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Quando la maestra è in vacanza: matematica, scienze e informatica… sotto l’ombrellone (1)

Per un mese intero ho tenuto duro: staccare e niente scuola. Ho letto romanzi, fatto parole crociate sotto l’ombrellone, visto gli amici, ho studiato musica e suonato la mia nuova chitarra elettrica, giocato con i miei figli, viaggiato per la Sardegna e ripreso in mano l’inglese in previsione del viaggio in Norvegia (perché il norvegese non si impara così dall’oggi al domani eh). Missione relax. Ma già dopo i primi venti giorni di luglio ho iniziato a fremere guardando con occhi languidi i libri acquistati a giugno in vista del futuro. Così ho ceduto! E voi? Siete riusciti a tenervi lontani dalle spire del lavoro? Nel caso vi pungesse vaghezza… condivido con voi quelli acquistati e letti in questo periodo ma includo nella lista dei consigli alcuni libri che ho letto da tempo e ripropongo spesso anche tra i banchi. Vi offro una piccola bibliografia tematica che comprende libri di matematica (per noi adulti ma anche qualche libro per i bambini), libri di scienze (per noi ma anche per loro) e infine alcuni libri di coding che userò l’anno prossimo a scuola. Eccoli. Continua a leggere

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Google e Scuola: come le app mi hanno dato una marcia in più. 1) Primi passi, ricerca in rete e immagini.

Google è lì, a portata di clip nel nostro pc: intuitivo, colorato e divertente. Da fruitrice delle nuove tecnologie però non sono stata tra le prime sostenitrici di questo sistema innovativo. “Fatti l’agenda di Google – mi diceva mio marito – così condividiamo impegni di lavoro e di famiglia e non rischiamo di incartarci con gli incastri della vita quotidiana”. E io desistevo. Mi andavano bene i miei sistemi, non avevo voglia di entrare nell’ottica di entrare in un nuovo ambiente virtuale… Insomma: pigrizia e scetticismo. Un mix deleterio per una insegnante. E mi rendo conto che per molti, più o meno giovani, il dover imparare ad utilizzare le nuove tecnologie è spesso fonte di frustrazione e genera rifiuto. Diversi mesi fa, ad esempio, mi è capitato di proporre ad una collega di condividere su un cloud alcuni documenti della programmazione per evitare di mandare infinite email di aggiornamento: la reazione è stata inaspettata! Mi son sentita come se le avessi proposto di fare qualcosa di proibito o eticamente scorretto. Quindi mi rendo perfettamente conto che i nuovi sistemi possano far paura o lasciare perplessi. Però con il tempo io stessa mi son dovuta ricredere: ho iniziato ad usare sì l’agenda di Google (con grande soddisfazione e divertimento) e, insieme ad essa, alcune delle tantissime applicazioni disponibili. Ho iniziato “smanettando” e curiosando qua e la, poi, per caso, ho trovato un corso di formazione online di 40 ore  dedicato alle applicazioni di Google e pensato per gli insegnanti con l’obiettivo di facilitare e guidare all’uso della App di Google in un’ottica didattica. Così ho appreso quanto questa risorsa potesse essermi utile professionalmente e allo stesso tempo mi permettesse di sviluppare idee e spunti in maniera semplice e stimolante. Il corso è proposto da WikiScuola (ente accreditato MIUR) e si chiama WikiCorso Google 10 e lode! e credo che si trovi sempre in piattaforma (quindi se desiderate farlo potete cercarlo in rete). Le lezioni vertevano su una serie di video tutorial, materiali scaricabili, quiz per valutare il livello di conoscenza e apprendimento raggiunto e link di approfondimento. Inoltre, tutto il materiale, resterà sempre disponibile nella mia pagina d’accesso quindi potrò avere la possibilità di consultarlo ogni volta che desidero.

Gli aspetti positivi di questa esperienza nel mondo Google: ho imparato ad utilizzare facilmente e senza difficoltà App davvero utili; ho avuto l’opportunità di comprendere quanto queste tecnologie possono risolvermi una serie di situazioni complesse in tempi brevi; le lezioni mi hanno dato una serie di idee e spunti creativi da sviluppare a scuola con i miei alunni e a casa coi miei figli.

In questo articolo prenderò in considerazione soltanto alcune delle tante App.

