0

Matematicando in classe terza: (2) Serpente aritmetico per ripassare giocando.

1536957572075-f7503d2e-ecc4-4b84-929d-6bdca66a63b5Secondo giorno di scuola, prime due ore di attività. “Vediamo un po’ se la vostra mente, durante l’estate, si è ben tenuta in allenamento  oppure tutta l’acqua che vi è entrata nel cervello durante i tuffi in mare ha fatto arrugginire qualcosa facendovi dimenticare ad esempio… le operazioni!” Dico ai bambini che son certa che tutti si siano anche dedicati al libro delle vacanze e che non ho intenzione di controllarlo: non erano obbligati a riempire pagine e pagine di matematica, avevo avvertito alla fine dell’anno, ma ero certa che nei momenti morti avrebbero sentito la necessità di spazzare via la noia facendo qualche calcolo o risolvendo quesiti di logica. Il tutto avrebbe favorito loro, e non me, che al rientro tra i banchi si sarebbero trovati ben pronti e allenati per affrontare un nuovo anno scolastico. La classe terza è la più difficile dicono… vedremo insieme se è proprio così. Intanto in matematica cosa accade? Sicuramente si mettono a frutto le competenze acquisite nel biennio. In prima ci siamo resi consapevoli che la matematica fa parte di noi, che già sapevamo aggiungere o togliere ma dovevamo solo diventarne consapevoli e imparare a farlo con cognizione di causa e per risolvere le nostre necessità. Abbiamo anche imparato a scrivere in “matematichese” confrontandoci con i simboli e il linguaggio della matematica. Abbiamo giocato molto scoprendo che questa materia può essere divertente e stimolante. In seconda abbiamo ripreso le competenze della prima e le abbiamo ampliate attraverso la sperimentazione e i laboratori di gruppo. Abbiamo iniziato a fare ipotesi, a verificare e calcolare con numeri più grandi, a scoprire algoritmi di calcolo più complessi e a guardare il mondo con occhi diversi. Ci siamo accorti che la matematica è una scoperta continua che necessita di impegno e dedizione ma ci regala grandi soddisfazioni e può sempre tornar utile 😉 E la terza? In terza si diventa grandi come diventano “più grandi” i numeri con i quali abbiamo a che fare. Si metabolizzano gli algoritmi di calcolo già acquisiti, si scoprono e rendono fruibili una serie di strategie di calcolo (acquisendo le prime proprietà delle operazioni), si affina ciò che si è imparato. Inoltre faranno capolino le frazioni e le divisioni in colonna e la geometria diventerà “seria” attraverso l’utilizzo di strumenti di precisione e misurazione. “Ma non solo… impareremo ad operare da veri scienziati matematici quindi vi chiedo massimo impegno e serietà che son certa riuscirete a darmi e a darvi!“.

Per rispolverare le strategie di calcolo veloce e fare un ripasso generale di addizione e sottrazione (ma soprattutto per poter verificare le competenze pregresse dopo le vacanze… sondando anche quelle dei nuovi arrivati) propongo un gioco di carte: IL SERPENTE ARITMETICO. Il nome è suggestivo e me lo sono inventato al momento… sicura che sarebbe piaciuto ai bambini. “Non avrete mica pensato che la mia prima lezione di matematica sarebbe stata APRITE IL QUADERNO E RISOLVETE IN COLONNA QUESTA SFILZA DI OPERAZIONI!!!???” Maestra Michela deve aver passato delle vacanze terribili se è ritornata a scuola completamente stravolta… accidenti! E invece no: inizio alla mia maniera. Tiro fuori le carte che propone Bortolato in uno dei suo libri per le vacanze (I compiti vanno in vacanza) che sono molto semplici: da una parte c’è scritta una addizione o una sottrazione in riga e dietro il risultato. 20180914_130628Come le utilizzo? Invento un gioco. Questo tipo di attività mi consente di scaldare i motori, rompere il ghiaccio, far ritornare alla mente vecchie strategie, dare coraggio ai bambini che temono di aver dimenticato tutto quando invece non è così. Inoltre questo tipo di attività consente ai nuovi arrivati di imparare i nomi dei compagni, capire come siamo abituati a fare matematica e iniziare a lavorare in gruppo prendendo coraggio. Le carte poi sono accattivanti e si ha la sensazione di non fare un lavoro ma un gioco.

