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Tutti siamo uguali proprio perché diversi: un percorso di scienze, educazione alla cittadinanza e educazione fisica

La frase “tutti siamo uguali proprio perché diversi” è per me molto importante e da alcuni anni me la porto dietro con orgoglio perché è il mio modo di vivere il mondo. Spesso salta fuori anche nelle mie chiacchierate con la classe, e coi figli, offrendo ogni volta spunti di riflessione e nuovi percorsi da intraprendere. Quest’anno ho deciso di portare avanti, con la mia classe prima, un percorso di Scienze trasversale a Educazione alla cittadinanza e anche Educazione Fisica, basato proprio sulla diversità.

Dall’inizio dell’anno abbiamo esplorato i cinque sensi nei modi più svariati: sperimentazioni in classe e in giardino, letture e giochi mirati, momenti creativi di raccolta informazioni e suggestioni, percorsi legati alle stagioni e ai primi approcci alla meteorologia, i cinque sensi e l’acqua (con il laboratorio sugli stati dell’acqua e i materiali nell’acqua). I sensi ci hanno sempre guidato e aiutato nelle nostre scoperte, i bambini non hanno mai perso di vista l’importante contributo che i sensi ci danno: sono le nostre finestre sul mondo. Abbiamo quindi immaginato di non avere queste “finestre” e riflettuto insieme sulla difficoltà di esplorare il mondo senza i nostri sensi. I bambini hanno raccontato esperienze, manifestato paure, condiviso emozioni. “Vivere senza poter vedere o sentire… dev’essere molto duro” mi hanno detto. Ma riflettendo ancora è emerso che anche altri sensi, pensiamo all’olfatto che ci consente di sentire l’odore di una fuga di gas in casa o il tatto che ci consente di percepire se un oggetto è rovente o meno… ma anche il gusto che ci avvisa immediatamente se un cibo è guasto o poco fresco, sono non meno importanti degli altri. Siamo arrivati alla conclusione che i sensi, ma anche il buon funzionamento del nostro corpo  in generale, ci consentono di vivere con meno difficoltà. Ma non sempre tutto funziona alla perfezione e allora è necessario adottare alcuni accorgimenti: ad esempio utilizzare apparecchi acustici, mettere gli occhiali, usare le stampelle se ci rompiamo una gamba, imparare a fare le cose in modo diverso. Tal volta siamo costretti ad usare degli aiuti solo temporaneamente e altre in maniera definitiva. Partendo da queste considerazioni (i bambini hanno partecipato attivamente decidendo di raccontare le loro esperienze ma anche quelle vissute da persone a loro vicine) ho chiesto loro il significato di ABILITÀ. Dopo una serie di domande mirate siamo giunti al significato di questa parola e abbiamo scoperto che ognuno di noi è abile in qualcosa e meno abile in altro. Abbiamo raccolto tutte le nostre abilità e le nostre “non abilità” alla lavagna con un veloce brainstorming; il passo successivo è stato capire come riuscire a sviluppare meglio le nostre abilità oppure riuscire a fare “in modo diverso” ciò che non riusciamo a fare bene come vorremo. In questo caso le domande poste da noi adulti sono fondamentali e spontaneamente i bambini ragionano sulla realtà e sui vissuti quotidiani. “Dobbiamo usare diverse abilità… non proprio queste che abbiamo… ma altre un po’ diverse… che ci facciano fare le cose lo stesso” ha sussurrato qualcuno. Il bello è proprio questo… ognuno di noi, per un motivo o per un altro, per brevi periodi o magari per sempre, dovrà far ricorso ad abilità diverse. Abbiamo fatto molti esempi, qualcuno ha parlato di bambini in carrozzina o persone ipovedenti, abbiamo parlato del linguaggio dei segni o di alcune persone che disegnano benissimo usando i piedi o la bocca. Siamo giunti alla conclusione che ognuno di noi è speciale perché riesce a fare con le proprie forze ciò che desidera, senza dimenticare mai che anche l’aiuto che ci arriva dalle persone vicine è fondamentale (la bellezza del dare e ricevere), è in questo siamo proprio tutti uguali: nella nostra imperfezione siamo uguali tutti! Continua a leggere

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Accoglienza Classe Prima. Lo schema corporeo con Achille il puntino

Quest’anno oltre a matematica, scienze e informatica avrò tra le mie materie anche Educazione Fisica. Inizio un bel nuovo ciclo con la mia prima e, come da tradizione, mi presento con storie e giochi. In queste due prime settimane i libri illustrati e le storie mi hanno aiutato a conoscere in modo più giocoso i bambini e a coinvolgerli con semplicità e sorrisi. Ho rimesso in moto la mia LIM e,  in attesa dell’orario definitivo e dell’attività motoria in palestra, ho deciso di iniziare con i miei giovani alunni un percorso di perlustrazione e raccolta dei prerequisiti su schema corporeo e funzioni senso-percettive. Ecco il mio percorso. Continua a leggere