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Quando la maestra è in vacanza: matematica, scienze e informatica… sotto l’ombrellone (3)

Terza e ultima parte del capitolo “Quando la maestra è in vacanza…”: libri di informatica. Premesso che non ho assolutamente acquistato libri di informatica applicata (ho già dato alle superiori e all’università) e non ho intenzione di tediarmi e tediarvi con la logica di programmazione, vi segnalo due libri di coding che potrebbero tornarvi utili. Il primo è un po’ più “serio” mentre il secondo è decisamente “giocoso”.

Se state muovendo i primi passi nel mondo del pensiero computazionale e del coding, ma anche se li avete già mossi, e avete bisogno di una guida che vi accompagni durante tutto l’anno scolastico, questo è un libro che fa per voi: “Il coding nella Scuola primaria. Guida pratica per l’insegnamento del Coding con Code.org, Scratch e Minecraft” di D. Angeloni, P. Cardini e G.B. Ronsivalle (Docendum-WeMole). Coding scuola primariaIl libro riassume un’esperienza di Coding effettuata nell’anno scolastico 105/2016 riguardante un corso di Coding che ha coinvolto più di duemila alunni della Scuola primaria. Questa esperienza ha dato vita a un vero e proprio manuale destinato ad insegnanti, educatori (ma anche genitori) che ritengono importante portare avanti l’informatica sin dalla prima infanzia e credono che possa diventare un ottimo veicolo per fare della buona didattica. Con questo libro avrete una guida operativa per poter comprendere come insegnare il Coding ai bambini e, allo tesso tempo, iniziare un percorso di auto-formazione sulle tecniche della programmazione. Cosa trovate all’interno: percorsi didattici organizzati per argomento e livelli di difficoltà; obiettivi didattici specificati per ogni unità di apprendimento proposta; finalità da raggiungere e metodo adatto da applicare; attività e giochi sul coding; Continua a leggere

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LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE FACILE da Code.org (2) Computational thinking – Pensiero computazionale

Prosegue il percorso alla scoperta del linguaggio di programmazione. Dopo la prima lezione introduttiva passiamo nel vivo della scoperta. In questa lezione gli alunni potranno imparare in 4 semplici passaggi il pensiero computazionale usando solo carta e pennarelli. Ad una semplice e breve introduzione seguirà un lavoro di gruppo in cui gli studenti avranno modo di imparare ad elaborare una serie di istruzioni utili a disegnare un mostro. Il compito, per essere risolto al meglio, dovrà essere scomposto in unità semplificate che costringono all’utilizzo del pensiero computazionale e permettono una riflessione sulla possibilità di riutilizzarlo in caso di problemi simili.

Obbiettivi: gli studenti impareranno in quattro passaggi il pensiero computazionale.

Materiali: catalogo dei mostri per gruppo; fogli di carta bianca (1 per gruppo); pennarelli, penne e matite; forbici e colla.

Preparazione: stampare il catalogo dei mostri (lo trovate alla pagina 7 della lezione Computational Thinking su Code.org oppure potete crearne uno voi o i vostri alunni).  Le facce dei mostri (solo la forma senza i particolari) dovranno essere stampate su foglio bianco mentre le varie parti del volto su carta trasparente (i lucidi vanno bene) o su carta bianca che andrà ritagliata per ogni parte. Raccogliere tutte le parti del mostro e distribuirle per gruppo con forbici, pennarelli e colla. Continua a leggere

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LINGUAGGIO DI PROGRAMMAZIONE FACILE da Code.org (1) Come introdurre ai bambini il linguaggio informatico in modo creativo

Se andate nel sito Code.org  potete trovare una serie di corsi per imparare semplicemente e in modo divertente il linguaggio di programmazione. Ci sono corsi per insegnanti e per alunni, corsi semplici e altri più complessi, alcuni durano un’ora mentre altri proseguono per tappe più lunghe. In questo periodo sto seguendo il corso rapido da 20 ore pensato per bambini oltre i 10 anni, e che hanno già affrontato i precedenti corsi più semplici, o per insegnanti che si stanno avvicinando al linguaggio di programmazione o semplicemente già lo conoscono (il mio caso) ma si vogliono mettere nei panni dei propri studenti. Trovate alcune lezioni introduttive che offrono ottimi spunti per lavorare unplagged in classe ma anche dei percorsi gioco in cui si programma davvero. Tutto affrontato in modo leggero, divertente e coinvolgente. Mi soffermerò soprattutto sulle lezioni unplagged (quindi fatte in classe senza l’utilizzo di strumenti informatici) che nel corso sono scritte in inglese e che io, in questo spazio, offrirò in italiano.

La prima lezione affronta come introdurre il linguaggio informatico in classeContinua a leggere

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Coding. Linguaggio di programmazione nella scuola primaria: (2) Giochiamo con Scratch.

Premessa. Il primo passo verso il metodo computazionale è andato. L’impatto è stato positivo, la curiosità tanta e la domanda imperversante “Ma quando usiamo il computer?”. Beh, perché poi una cosa i bambini l’hanno capita: tutto questo parlare in termini “informatici” deve pur portare all’oggetto del desiderio (il computer appunto). Ovvio è che fare coding e portare nelle nostre classi (e nelle nostre famiglie… io lo sto facendo da mamma ai propri figli) il pensiero computazionale non significa solo fare informatica o usare il computer. Come ho scritto nel primo articolo in premessa (Coding for everyone!) abbracciare il metodo e il pensiero computazionale significa iniziare a vedere il mondo in maniera diversa. È un modo per analizzare i problemi in maniera oggettiva e trovare, in maniera originale e creativa – ma avvalendosi della capacità di operare criticamente  e con cognizione di causa –, soluzioni che poi possono essere applicate ad altre situazioni problematiche simili o affini. Proprio per questo motivo ritengo sia fondamentale lavorare in unplagged (quindi con attività non “informatizzate”, senza l’utilizzo del computer) come davanti ad un pc o una LIM. Le possibilità di gioco sono infinite Continua a leggere

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Coding. Linguaggio di programmazione nella scuola primaria: (0) premessa.

Il corso Coding in your classroom now mi ha portato a riflettere ancora una volta su quanto sia importante presentare gli argomenti e i contenuti da trattare in classe in modo stimolante e motivante. Questo problema, certamente, me lo son posta tante volte e tante altrettante volte ho cercato di proporre ai miei alunni nuovi “catalizzatori di attenzione”. In realtà questa esperienza mi sta facendo riflettere sulla mia esperienza da alunna più che da insegnante. Ho studiato linguaggio di programmazione Continua a leggere