Prima di tutto, se non l’avete ancora fatto, procuratevi un account Gmail. Io da ormai quasi vent’anni, o almeno… appena è nato, uso indirizzo di posta elettronica hotmail e, da quando sono entrata in ruolo, l’indirizzo istruzione.it ma l’account Gmail, ad un certo punto, mi è stato indispensabile. Prima di tutto perché comunque con Gmail (il servizio di Google per gestire la posta) posso comunque controllare gli altri account e poi perché mi è utile per: accedere in automatico a tutti i servizi di Google senza dover ogni volta inserire la password (e tracciare i miei percorsi); gestire direttamente da qui tutto ciò che accade nei Social che frequento (Facebook, YouTube, Google+, Pinterest, ecc) e utilizzo per lavoro; organizzare la posta in modo efficiente e veloce; perché, una volta attivato, si ha nella homepage di Google l’accesso a tutte le App di cui vi parlavo. Ecco la mia homepage Google (personalizzata con uno sfondo scelto da me) e con la finestra delle App aperta). Schermata Google

Di Google ovviamente utilizzate già il famosissimo motore di ricerca. Usarlo in modo efficace e sicuro non è scontato. Prima di tutto, conoscete gli operatori booleani per affinare la ricerca? Quando si lavora a scuola poi è importante stare attenti a come si fa ricerca. Un consiglio è non improvvisare mai ricerche a tutta LIM perché Continua a leggere

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Laboratorio di informatica in classe prima: la mia esperienza

Nella mia scuola l’ora di informatica non è legata a doppio filo con l’ora di tecnologia (e quindi trascurata o ampliata a discrezione degli insegnanti) ma, grazie al Piano d’ampliamento dell’offerta formativa prevista dall’Istituto, è una vera e propria disciplina. Non sarà tantissimo ma un’ora di laboratorio di informatica alla settimana (insieme comunque alle attività trasversali all’informatica svolte durante le normali attività quotidiane) consentono di sviluppare un percorso interessante e ben articolato. Il mio istituto ha predisposto un progetto generale che poi ogni insegnante sviluppa in base alle proprie competenze e ai propri interessi, senza però dimenticare l’abc dell’informatica. Quando lo scorso anno mi è stata assegnata anche l’ora di informatica nelle mie prime ho deciso però di elaborare un progetto tutto mio che tenesse conto delle mie competenze ma anche delle grandi novità che hanno investito il sistema scolastico in tema di coding e nuovi percorsi didattici basati proprio sulle nuove tecnologie. Il fatto di aver studiato programmazione e logica di programmazione alle Superiori e aver poi dato due esami di informatica all’università – senza contare l’uso quotidiano delle tecnologie da ormai vent’anni nei lavori più disparati che ho fatto in questi anni – mi hanno consentito di ragionare su pratica e teoria ma anche di sperimentare in svariati ambiti. In questi anni poi mi sono formata su coding e pensiero computazionale nella scuola primaria e seguito corsi di Flip Class  e didattiche innovative. Insomma, il poter elaborare un progetto tutto mio a partire dalla classe prima mi è sembrata una grande occasione per mettere a frutto quanto appreso in venticinque anni di studio ed esperienza.

Il laboratorio di informatica si è svolto con cadenza settimanale, tenendo conto del progetto elaborato all’inizio dell’anno scolastico, e ha raggiunto gli obiettivi prefissati per la classe prima. Durante l’anno scolastico gli alunni hanno lavorato in classe per tutto il primo quadrimestre sfruttando le potenzialità della LIM e avviando quel processo che ha poi consentito di accedere ai laboratori informatici nel secondo quadrimestre. Nella nostra scuola abbiamo due aule informatiche. 20170531_151237L’aula nuova è bellissima e ha ben 24 postazioni: i bambini possono lavorare individualmente al pc! È stato un crescendo di scoperte e partecipazione. I bambini aspettavano con ansia l’ora di informatica e, nella classe in cui insegnavo anche matematica e scienze, abbiamo potuto lavorare anche trasversalmente.

Il percorso portato avanti per la classe prima ha riguardato nello specifico: Continua a leggere

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Un percorso di Attività Alternativa alla religione cattolica. Classe Prima

IMG_3164Come è noto ogni bambina e bambino ha diritto a non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica a scuola e poter avere un’alternativa. Oramai i genitori che decidono per i propri figli una via laica tra i banchi sono in aumento (o perché appartenenti a fedi religiose diverse, o perché atei, o perché credono che la scuola, in quanto laica, non debba impartire insegnamenti religiosi) e la scuola sta rispondendo a questa esigenza in maniera abbastanza organica. Solitamente le scuole predispongono dei progetti non strutturati che vengono poi sviluppati dagli insegnanti di attività alternativa. Non esistono libri di riferimento, sussidiari, quaderni operativi ma online è possibile trovare percorsi predisposti da insegnanti che da tempo si dedicano a questo. Nel sito dell’UAAR, ad esempio, esistono una serie di indicazioni e percorsi già sviluppati o da sviluppare.