Come procedo? Continua a leggere

Annunci
0

Matematicando in classe terza: (1) Attività d’inizio anno per scaldare i motori e verificare le competenze pregresse

Ci siamo: classe terza in un lampo! Mi sembra l’altro giorno che li vedevo entrare titubanti nella mia aula con sguardo perso e curioso e ora me li ritroverò alti e spigliati… Le vacanze sono terminate e, nonostante il caldo, dobbiamo rimetterci all’opera. La terza, si dice, è la classe più ostica e delicata del ciclo della primaria: si inizia a mettere a frutto tutto ciò che è stato acquisito nel primo biennio, si inizia a studiare e a capire quale metodo utilizzare, si muovono i primi passi verso l’indipendenza (eh… magari!). Trovo una soluzione per trascorrere i primi giorni in maniera non troppo traumatica. I bambini e le bambine avranno voglia di raccontarsi quindi è necessario trovare delle attività che garantiscano loro di riallacciare le vecchie amicizie e allo stesso tempo di creare da subito il senso di gruppo. Inoltre nel marasma di incombenze da portare avanti ad inizio anno non possiamo trascurare le prove d’ingresso e le prime valutazioni che serviranno per impostare poi la programmazione annuale. Dal mio punto di vista ridurrò all’osso le schede (utilizzerò giusto le verifiche d’istituto elaborate per classi parallele) e svilupperò alcuni percorsi che mi consentano di verificare le competenze dei bambini senza appesantirli troppo. Ma come?

armadioIn questi giorni ho rimesso piede nella mia aula, vuota e grigia senza tutti i cartelloni e la vitalità del lavoro di classe, così ho deciso di tappezzare il mio armadio con fogli A4 riciclati e avanzati dallo scorso anno. Mentre assemblavo il mio collage alla maniera di Mondrian, in versione più colorata, ho avuto un’idea per la prima attività. In questo modo posso subito stimolare nei bambini il loro spirito collaborativo per raggiungere un obiettivo comune; sciogliere il ghiaccio post-vacanze; rinfrescare la memoria su alcuni concetti chiave che torneranno anche in questo anno scolastico; verificare la capacità di approccio a problemi di logica; valutare la solidità degli apprendimenti acquisiti nella classi precedenti; osservare atteggiamenti rispetto alla comprensione di concetti matematici sia dal punto di vista dell’articolazione del pensiero che da quello dell’arricchimento nella comunicazione.

Come prepariamo l’attività:

  1. Preparo tante tessere colorate quante sono i miei alunni (utilizzo gli stessi fogli riciclati che ho usato per l’armadio)
  2. Assegno a ciascun bambino e bambina il nome di un compagno o di una compagna
  3. Chiedo di scegliere un colore per scrivere sul cartellino consegnato il nome assegnato
  4. Mi faccio consegnare il tutto

Continua a leggere

0

Matematicando in classe seconda: mercatino dell’euro e i venditori di sogni!

