusiasmo le ho fatto i complimenti e ho chiesto a tutti i bambini di fare un applauso alla compagna. Ho spiegato loro perché frutta e verdura si erano meritati un riconoscimento così importante e avevano suscitato il mio interesse. Il giorno dopo una seconda bambina ha portato un frutto e mi ha chiesto un applauso: è nato così il rituale della nostra merenda insieme. Ogni giorno i bambini sistemano la tovaglietta sul banco e prima di iniziare a mangiare aspettano il giro di controllo. Io dico “Qualcuno ha frutta e verdura da dichiarare?“. I bambini con frutta e/o verdura alzano la mano, dicono che merenda hanno (frutta fresca ma anche secca come noci, nocciole, mandorle, e verdure di vario tipo) e aspettano le mie direttive: “Facciamo tutti insieme un bell’applauso a Diletta per aver portato delle meravigliose carotine“. Poi passiamo al secondo step: “Qualcuno ha portato panini o cibo fatto in casa?” I bambini che hanno panini, tramezzini, torte e biscotti fatti a casa ricevono i complimenti da parte di tutti. Questo piccolo momento nato per caso ha ottenuto un largo consenso da parte dei bambini ma anche dei genitori che mi hanno confessato che da quando ho istituito questa novità i bambini fanno a gara per portare a scuola frutta e verdura.

Da un po’ di tempo però è impazzata la moda delle merende confezionate in stile kit di sopravvivenza (che a mio avviso con la sopravvivenza hanno poco a che fare). Avete presente quelle scatolette in plastica trasparente contenenti un succo, un pezzo di formaggio e i grissini (ma a volte anche prosciutto o altre diavolerie piene di conservanti)? Ecco, ha iniziato un bambino e ora tutti o quasi portano più volte alla settimana questo tipo di merenda. Qualche bambino non mangia altro. Non ho ancora parlato di piramide alimentare e dosi settimanali consigliate di vitamine, grassi e zuccheri… ma posso comunque sensibilizzare i miei alunni. Non dico un NO senza appello a questo tipo di merende Continua a leggere

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L’acqua: cosa è importante sapere? Un percorso di scienze in classe seconda (2)

20180306_133423.jpgIl percorso sull’acqua avviato da alcune settimane (che trovare QUI) continua. Dopo aver illustrato i punti salienti riguardanti le informazioni e gli aspetti più interessanti sull’acqua i bambini hanno scritto delle piccole didascalie per raccontare le loro immagini e fissare alla mente un concetto sull’acqua per loro importante. Tutti i disegni sono stati raccolti in un cartellone che poi è stato appeso in classe.

Questo percorso ci ha permesso di raccontare come l’acqua entri nelle nostre vite quotidianamente consentendoci di riflettere anche sugli aspetti più delicati riguardanti lo spreco e tutti gli utilizzi dell’acqua. Insieme abbiamo ragionato su quali strade possano essere percorse per utilizzare al meglio una risorsa così importante e fissato la nostra attenzione anche sui problemi ambientali. Un aspetto che ha catturato molto la loro attenzione è lo scioglimento dei ghiacci. Abbiamo visto che il nostro Pianeta ha bisogno che i luoghi ghiacciati (e soprattutto i due Poli) mantengano la stessa percentuale di superficie nel tempo (sia per garantire le riserve d’acqua del Pianeta, una certa temperatura, la non emissione di gas nocivi dovuti dallo scioglimento del Permafrost, la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali, ecc). Proprio riflettendo sulla riduzione drastica di alcune aree ghiacciate della Terra come le zone Artiche e l’allarme per le specie viventi che vi abitano, abbiamo letto in classe un piccolo libricino che ci ha permesso di approfondire l’argomento e parlare ancora una volta di ciclo vitale e stretto legame tra azioni compiute dagli esseri umani ed effetti diretti sull’intero pianeta. Il libro “Winston la battaglia di un orso polare contro il riscaldamento globale” è piaciuto molto e sul racconto abbiamo intessuto una discussione di almeno mezz’ora. Ne abbiamo ricavato che ogni piccolo gesto può aiutare il nostro Pianeta e per cambiare le cose è importante iniziare a cambiare noi stessi e sensibilizzare le persone che ci stanno accanto.

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Il nostro percorso poi è proseguito con la costruzione di un piccolo e semplice Lapbook sul ciclo dell’acqua che avevo già proposto anni fa ad una mia classe. Dopo averne discusso grazie ad alcuni video su YouTube e approfondito l’argomento anche sul nostro libro di testo, ci siamo messi all’opera. Ho fotocopiato il mio modellino e insieme abbiamo letto le quattro fasi del ciclo dell’acqua. Parlare di cicli è molto importante perché i bambini si rendono conto che ogni fenomeno e evento è collegato ad un altro. Anche questo ci consente di sviluppare riflessioni e portare avanti ipotesi su possibili scenari critici o anche positivi. I bambini leggono il foglio in formato A4, lo colorano passo passo, insegno loro a piegare nei punti giusti, ritagliano le finestrine e infine incollano sul quaderno. Sono molto soddisfatti e soprattutto avranno a portare di mano una serie di informazioni utili sulle fasi del ciclo dell’acqua. Impariamo nuove parole, cerchiamo significati e facciamo esempi. Piano piano stiamo imparando a muoverci con passo scientifico 😉

