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Matematicando in classe seconda. Un percorso sull’euro

20180319_104021.jpgIn questo periodo, in tecnologia, stiamo parlando della carta e ci è capitato di parlare anche di banconote. I bambini hanno mostrato molta curiosità per il denaro sia dal punto di vista della fabbricazione ma anche  per le varie divise esistenti nei Paesi di tutto il mondo. Qualcuno ha dubbi sull’euro da un punto di vista territoriale (visto che comunque le competenze politico-geografiche non sono ancora state acquisite): “Dove si usa? Ma se vado a Roma uso l’euro o devo avere altri soldi? E invece a Parigi?” Così dalla carta ci siamo spostati al denaro e, in modo particolare, all’euro. In classe seconda i bambini iniziano a conoscere le monete e le banconote imparando ad effettuare semplici cambi e a risolvere facili situazioni problematiche. Di grande aiuto i problemi per immagini nel libro La linea del 100 di Bortolato. I bambini risolvono intuitivamente situazioni problematiche con l’euro e imparano a rappresentate con facili schemi e immagini i problemi da risolvere. Allo stesso tempo imparano a inventare problemi da proporre ai compagni (ma questo è un altro laboratorio che proporrò a fine anno quando mi dedicherò in maniera serrata ai problemi).

Prima giornata. Nella prima lezione dedicata, sono arrivata in classe con il kit dell’euro in dotazione a scuola, la mia raccolta di monete da tutto il mondo (grazie a mio padre che ha girato, per lavoro, un po’ tutto il nostro pianeta 😉 ) e un libro speciale. Continua a leggere

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L’acqua: cosa è importante sapere? Un percorso di scienze in classe seconda (2)

20180306_133423.jpgIl percorso sull’acqua avviato da alcune settimane (che trovare QUI) continua. Dopo aver illustrato i punti salienti riguardanti le informazioni e gli aspetti più interessanti sull’acqua i bambini hanno scritto delle piccole didascalie per raccontare le loro immagini e fissare alla mente un concetto sull’acqua per loro importante. Tutti i disegni sono stati raccolti in un cartellone che poi è stato appeso in classe.

Questo percorso ci ha permesso di raccontare come l’acqua entri nelle nostre vite quotidianamente consentendoci di riflettere anche sugli aspetti più delicati riguardanti lo spreco e tutti gli utilizzi dell’acqua. Insieme abbiamo ragionato su quali strade possano essere percorse per utilizzare al meglio una risorsa così importante e fissato la nostra attenzione anche sui problemi ambientali. Un aspetto che ha catturato molto la loro attenzione è lo scioglimento dei ghiacci. Abbiamo visto che il nostro Pianeta ha bisogno che i luoghi ghiacciati (e soprattutto i due Poli) mantengano la stessa percentuale di superficie nel tempo (sia per garantire le riserve d’acqua del Pianeta, una certa temperatura, la non emissione di gas nocivi dovuti dallo scioglimento del Permafrost, la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali, ecc). Proprio riflettendo sulla riduzione drastica di alcune aree ghiacciate della Terra come le zone Artiche e l’allarme per le specie viventi che vi abitano, abbiamo letto in classe un piccolo libricino che ci ha permesso di approfondire l’argomento e parlare ancora una volta di ciclo vitale e stretto legame tra azioni compiute dagli esseri umani ed effetti diretti sull’intero pianeta. Il libro “Winston la battaglia di un orso polare contro il riscaldamento globale” è piaciuto molto e sul racconto abbiamo intessuto una discussione di almeno mezz’ora. Ne abbiamo ricavato che ogni piccolo gesto può aiutare il nostro Pianeta e per cambiare le cose è importante iniziare a cambiare noi stessi e sensibilizzare le persone che ci stanno accanto.

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Il nostro percorso poi è proseguito con la costruzione di un piccolo e semplice Lapbook sul ciclo dell’acqua che avevo già proposto anni fa ad una mia classe. Dopo averne discusso grazie ad alcuni video su YouTube e approfondito l’argomento anche sul nostro libro di testo, ci siamo messi all’opera. Ho fotocopiato il mio modellino e insieme abbiamo letto le quattro fasi del ciclo dell’acqua. Parlare di cicli è molto importante perché i bambini si rendono conto che ogni fenomeno e evento è collegato ad un altro. Anche questo ci consente di sviluppare riflessioni e portare avanti ipotesi su possibili scenari critici o anche positivi. I bambini leggono il foglio in formato A4, lo colorano passo passo, insegno loro a piegare nei punti giusti, ritagliano le finestrine e infine incollano sul quaderno. Sono molto soddisfatti e soprattutto avranno a portare di mano una serie di informazioni utili sulle fasi del ciclo dell’acqua. Impariamo nuove parole, cerchiamo significati e facciamo esempi. Piano piano stiamo imparando a muoverci con passo scientifico 😉

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L’acqua: cosa è importante sapere? Un percorso di scienze in classe seconda (1)

Ecco come ho lavorato nella mia classe su un argomento di scienze molto caro ai bambini e di grande importanza: l’acqua. Già introdotto superficialmente in classe prima viene approfondito in seconda e poi in terza. Ecco la prima parte del nostro percorso.