schedeMaestra, ma il mercatino dell’euro quando lo facciamo?“. Devo ammettere che creare aspettative è una buona tattica per tenere viva la voglia di andare a scuola e motivare l’interesse verso alcuni argomenti. Con il mercatino dell’euro è andata proprio così. Solo il nome suscita nei bambini curiosità e riporta alla memoria i giochi della compravendita fatti a casa o alla scuola dell’infanzia con gli amici. L’idea di trasformare l’aula in un mercatino (… chissà cosa escogiterà la maestra… che merci venderemo… come utilizzeremo il denaro…) rende ancora tutto più affascinante. Lo scorso anno, in prima, abbiamo giocato con l’euro grazie ai problemi per immagini di Camillo Bortolato ma, anche se in programma, alla fine non sono riuscita a proporre il famoso mercatino che di solito presento ai miei alunni. È un’attività di gioco semplice che molto si avvicina a quelli che chiamiamo “compiti di realtà”: permette di consolidare i concetti di prezzo e quantità, favorisce l’acquisizione delle competenze sull’uso dell’euro, consente di acquisire dimestichezza con il costo della vita, aiuta i bambini a lavorare in gruppo, stabilire rapporti e raggiungere obiettivi comuni. Negli anni, questo semplice gioco che inventai tempo fa quasi per caso, si è evoluto in base alla classe di riferimento. La prima volta che lo proposi avevo una classe terza. I bambini sapevano già operare con gli euro ma avevo la necessità di consolidarne la conoscenza attraverso l’utilizzo e, allo stesso tempo, insegnare ai bambini a porsi problemi in base al costo della merce e prendere decisioni in merito a cosa acquistare con un determinato budget. Così ogni coppia di bambini aveva una missione precisa da compiere e un budget da spendere. Ma non anticipo niente su questo mercatino perché ho in programma di proporlo il prossimo anno alla mia futura terza e allora potrò documentare per bene tutte le fasi e i risultati. Un altro anno invece l’ho presentato in una versione semplificata ad una classe prima: i bambini hanno creato le monete degli euro utilizzando la tecnica del frottage (non usando i centesimi) e le banconote in maniera fantasiosa; ho allestito le varie bancarelle, abbiamo inserito i prezzi della merce (oggetti presenti in classe e piccoli oggetti portati da casa) e giocato liberamente seguendo delle fasi precise e poi tirando le somme su spese sostenute. Quest’anno, nella mia seconda, l’evoluzione del gioco ha portato a nuove suggestioni ed esperienze. Ecco come ho impostato il lavoro e cosa è accaduto.

Alcuni giorni prima ho chiesto ai bambini di portare, per la giornata prevista per il mercatino, due o tre giochi, qualche frutto o verdura o cibo in plastica (quelli per giocare al gioco della spesa). Per impostare il mercatino infatti ecco cosa occorre: Continua a leggere

1

I segreti delle piante in classe seconda: esperienze e suggestioni tra scienze e arte (2)

IMG_20180518_164617_659.jpgIl percorso sulle piante (1) prosegue alla scoperta dei fiori: nomenclatura e funzione delle varie parti. Affrontiamo l’argomento sul libro di testo e poi ci concentriamo osservando i fiori intorno a noi. L’esperienza dell’uscita didattica al Parco dei Sette Fratelli è stata sicuramente un’ottima occasione per osservare e toccare con mano la vegetazione del nostro territorio. L’orto botanico e il bosco hanno offerto allo sguardo e all’olfatto dei piccoli visitatori un trionfo di bellezza, colori e meraviglie. Toccare la corteccia degli alberi, andare alla ricerca di foglie cadute dai rami e vedere ronzare piccoli insetti intorno ai fiori catturati dalla bellezza dei colori e dal profumo allettante… ci ha permesso di cogliere tutti quegli aspetti affrontati a scuola. Con il ricordo ancora vivo di colori, profumi, texture e sensazioni visive ci siamo messi all’opera per creare il nostro Giardino incantato provando a mettere tutto su carta. L’idea è quella di creare una sorta di Giardino fantastico ispirato all’opera, alle riflessioni, agli studi e alle suggestioni di Paul Klee. Ogni bambino avrà a disposizione un cartoncino di forma quadrata 25cmX25cm su cui creare il proprio pezzo di giardino: fiori, foglie, piccoli insetti fantastici e immaginari… ma funzionanti. Nel senso che tutti gli elementi del giardino dovranno comunque avere quegli elementi che garantiscono la sopravvivenza in natura. La tecnica utilizzata è quella del collage: carte colorate, materiali diversi, tempere, colle… assemblati tra loro per dar vita a qualcosa di tridimensionale e tattile. Per quanto riguarda le carte colorate ho deciso di non usare quelle già pronte e in vendita dai colori poco naturali ma far creare direttamente ai bambini delle carte speciali. Ogni quadrato (ne prepareremo 16) verrà poi disposto in un grande pannello quadrato (disponendo 4 x 4 fogli quadrati a formare un grande quadrato di un metro quadro complessivo di 16 quadrati) da appendere nell’andito della scuola dove è stato sistemato il giardino verticale del progetto Green Kids: Piccoli Bionieri Crescono curato da Massimo Lumini.  Ecco come abbiamo proceduto… Continua a leggere