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Matematicando in classe seconda: Numeri entro il 100 e Addizioni in colonna

Dopo le verifiche di ingresso somministrate durante le prime due settimane di scuola mi sono resa conto che le previsioni del post-vacanze erano andate oltre le mie aspettative: numeri entro il 20 assimilati senza intoppi sia per il riconoscimento delle cifre ma anche per la composizione e scomposizione in decine e unità, calcolo di addizioni e sottrazioni ottimale e buon utilizzo delle strategie di calcolo veloce anche nella risoluzione di semplici situazioni problematiche. Viste le conoscenze pregresse, valutato il livello globale di competenza dell’intera classe e con il benestare delle famiglie, ho deciso così di avviare il Metodo Bortolato con la Linea del 100. Negli anni, approfondendo il Metodo con lo studio e la pratica (ma anche seguendo seminari con lo stesso Bortolato) ho maturato l’idea di non proporre ai bambini il metodo puro ma portare avanti un percorso ibrido che tenesse conto della praticità del calcolo analogico ma senza trascurare completamente gli aspetti legati ai processi lessicali, semantici e sintattici tipici dei numeri e del calcolo. Bortolato in questo è categorico: parlare e spiegare il meno possibile per procedere al calcolo proponendo direttamente l’algoritmo insito in ogni operazione. Le spiegazioni, eventuali…, vanno ridotte all’osso… gli abachi con decine e unità lasciati perdere e con essi tutte le spiegazioni che non fanno altro che appesantire la lezione. Lui parte dal presupposto che bisogna avere un occhio di riguardo per i bambini che nutrono “antipatia” nei confronti della matematica, la trovano faticosa e deprimente, difficile e impossibile… quindi punta molto sulla  motivazione ottenuta dalla soddisfazione di riuscire a operare subito, quasi per gioco ma senza dimenticare il sacrificio, traendone giovamento immediato. L’aspetto che mi interessa del Metodo Analogico è che va dritto al bersaglio e, effettivamente, i bambini hanno la possibilità di operare subito senza tanti giri di parole. Ma io credo fermamente che la matematica sia scoperta continua, gioco e osservazione, crescita e pensiero computazionale. Per questo motivo non me la sono sentita, quest’anno, di appendere definitivamente al chiodo B.A.M., abaco e tanti altri strumenti che mi accompagnano da anni, oppure di negare ai bambini la possibilità di scoprire cosa ci sia dietro al procedimento che dobbiamo seguire per operare al meglio. Con l’esperienza, ma anche con l’occhio e il cuore di chi ama la matematica da sempre, ho provato a ridimensionare tutta una serie di aspetti della matematica che la rendono pesante: far scrivere pagine e pagine di insiemi… per stimolare la logica (ho preferito proporre giochi verbali  o attività coinvolgenti alla LIM per stimolare la logica o laboratori creativi); far scrivere pagine e pagine di numeri da ricavare dal 20 sino al 100 (fatica sprecata: meglio lavorare con materiale strutturato in piccoli gruppi di ricerca, raccogliere i dati alla LIM e l’essenziale sul quaderno, fare giochi di composizione e scomposizione, leggere e scrivere sul libro di testo – dove c’è già tutto, usare al minimo il quaderno); star fermi su un argomento, quando tutti hanno già la sensazione di averne padronanza…, solo perché è troppo presto proporre qualcosa in base a non so quali direttive. Mi domando: se i miei alunni si trovano nella zona di sviluppo prossimale, pronti a fare il salto di qualità… perché non procedere? E così ho proceduto. Durante le prime settimane ho programmato e lavorato così:

SETTEMBRE-OTTOBRE

Nucleo tematico. IL NUMERO E LE QUANTITÀ
Conoscenze e abilità Contenuti e attivi

Conoscere il numero nei suoi vari aspetti

·Leggere e scrivere i numeri fino al 100

·Ordinare i numeri sulla retta graduata

·Usare i termini successivo e precedente

· Usare i simboli > < = 

Conoscere il sistema di numerazione

·Usare il materiale strutturato per rappresentare i numeri conosciuti.

·Conoscere il valore posizionale delle cifre.

CONOSCERE LE OPERAZIONI E LE PROPRIETÀ

·Scomporre i numeri conosciuti in diversi modi.

Acquisire tecniche di calcolo orale e scritto

·Conoscere i numeri fino al 100 e costruire successioni secondo regole date.

·Sperimentare la differenza tra conteggio e riconoscimento della quantità

·Riconoscere la cardinalità di un numero

·Utilizzare strategie di calcolo mentale con addizione e sottrazione

Eseguire addizioni in colonna con e senza riporto

Alla scoperta dei numeri sino al 50: attività alla LIM e sul libro delle Discipline.

