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Inventare una storia partendo da un’opera darte

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Perché non provare a sfruttare l’opera d’arte per stimolare la fantasia dei bambini permettendo loro di imbastire una storia a partire dagli elementi che la compongono? Il progetto – che prevede due fasi ben distinte – mira a fornire tutta una serie di stimoli che conducano il bambino all’esplorazione creativa dell’opera d’arte attraverso un percorso di lettura e creazione ludica coadiuvato dalla fiaba.
Il racconto rappresenterà il filo conduttore che, tra parole e immagini, porterà il bambino a comprendere il significato di struttura narrativa di un testo e il suo funzionamento, sino a padroneggiare con i nuovi concetti appresi.
Il progetto didattico “Inventare una storia partendo da un’opera d’arte” è stato proposto a bambini Continua a leggere

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Abbasso i “lavoretti” di Natale

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La semplicità in un biglietto per gli auguri. (Acquerelli e pastelli a cera graffiati)

Siamo a Natale e questa ricorrenza a scuola significa: lavoretto natalizio! Posto che il termine “lavoretto” non mi ha mai esaltato più di tanto… anzi… è una parola che proprio m’infastidisce, il dover proporre alla mia classe attività slegate dal contesto didattico solo perché la ricorrenza “lo richiede” (si fa sempre così, i genitori se lo aspettano, i bambini vogliono farlo… così si dice… ma sarà davvero così?) è cosa che mal digerisco. Ci sono ovviamente moltissimi esempi di insegnanti illuminati che offrono ai loro alunni delle alternative che non siano i soliti alberelli assemblati, le palle di natale da decorare con il decoupage, i classici centrotavola fatti con le mollette o altre mille idee ma, nonostante tutto, sovente finisce tutto nel dimenticatoio familiare. Io stessa, da mamma, mi chiedo se sia poi così crudele gettar via dopo alcuni anni l’oggetto regalatomi dai miei figli per la festa della mamma o per Natale o Pasqua. Tante volte sono stata attanagliata dal dubbio: ma non ci sarà mica lo zampino della maestra in questo bel “lavoretto”? Da insegnante sono pienamente cosciente che l’insegnante il suo zampino lo mette e come, ho visto tante volte come l’intervento dell’adulto possa prendere il sopravvento sull’estro e la creatività del bambino. A chi non è mai venuta voglia di incollare meglio, colorare meglio, assemblare meglio o addirittura fare di sana pianta il regalino che il nostro alunno non riusciva proprio a metter su? Quante volte ho sentito pronunciare da alcune colleghe “Dai, lo faccio io perché poi ai genitori mica possiamo regalare questo obbrobrio”? Purtroppo tante, troppe! Forse è proprio per tutti questi motivi che, all’avvicinarsi delle festività, inizio a sudar freddo. Ho deciso così di pensare a soluzioni pratiche, efficaci, utili e divertenti che non avrebbero scontentato nessuno: genitori, alunni e, soprattutto, maestra!
Così, un anno, è nato il nostro ricettario del cuore! Continua a leggere

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QUANDO IL DUBBIO CI ATTANAGLIA: regole grammaticali che è bene tenere sempre a portata “d’occhio”

Il dubbio sia sacrosanto. Evviva il dubbio! Colui che dubita è più attento di chi è sempre sicuro.

Dubitiamo delle persone che non dubitano mai!

Quando un bambino manifesta una perplessità o un dubbio io ho un guizzo di gioia: i bambini che dubitano sono bambini che riflettono e si pongono problemi. E a questi problemi voglion trovare rimedio! Evviva i dubbi, dico io. A scuola poi il dubbio di uno diventa la ricchezza di molti. Perché non tutti hanno il coraggio di alzare la mano e dichiarare apertamente di avere un dubbio.

I dubbi, per fortuna, attanagliano anche noi adulti. E per fortuna. Anni e anni trascorsi sui libri a leggere o sui quaderni a scrivere e poi… zac! “Ma questa parola si scriverà con o senza i?” -” Accidenti… ci vorrà la doppia sì o no?” – “E adesso come la divido in sillabe… Dubbio amletico!“. Insomma, a furia di scrivere al pc utilizzando il correttore automatico o con il famoso T9 del telefono cellulare…, molte parole diventano spesso sfuggenti. E allora via a cercare su Google (il dizionario resta lì… impolverato ormai) o a sfogliare la grammatica usata all’università per sostenere quel famoso esame. Ho spesso l’impressione che le parole scritte a penna, su carta, restassero diversamente impresse nella mente. A volte mi capita di scrivere al pc e per ricordare quella parola sento la necessità di scriverla a penna su un foglio… e Zac… Continua a leggere

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LE OLIMPIADI DELLE PAROLE

Come sappiamo, in classe seconda è necessario riprendere in mano la riflessione linguistica avviata in prima rinforzando le difficoltà ortografiche, legate ai suoni difficili e le doppie, e approfondendo tutti gli aspetti legati alla morfologia della frase, quindi alla classificazione delle parole da un punto di vista grammaticale. Pur essendo importante adottare delle buone prassi, come la lettura e la riflessione quotidiana sulle parole incontrate nel testo o il rinforzo da operare sul quaderno (anche se molti bambini osservano le “correzioni” in modo distratto e poi continuano a perpetrare l’errore) non sempre queste risultano efficaci. Come fare a rendere più digeribile l’ortografia senza appesantire la lezione? Continua a leggere