  1. Introduzione dell’argomento attraverso un libro e un piccolo brainstorming sull’acqua (prima lezione di due ore)

Per riprendere e sviluppare un discorso già avviato in classe prima, porto in classe un piccolo racconto sull’acqua. Cercando in biblioteca un libro semplice scritto in italiano e in arabo (per permettere una nostra nuova piccola compagna di far conoscere la sua lingua e di imparare a leggere l’italiano con l’aiuto accanto delle parole in arabo) ho trovato un piccolo albo illustrato sul tema dell’accoglienza, della diversità e dell’importanza dell’acqua. Il racconto (“Chiudi gli occhi” di Fuad Aziz, Sinnos Editrice, 2008, Bilingue Italiano-Arabo) narra la vicenda di due compagni di scuola:  un bambino nord-africano accompagna, in un viaggio fantastico, un bambino europeo nel proprio paese mostrandogli quello che c’è e quello che non c’è. Una storia, sulle differenze e le culture, sull’amicizia come fonte di scoperta e condivisione, che mi ha permesso di introdurre il discorso sull’acqua. chiudi gli occhiInfatti si parla anche della scarsità d’acqua presente nel paese di appartenenza del bambino africano e dell’impossibilità, per la gente del luogo, di poter avere accesso libero all’utilizzo dell’acqua potabile. Iniziamo a parlare dell’acqua quindi come bene fondamentale e imprescindibile che dovrebbe essere un diritto per tutti. Raccolgo subito le prime impressioni alla lavagna con un particolare brainstorming sull’acqua sotto forma di calligramma. Per ricordare le caratteristiche dell’acqua, facendo memoria rispetto la lavoro avviato lo scorso anno, raccogliamo una serie di parole chiave che disponiamo a forma di goccia: TRASPARENTE, INODORE, INSAPORE E INCOLORE. L’acqua quindi è una sostanza trasparente, senza colore, senza sapore e senza odore. Anticipo pure che per scrivere acqua possiamo anche utilizzare la sua formula chimica H2O che sta per due atomi di idrogeno e uno di ossigeno. Ma riflettiamo ancora sull’acqua e sulla sua importanza. Il discorso si fa molto interessante perché emergono spunti su cui intessere la nostra lezione: l’acqua rende possibile la vita sulla Terra (e grazie all’acqua… scopriamo insieme… che i primi organismi sul nostro pianeta si sono potuti sviluppare), l’acqua deve essere di tutti, senza acqua non possiamo vivere, noi siamo fatti d’acqua, l’acqua è un bene prezioso e non si dovrebbe sprecare perché non ne abbiamo tantissima. Sorgono anche dei dubbi interessanti e i bambini fanno domande incalzanti: “Come è possibile aprire il rubinetto e avere l’acqua a casa nostra? Come può uscire calda dal rubinetto? E perché qualche volta non scende niente? È finita? È perché in Sardegna piove poco?” Cerco con calma di trovare insieme a loro delle risposte. Spiego come funziona la distribuzione dell’acqua nelle case (aiutandomi con i disegni… illustro le tubature, spiego come funziona lo scaldabagno… mi diverto io e loro sono curiosissimi di scoprire queste magie casalinghe), racconto della siccità che spesso ha messo a rischio la disponibilità dell’acqua per tutti qui in Sardegna (l’acqua che viene razionata d’estate, l’utilizzo dei serbatoi domestici) e della situazione attuale da noi e nel resto del Mondo. Si parla del problema idrico dovuto alle tubature rotte per le strade e gli sprechi. Insomma, alla fine ognuno partecipa con racconti, aneddoti e dubbi. Raccogliamo le nostre impressioni cercando di ricordare quanto l’acqua sia importante e proprio per questo è necessario ricordare le Regole delle 4R dell’acqua. L’acqua infatti dovremmo Rispettarla (perché è fondamentale per la vita), Risparmiarla (perché è preziosa e non è infinita), Recuperarla (per evitare gli sprechi), Ridistribuirla equamente (perché tutti devono avere il diritto di poter avere l’acqua).

 

 

  1. Ricordare le esperienze precedenti attraverso un illustrazioni e parole chiave sul quaderno (due lezioni da un’ora e mezza ciascuna).