1

I segreti delle piante in classe seconda: esperienze e suggestioni tra scienze e arte (1)

fogliaIn prima abbiamo iniziato ad osservare la realtà intorno a noi attivando i cinque sensi e procedendo passo dopo passo a intuire come lavorare in modo scientifico. In classe seconda proviamo a far tesoro delle esperienze dell’anno scolastico precedente per acquisire maggiore consapevolezza del metodo scientifico e fare dell’osservazione metodica, della raccolta delle impressioni e dei fenomeni, un punto di partenza per avviare una riflessione critica sull’ambiente che ci circonda. Tutto ciò che è a nostra disposizione da un punto di vista esperienziale deve essere stimolo per porre nuove domande, fare ipotesi, trovare risposte e soluzioni a problemi emersi. Lo scorso anno abbiamo iniziato con piccole esperienze in classe: sperimentazioni con l’acqua e i materiali ma anche osservazioni  sulla crescita di alcuni semini di basilico diventati piantine sotto i nostri occhi. Con l’uscita didattica abbiamo toccato con mano il ciclo vitale delle piante e osservato alcuni fenomeni sulla crescita delle piante.

Riportando alla memoria le esperienze dello scorso anno  e focalizzando l’attenzione sul regno dei vegetali ci siamo inizialmente concentrati sulle parti della pianta e le caratteristiche fondamentali di ciascuna di esse. Osservare la pianta (esperienza già fatta all’inizio dell’anno con l’uva e lo scorso anno con le piantine di basilico) e riconoscerne le parti e la corretta nomenclatura consente ai bambini di individuarne, attraverso una serie di domande mirate, le funzioni principali e comprendere che ogni elemento è fondamentale. “Quali sono le parti della pianta? – Riusciamo a vederle proprio tutte o ce ne sono nascoste… non visibili? – Le piante sono esseri viventi? Perché? – In quanto tali si riproducono?… e come faranno? – Come si nutrono? – E noi, a nostra volta, ci nutriamo delle piante? Sono per noi cibo?”  Continua a leggere

0

Matematicando in classe seconda: la divisione

divisioneSpesso ho come l’impressione di arrivare in classe e non dover poi insegnare niente di nuovo. Mi è successo molte volte di spiegare ai miei alunni che in realtà la mia lezione sarebbe stata per loro la scoperta di saper già qualcosa. La matematica è spesso insita in ognuno di noi ma non ne siamo consapevoli. Soprattutto in prima elementare non ho fatto altro: “Bambini, in realtà lo sapete già fare da tempo… ma cerchiamo di capire cosa accade nella nostra mente matematica in modo da sfruttare le nostre conoscenze e le nostre competenze al meglio“. Quando sono arrivata in classe, la mattina in cui avrei  dovuto “presentare” le divisioni, ho iniziato a tirati fuori oggetti di uso comune che tengo nel mio armadio dell’officina matematica e, mentre disponevo tutto sulla cattedra riassumendo mentalmente ciò che avevo programmato, ho sentito l’impulso di andare alla lavagna e scrivere: OGGI NON VI INSEGNO NIENTE!

