ANDAR PER LIBRI. (7) Eric Carle: “matematicando” con le paperelle in mare e il bruco mai sazio

paperelle in mareDa anni nutro una passione viscerale per gli albi illustrati di Eric Carle. Quando sfoglio le pagine dei suoi libri e incontro i suoi personaggi resto sempre incantata dalla semplicità delle forme e dall’uso magico che fa dei colori. Quasi lo immagino mentre traffica tra pennelli e carte colorate, soprappone colori, definisce i suoi animaletti e immagina mondi semplici e emotivamente ricchi allo stesso tempo. Ciò che mi ha sempre colpito, delle sue storie, è che sono all’apparenza scarne (come le sue illustrazioni) ma in realtà si portano dietro infinite possibilità di lettura. E questa infinitezza io l’ho trovata straordinariamente sfruttabile tra i banchi di scuola. Insomma, grazie alla genialità di Eric Carle, in molti anni di insegnamento, sono riuscita a costruire tante di quelle lezioni che potrei scriverci un libro. Ogni storia offre spunti di riflessione sulla vita e sulla realtà quotidiana e, allo stesso tempo, consente di sviluppare contenuti che, a scuola appunto, sono oggetto di insegnamento: i numeri, le quantità, il tempo che scorre, i giorni della settimana, la natura… Inoltre i disegni, di facile lettura, consentono di creare subito un rapporto stretto con le vicende narrate e rassicurano il bambino nel poter disegnare lui stesso quei fantastici personaggi. A cercare nel web si trovano moltissime esperienze, progetti e laboratori ispirati dalla magia dei libri di Carle, sono stati creati dei video animati e Il piccolo bruco mai sazio credo che sia il personaggio più riprodotto in assoluto.

L’anno scorso nella mia prima ho presentato i numeri sino al 10 con le sue Dieci paperelle in alto mare. La storia delle paperelle di gomma in alto mare è molto affascinante e, come spiega lo stesso autore nel suo albo, si ispira ad una storia vera. Nel 1992 un cargo che trasportava giocattoli di gomma perse, in una tempesta in mezzo al Pacifico, diverse casse: circa 30mila paperelle di gomma (ma anche altri piccoli animaletti). Dopo 15 anni, 27mila chilometri, e seguendo le correnti oceaniche, parte della flotta nel 2007 è sbarcata sulle coste dell’Inghilterra mentre altre paperelle si sono spinte, sempre seguendo le correnti, in altre direzioni (Russia e Alaska, Irlanda…) e diventando anche oggetti di culto per i fortunati che le avessero trovate in spiaggia.

Dopo aver raccontato la straordinaria vicenda delle paperelle disperse nell’oceano, e catturato così l’attenzione dei bambini, ho letto subito la storia chiedendo la loro partecipazione nel tenere il conto delle paperelle. I bambini si sono divertiti molto perché ho animato la storia sia vocalmente (riproducendo ad esempio il rumore della macchina che produce le paperelle di gomma, o il vento della buffera che soffia sul mercantile, o il verso degli animali che incontrano, o la voce del capitano della nave che grida “Paperelle in maaaaareeee!”) che fisicamente (spostandomi da una parte all’altra come le paperelle, ad esempio) e suscitando così l’entusiasmo della classe. I bambini, attenti a non sbagliare la sequenza numerica (le paperelle sfilano tutte e dieci una dopo l’altra in ordine crescente dalla Paperella numero1 sino alla decima) mi hanno fatto eco contando (e io qualche volta sbagliato il numero volutamente per essere corretta da loro e rimproverata “Maestra, stai più attenta… Eri arrivata a 7!”) e insieme poi abbiamo iniziato con la presentazione dei numeri. Per ben nove lezioni ho letto la storia e presentato un numero alla volta (con gli insiemi, i regoli, linea dei numeri ecc). Abbiamo lavorato per molto tempo coi numeri dall’1 al 9 (operato con sottrazione e addizione, rappresentato, giocato, scomposto…) e il 10 non arrivava mai. Quando arrivavo in classe la prima domanda era “Maestra, oggi facciamo il 10?”… oppure mi vedevano passare mentre andavo nell’altra classe e loro mi intercettavano “Maestra, ma il 10 lo facciamo domani allora?”. Ma “Il 10 è una cosa seria”  -dicevo loro – “Dobbiamo essere certi di aver compreso bene gli altri nove prima e poi dobbiamo anche accoglierlo come si deve”. E così è stato. Finalmente il grande giorno del 10 è arrivato e con la mia collega abbiamo deciso di organizzare una vera e propria festa: cappellini e trombette per tutti! Abbiamo presentato il 10 in grande allegria e con l’entusiasmo di tutta la classe, lavorato sulla LIM e sul quaderno disegnando finalmente le dieci paperelle e rappresentando così la tanto attesa quantità e infine ho letto loro la storia, ma con una sorpresa. È un gioco che facevo spesso ai miei figli dopo che una storia era stata letta loro tante volte: facevo finta di sbagliare le parole e loro si divertivano un mondo a correggermi. Così, anche in classe, le paperelle sono diventate PAPPARDELLE o TAPPARELLE, il fenicottero un ELICOTTERO, il delfino un PANINO, e così via nel giubilo della classe! Una giornata memorabile. Usciti da scuola, ancora coi cappellini e le trombette, festeggianti e radiosi, tutti ci guardavano stupiti: ma possibile che si possa essere tanto felici con la matematica?

Amore a prima vista anche con Il Piccolo Bruco Maisazio. Quante avventure con lui. Perché anche lui ci ha aiutato a presentare i numeri dall’uno al 10 e a rappresentare con gli insiemi quanto cibo mangiava giorno dopo giorno. Il lunedì mangiò una mela, il martedì 2 pere, il mercoledì 3 prugne e via dicendo. Il piccolo bruco ha guidato i miei alunni alla scoperta dei numeri e alla crescita… perché poi il bruco, alla fine, diventa una meravigliosa farfalla.

Qui vi propongo un laboratorio che ho tenuto anni fa alla scuola dell’infanzia nella classe di mio figlio. Le maestre avevano proposto a noi genitori di leggere una storia in classe, una volta a settimana, e io decisi di leggere Il piccolo Bruco Maisazio e proporre anche un piccolo laboratorio di circa un’ora e mezza.

Ecco il mio Progetto Piccolo Bruco Mai Sazio 🙂

Annunci

3 thoughts on “ANDAR PER LIBRI. (7) Eric Carle: “matematicando” con le paperelle in mare e il bruco mai sazio

  1. SALVE, MI AIUTERESTI A RINTRACCIARE UNA COPIA DEL TESTO DI ERIC CARLE “LE DIECI PAPERELLE IN ALTO MARE” , RISULTA PURTROPPO FUORI COMMERCIO E LO VORREI UTILIZZARE PER L’ATTIVITA’ CHE PROPONI. GRAZIE IN ANTICIPO, ROSSELLA SCOZZI

    Mi piace

    • Ciao Rossella, accipicchia… non immaginavo fosse andato fuori commercio. Io in effetti credo di averlo acquistato circa sette anni fa e lo uso tantissimo. Hai provato a cercarlo anche su internet magari su ebay? Diversamente non ho proprio idea di come e dove poterlo trovare 😦

      Mi piace

  2. Pingback: “IL PICCOLO BRUCO MAI SAZIO”: un laboratorio di arte e immagine… e non solo | La finestra sull'albero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...