Alla scoperta dei numeri sino al 90: attività alla LIM e sul libro delle Discipline

Il centinaio: attività di manipolazione, scoperta, composizione e scomposizione con materiale strutturato e non. Esercizi sul libro Discipline

Avvio del calcolo mentale: sperimentazione sulla differenza tra conteggio e riconoscimento;  conoscere la cardinalità di un numero; individuazione della posizione dei numeri interni alla struttura della Linea del 100. Utilizzo dello strumento della Linea del 100 e esercizi

Calcolo mentale con la Linea del 100: le addizioni in linea

Calcolo mentale con la Linea del 100: le sottrazioni in linea

Addizioni e sottrazioni con la Linea del 100 sul libro

Addizioni e sottrazioni con il calcolo mentale

Calcolo scritto: i significati dell’addizione. Situazioni problematiche e addizioni in riga

Calcolo mentale oltre il 100: attività alla LIM e sul libro Discipline

Calcolo scritto in colonna: le addizioni

In effetti è stata una scoperta continua: i bambini hanno capito che leggere i numeri sino a 100 non era poi così difficile e osservandoli bene (con l’aiuto dell’abaco e dei disegni alla LIM) era possibile operare un confronto (ordinarli, maggiori e minori ecc…), bastava pensare per decine e unità proprio come imparato a fare lo scorso anno. Ci siamo soffermati su alcuni argomenti chiave e, appena tutti quanti ci siamo trovati nello stesso punto di partenza, abbiamo preso il largo verso La linea del 100. Erano entusiasti e curiosi, finalmente, di usare lo strumento. L’abbiamo fatto seguendo tappe precise, quelle consigliate nel libro ma secondo i ritmi dettati dai bambini, e con l’aiuto della LIM (ho creato un armadio del 100 “virtuale” che mi permettesse di mostrare a tutta LIM le palline e i riferimenti numerici).

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Spostando le barrette azzurre si riproduce il movimento dello strumento della linea del 100 e accanto i bambini possono visualizzare i riferimento numerici: io alla LIM e loro con lo strumento.

Ci siamo soffermati molto nelle lettura dei numeri a voce alta e, con il supporto del libro delle Discipline ma anche dei B.A.M. e dell’abaco, abbiamo lavorato Continua a leggere

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Alla scoperta dell’uva

Lo scorso anno, in prima, abbiamo affrontato la stagione autunnale da un punto di vista scientifico soffermandoci sui cinque sensi (che ci hanno aiutato nella fase di scoperta, osservazione e acquisizione delle informazioni utili per trarre conclusioni) e sui frutti dell’autunno. In classe abbiamo descritto, dopo attenta osservazione, i frutti portati da casa, li abbiamo toccati, annusati e assaporati. Infine abbiamo raccolto tutte le nostre informazioni sul quaderno attraverso le nostre illustrazioni e una serie di semplici parole chiave. Stavamo facendo i nostri primi passi nel mondo delle scienze e, a novembre ci muovevamo ancora incerti nella scrittura. Quest’anno, molto più competenti e autonomi, ci siamo potuti spingere oltre: ci siamo avventurati alla scoperta dell’uva. “Ovviamente, cari bambini, lo faremo con gli strumenti che sono in nostro possesso e con un approccio scientifico”. Ho deciso di scegliere l’uva perché alcune settimane fa ho scoperto che alcuni bambini non avevano mai sentito parlare di “ACINO” e poi anche per riprendere il percorso sul ciclo vitale intrapreso lo scorso anno. Inoltre ho preso la palla al balzo per iniziare a insegnare ai bambini come costruire una piccola mappa concettuale (che nel nostro caso è più un semplice diagramma) e raccogliere insieme, passo dopo passo, le informazioni in modo schematico e facile da rileggere.

Abbiamo iniziato a lavorare insieme alla LIM e sui quaderni: una serie di domande chiave – che richiamavano la loro attenzione sul lavoro svolto lo scorso anno e ripreso in questi mesi – ci hanno permesso di costruire, passo passo, il seguente diagramma:

uvaIl diagramma ha preso vita dalle nostre riflessioni divenute parole chiave e infine si è concluso con alcune immagini esemplificative del ciclo di vita della pianta dell’uva.

Abbiamo continuato il nostro percorso Continua a leggere

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Educazione Fisica in classe seconda: (2) Il corpo si muove, percepisce ed esplora

males-2373730_960_720Continua il mio percorso di educazione fisica nella classe seconda. Dopo esserci concentrati sulle parti del corpo e affinato la percezione e il movimento di piedi e mani, continuiamo a dedicarci ai giochi motori per la percezione dello spazio e del tempo in riferimento al proprio corpo e a quello degli altri. In modo particolare proporrò: giochi con la palla (spostamenti, lanci, percorsi) e le principali azioni motorie (lanciare, afferrare, calciare); giochi con il cerchio; giochi motori su percorsi pensati per esplorare e percepire lo spazio vissuto in situazioni di gioco individuale e di gruppo; giochi per la promozione della socializzazione.

Dopo le prime 5 lezioni proposte nel precedente articolo continuiamo con le successive 5 (proposte in ripetizione).

Lezione6/7: Attività individuali e giochi di gruppo con e senza la palla, per promuovere la conoscenze e la pratica dei principali concetti topologici relativi al tempo. Continua a leggere