In effetti chissà quante volte i miei alunni hanno diviso quantità per distribuire qualcosa o formare gruppi. Hanno già adottato strategie, hanno trovato soluzioni e applicato regole in maniera non ancora consapevole. Si tratta solo di metabolizzare, capire, comprendere, trasformare il tutto in linguaggio matematico. Bruno D’Amore (Didattica della matematica, Pitagora Editrice), riflettendo sull’accostamento del binomio linguaggio-pensiero, ci pone subito difronte ad un quesito che è stato uno dei punti cardine di divergenza tra i sistemi (o le teorie) di Piaget e Vygotskij:

L’uso del sistema semiotico di una lingua è o no necessario al funzionamento del pensiero logico ed allo sviluppo della conoscenza scientifica?

Il dibattito e gli spunti di riflessione li lascio per ora da parte ma non escludo di approfondire un discorso tanto interessante quando intricato. Per ora mi basta constatare coi miei alunni che per parlare il “matematichese” è necessario Continua a leggere

2

Ricreazione e impronta del carbonio: una breve riflessione sulle nostre merende.

In classe capita che durante la ricreazione la maestra abbia un guizzo per la testa… e se la maestra sono io… è sicuro che capiti spesso. Il momento della merenda di metà mattina tra i banchi viene attesa con grande trepidazione dai miei alunni: prima di tutto perché rappresenta un momento di pausa e convivialità dopo le prime ore intense di lavoro e in secondo luogo perché c’è il rituale delle merende. In cosa consiste questo rituale?

apple

Il tutto è nato un po’ per caso durante una delle mie prime ricreazioni con loro notando che la maggior parte di merende consisteva in cibi confezionati e quasi mai freschi. Un giorno una bambina però ha portato un frutto e delle carote: presa dall’entusiasmo le ho fatto i complimenti e ho chiesto a tutti i bambini di fare un applauso alla compagna. Ho spiegato loro perché frutta e verdura si erano meritati un riconoscimento così importante e avevano suscitato il mio interesse. Il giorno dopo una seconda bambina ha portato un frutto e mi ha chiesto un applauso: è nato così il rituale della nostra merenda insieme. Ogni giorno i bambini sistemano la tovaglietta sul banco e prima di iniziare a mangiare aspettano il giro di controllo. Io dico “Qualcuno ha frutta e verdura da dichiarare?“. I bambini con frutta e/o verdura alzano la mano, dicono che merenda hanno (frutta fresca ma anche secca come noci, nocciole, mandorle, e verdure di vario tipo) e aspettano le mie direttive: “Facciamo tutti insieme un bell’applauso a Diletta per aver portato delle meravigliose carotine“. Poi passiamo al secondo step: “Qualcuno ha portato panini o cibo fatto in casa?” I bambini che hanno panini, tramezzini, torte e biscotti fatti a casa ricevono i complimenti da parte di tutti. Questo piccolo momento nato per caso ha ottenuto un largo consenso da parte dei bambini ma anche dei genitori che mi hanno confessato che da quando ho istituito questa novità i bambini fanno a gara per portare a scuola frutta e verdura.

Da un po’ di tempo però è impazzata la moda delle merende confezionate in stile kit di sopravvivenza (che a mio avviso con la sopravvivenza hanno poco a che fare). Avete presente quelle scatolette in plastica trasparente contenenti un succo, un pezzo di formaggio e i grissini (ma a volte anche prosciutto o altre diavolerie piene di conservanti)? Ecco, ha iniziato un bambino e ora tutti o quasi portano più volte alla settimana questo tipo di merenda. Qualche bambino non mangia altro. Non ho ancora parlato di piramide alimentare e dosi settimanali consigliate di vitamine, grassi e zuccheri… ma posso comunque sensibilizzare i miei alunni. Non dico un NO senza appello a questo tipo di merende Continua a leggere