Libri illustrati “ad arte”: solo con le parole… solo con le immagini

Pubblico una riflessione, estratta dalla mia tesi di laurea, su particolari libri illustrati che rappresentano delle vere e proprie opere d’arte. Bellezza, incanto, magia, poesia e arte tra le pagine degli albi illustrati.

[Estratto dalla tesi di laurea Letture in gioco. Parole e immagini per creare, Michela Secchi, Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Scienze della Formazione] Dal libro Curiosape di Maria Lai leggiamo una frase introduttiva molto interessante:

L’idea di costruire immagini inconsuete che siano racconto di una fiaba è stratagemma per catturare il lettore più disorientato davanti all’arte e condurlo ad una lettura che lo coinvolga come una fiaba coinvolge il bambino.

L’immagine e l’illustrazione, e come esse le opere d’arte, hanno sovente la capacità di catturare l’attenzione del fruitore creando spaesamento, generando curiosità e attivando una serie di processi che lo inducono al completo coinvolgimento. L’abilità dell’artista, e nel nostro caso dell’illustratore, consiste proprio nel saper legare a sé il suo fruitore, creando sì un filo diretto con le emozioni e le sensazioni trasmesse, ma soprattutto stabilendo una simbiosi creativo-interpretativa con l’opera. Se ci si lascia coinvolgere dal flusso della creatività e dell’immaginazione è allora possibile entrare dentro le immagini e diventarne protagonisti attraverso appunto il processo di “lettura”. Maria Lai strumentalizzando il racconto fiabesco ha reso infatti più fruibile l’opera d’arte che, da oggetto misterioso di contemplazione, diventa, proprio grazie alla vicinanza con la fiaba, un’immagine da leggere e fare propria che permette di goderne appieno proprio come si fa con il racconto. Il rapporto tra fiaba, illustrazione e arte diventa così concreto e creativo.
Abbiamo visto come anche nei libri per l’infanzia le “illustrazioni ad arte” – poetiche, misteriose, astratte e da scoprire – riescano a sfruttare il rapporto privilegiato con la fiaba sino ad assumere il potere di trasformare, molto spesso, il significato iniziale del testo scritto in qualcosa di nuovo. Le parole e le immagini allora diventano due mondi a se stanti dando vita a scenari e storie diverse ma che insieme riescono a completarsi. Tanti gli esempi di albi illustrati ad arte che legano al testo la poeticità e la forza intrinseca delle immagini. Dalle illustrazioni semplici, ma ricche allo stesso tempo, che offrono la possibilità di imbastire una storia senza leggerne le parole come ne Il sesto giorno (T. Mortier, T. Schamp, Il sesto giorno – The 6de dag –  Motta Junior, Milano, 2008) a quelle quasi surreali, che ricordano l’arte di Chagall, del bellissimo racconto Il paese della nebbia e il paese del vento (A. Stoppa, L. Tomaseting, Il paese della nebbia e il paese del vento, Edizioni C’era una volta…, Pordenone, 2000), si arriva ad albi completamente, o quasi, illustrati che fanno dell’opera d’arte l’unico mezzo espressivo-comunicativo. È il caso di Felicità di una stella (D. Moretti, Felicità di una stella, Panini Editore, Modena, 2007) un libro dal formato inconsueto – esteso orizzontalmente – in cui poche essenziali parole guidano alla scoperta di immagini colorate, in bianco e nero, astratte, sulla scia delle emozioni. Immagini minimaliste, in rilievo, ottenute con tecniche diverse e affascinanti, in cui perdersi e sognare. Ancora più “silenzioso di parole”, ma non per questo meno comunicativo, è l’affascinante Dall’altra parte di Istvan Banyai – originale illustratore del New Yorker e di numerose riviste – che offre in questo albo un eccezionale viaggio visivo senza testo in cui una collezione di immagini di vita quotidiana regalano una straordinaria lezione sul punto di vista. Il messaggio dell’autore è palese: tutto cambia se si va a guardare “dall’altra parte”.
L’albo illustrato diventa allora il veicolo privilegiato per promuovere, sin da piccoli, il gusto del bello, dell’estetica e del misterioso mondo che si cela dietro l’opera d’arte stimolandone allo stesso tempo la lettura e l’analisi critica.

Scheda sull’albo illustrato Curiosape di Maria Lai.

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