Quest’anno mi sono state affidate le due ore di attività alternativa per una mia alunna di prima. Il percorso di Attività Alternativa che ho predisposto Continua a leggere

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Sindrome da stress lavorativo. Perché è così difficile ammettere di aver bisogno d’aiuto?

IMG_20170510_082542Lidia è un’insegnante. Lidia ha scelto di essere un’insegnante e non è finita a stare tra i banchi solo perché non riusciva a trovare un altro lavoro o perché “dopo le magistrali cosa altro poteva fare?”. Lidia ha fatto un altro percorso: studi universitari e scelte di vita concrete. Lidia aveva altri lavori da poter portare avanti, forse più redditizi, mentalmente meno faticosi, talvolta più gratificanti, ma ha scelto quello che sentiva di voler fare: insegnare. Lidia ha sempre pensato di voler intraprendere un lavoro che le permettesse di stare vicina agli altri, di aiutarli, di guidarli ma senza prendere in considerazione l’insegnamento. Quando poi, per caso, si è trovata a doverlo fare… un po’ per gioco e un po’ per sfida… ha capito che non poteva fare altro. Lidia si è rimboccata le maniche e, nonostante una laurea e figli a carico, ha deciso di riscriversi all’università per conseguire l’abilitazione all’insegnamento e ha iniziato a fare il lavoro che sognava. Lidia lo ha fatto per anni pensando che non ci fosse mestiere al mondo più bello del suo. E quando ha vinto il concorso per entrare in ruolo si è sentita la persona più fortunata al mondo ma ha anche provato grande orgoglio per essere riuscita dove molti avevano abbandonato o rinunciato. Lidia ha compreso che con il sacrifico, lo studio e la determinazione è possibile  raggiungere obiettivi insperati.  Così, anche nei giorni grigi, è arrivata a scuola con il sorriso e inventato mille modi per rendere leggeri i suoi alunni.

Lei a scuola si diverte come se fosse una bambina ma con la fermezza e il sangue freddo di un adulto, soprattutto nelle situazioni spinose, senza perdersi d’animo. Lidia è un essere umano e perde la pazienza quando la lezione prende una brutta piega ma poi, trova sempre un modo per concludere al meglio la giornata scolastica. Lidia, prima di addormentarsi, pensa a come reagiranno alla sua lezione i suoi alunni e allo stupore che vedrà nelle loro facce. È felice di fare il suo lavoro anche quando in classe si crea confusione o, per la stanchezza, non riesce a trascorrere abbastanza tempo con i suoi figli. Trascorre pomeriggi interi, dopo la scuola, a inventare e creare lezioni coinvolgenti, a escogitare un modo per far imparare con il divertimento e la passione. Ed è ben lieta di proporre i suoi laboratori anche a casa coinvolgendo i figli e gli amici dei figli. Come è ancora più felice quando ha l’occasione di poter condividere la sua esperienza con colleghi e futuri insegnanti. A Lidia piace andare a scuola anche quando tutto sembra in salita. Del suo lavoro le piace il fatto che ogni giorno sia sempre diverso dall’altro e sia indispensabile non perdere mai di vista gli obiettivi preposti: l’apprendimento critico, la formazione partecipata e il benessere degli individui e della società. A Lidia piace mettersi alla prova e trovare delle soluzioni ai problemi quotidiani. Ci è spesso riuscita, anche nei momenti di difficoltà ha trovato delle alternative valide. Lidia ha quasi creduto che lei, in fin dei conti, ce l’avrebbe sempre fatta. È riuscita a trovare un rimedio a buona parte dei problemi che le si son presentati e soprattutto a stabilire contatti con alunni e genitori. Lidia ha sempre creduto nella forza della collaborazione scuola-famiglia e nei rapporti umani tra le persone. Questo, per lei, è sempre stato un punto di partenza ma anche un obiettivo da raggiungere. Lidia, nel suo lavoro, crede che la diplomazia sia fondamentale come è fondamentale lo scambio reciproco con le colleghe. Nella sua strada ha incontrato insegnanti da cui prendere esempio e che l’hanno aiutata nei momenti di incertezza.  Lidia non capiva le colleghe che si lamentavano della stanchezza o dello stipendio. Lidia era molto critica nei confronti di chi aspettava i giorni di vacanza per stare un po’ a casa. Lei ha sempre desiderato andare a scuola. Lidia pensava che a lei certe cose non sarebbero mai successe. Credeva che lo stress lavorativo o l’ansia dello stare in classe non l’avrebbero mai potuta colpire, perché lei era diversa. Lei aveva la passione e la tenacia. La determinazione e l’efficacia.

Lidia si sbagliava. Continua a leggere

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Il ciclo vitale in classe prima (3): alla scoperta delle piante! La nostra uscita didattica

Dopo aver sperimentato in classe con i semini e le piante, sfogliato e IMG_3154letto alcuni libri illustrati molto suggestivi, come quello de Il timido seme di Dianna Hutss Aston e Sylvia Long (ed. Motta Junior), osservato piselli nei loro baccelli, rappresentato il ciclo della pianta prendendo spunto anche da alcuni piccoli documentari didattici, abbiamo concluso il nostro percorso con una giornata dedicata al lavoro svolto durante l’intero anno scolastico: l’uscita didattica!

Abbiamo deciso di portare la nostra classe presso l’azienda agricola e agrituristica “Su Leunaxiu” – in località Soleminis (CA) – che aderisce al progetto Fattorie Didattiche della Sardegna. L’azienda è molto grande e, oltre ai campi coltivati ha anche le serre. Inoltre offre una serie di laboratori molto interessanti tra i quali quello di apicultura e quella della semina e coltivazione. Noi abbiamo deciso di optare per il laboratorio del dolce perché ci sembrava importante far manipolare con mano le materie prime per creare un prodotto finito… commestibile 😉

La giornata si è svolta in allegria e alternando momenti di sperimentazione e lavoro a quelli dedicati all’osservazione delle piante sino al gioco e al pranzo. Dopo una veloce presentazione dell’azienda, e alcune informazioni relative allo svolgimento della giornata, i bambini sono stati accolti all’interno della grande sala predisposta per il laboratorio del dolce. Durante la prima fase del laboratorio i bambini, seguiti dal personale esperto, hanno avuto modo di seguire passo passo la preparazione della pasta frolla per creare delle ciambelline tipiche della tradizione sarda: hanno assemblato e amalgamato gli ingredienti (lavorando in coppia) e impastato individualmente il proprio composto, steso la pasta e creato le forme con appositi stampini.

Al termine di questa fase è stata offerta una merenda in giardino (torta casereccia e succo di frutta) e i bambini hanno potuto giocare liberamente all’aria aperta. Continua a leggere

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“IL PICCOLO BRUCO MAI SAZIO”: un laboratorio di arte e immagine… e non solo

Premessa. Quest’anno faccio parte della Funzione Strumentale per l’Orientamento e la Continuità nel mio Istituto e tra le varie giornate organizzate durante tutto l’anno è compresa anche quella dell’accoglienza nelle classi prime della primaria dei bambini prescolari dell’Infanzia. Durante tutto l’anno abbiamo portato avanti una corrispondenza fatta di prime parole, frasi e disegni scambiati tra le new entry della primaria e i futuri alunni che è stata molto significativa per i bambini. Un modo come un altro per tenere i contatti con gli amici-compagni già conosciuti durante gli anni della scuola dell’infanzia, ma che avevano ancora un anno da fare prima di arrivare alla primaria, e allo stesso tempo conoscere via lettera nuovi amici che presto sarebbero arrivati nella nostra scuola. I bambini hanno condiviso esperienze, emozioni e curiosità con grande slancio ed entusiasmo aspettando soprattutto la giornata di maggio che li avrebbe visti finalmente insieme. Abbiamo preparato degli inviti ufficiali e spedito il tutto. Finalmente lunedì i loro amici arriveranno nelle nostre aule e potranno toccare con mano cosa significhi stare alla scuola primaria. I miei alunni non vedono l’ora di mostrare loro il lavoro svolto, i cartelloni appesi sui muri, la loro abilità nell’uso della LIM e i banchi disposti per isole di lavoro. Inoltre avranno l’opportunità di fare da tutor durante il laboratorio pensato per questa giornata. Ogni classe svilupperà attività diverse in base alla disciplina insegnata dal docente accogliente. La mattinata prevede attività e giochi comuni, un momento di scambio conoscenza e condivisione delle esperienze, una merenda insieme e giochi nel cortile della scuola.

Per quanto riguarda la mia classe ho deciso di proporre un laboratorio matematico creativo basato sulle immagini e il racconto. Per farlo ho rispolverato un vecchio laboratorio che ho svolto anni fa nella classe della scuola dell’infanzia di mio figlio. L’attività che ho ideato si basa sul meraviglioso albo illustrato di Eric Carle “Il piccolo bruco mai sazio” che Continua a leggere