 

Riprendiamo il discorso avviato lo scorso anno chiamando alla memoria gli esperimenti Continua a leggere

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Matematicando in classe seconda: sperimentare la simmetria

Non è la prima volta che ci siamo cimentati con la simmetria. Lo scorso anno, in prima, muniti di carta e forbici abbiamo avuto modo di sperimentare come si possano costruire figure simmetriche. Siamo partiti dall’osservazione di noi stessi – le simmetrie del nostro corpo – immaginando una linea di simmetria interna che passando dalla punta della nostra testa sino a giù divide il nostro corpo in due parti ideali uguali e poi abbiamo provato a giocare con la carta: piegando un foglio in due parti uguali e ritagliando solo una parte abbiamo notato che infatti che la figura che se ne ricava risulta essere simmetrica. Poi abbiamo tracciato la linea interna alla figura e verificato che le parti ricavate fossero effettivamente uguali. Abbiamo raccontato la nostra esperienza sul quaderno e sperimentato anche con le figure piane conosciute (quadrato, rettangolo, triangolo e cerchio) create su carta – e quindi piegabili, manipolabili e combacianti – per trovare i possibili assi di simmetria interni alle figure. “Quanti assi di simmetria interni può avere un quadrato? E un rettangolo? Cosa possiamo dire invece del triangolo scaleno?”. La sperimentazione effettuata ha sempre riguardato la simmetria interna e non quella esterna.

Quest’anno, dopo aver lavorato e sperimentato con le figure piane e volumetriche, riprendiamo in mano il concetto di simmetria. Siamo ancora in fase sperimentale ma ci spingiamo oltre rispetto allo scorso anno. Questa volta verrà introdotto il concetto di punto. Ricordiamo infatti che la simmetria assiale è la corrispondenza biunivoca tra coppie di punti. Un punto P è simmetrico di un punto P1 rispetto ad un asse A se la retta che li congiunge risulta perpendicolare all’asse e i due punti risultano equidistanti. I bambini prendono coscienza della simmetria non attraverso una definizione – che in questa fase risulterebbe inutile e non particolarmente proficua – ma con l’esperienza diretta. A differenza dello scorso anno la nostra sperimentazione parte da esempi sulla simmetria esterna. Per introdurre l’argomento faccio comunque un salto indietro nel passato e ricordo ai bambini l’esperienza dello scorso anno. Molti di loro ricordano bene sia il lavoro fatto tra i banchi che quello sul quaderno. Ci poniamo delle domande rispetto all’idea che abbiamo del significato di simmetria. “Proviamo a creare dei giochi simmetrici utilizzando degli oggetti che abbiamo a nostra disposizione”. 20180216_090651Dal mio armadio tiro fuori delle cannucce colorate, Continua a leggere

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Matematicando in classe seconda: La moltiplicazione in colonna tra Favola pitagorica e Matemagica

Dall’addizione ripetuta, gli schieramenti e l’acquisizione del concetto di moltiplicazione sono trascorsi due mesi e oramai i miei alunni hanno imparato tutte le tabelline e non solo. Hanno sperimentato in diversi modi come la moltiplicazione può essere applicata nella quotidianità, abbiamo fatto un percorso sui problemi per immagini in cui utilizzare l’addizione ripetuta e la moltiplicazione, fatto esempi, ricavato le tabelline grazie al ragionamento e alla Linea del 100 di Bortolato. Ho scelto consapevolmente di non far riempire pagine e pagine di palline e schieramenti nei loro quaderni, al fine di ricavarne i risultati delle tabelline, perché lo considero un lavoro poco stimolante, noioso, frustrante e inutile. Ho fornito loro altri strumenti e devo dire che ho ottenuto buoni risultati. Certo… lo studio delle tabelline prosegue e per ora siamo solo all’inizio ma sono davvero soddisfatta del lavoro svolto da tutti noi. In questo periodo ho effettuato le verifiche di fine quadrimestre e, rispetto alle altre classi, i miei alunni vanno a gonfie vele e sono entusiasti. Addizioni e sottrazioni sembrano ormai acquisite, il calcolo orale procede bene grazie alle strategie che riescono ad applicare, sono in grado di osservare i numeri da diversi punti di vista, si cimentano con i primi giochi di logica. È ovvio che siamo solo all’inizio della torre che dobbiamo ergere insieme, che non tutti hanno raggiunto lo stesso livello (ognuno però riesce a dare un apporto fondamentale alla crescita della classe), ma sono davvero soddisfatta. Così, probabilmente grazie anche all’entusiasmo che mi trasmettono e che io, spero, trasmetto a loro mi capita di arrivare a scuola con le idee chiare del lavoro da svolgere ma con una sferzata di creatività in più. E così è accaduto ieri.

In queste settimane ci è capitato di svolgere le prime moltiplicazioni in colonna senza riporto. Le abbiamo risolte a mo’ di gioco e osservando i numeri per decine e unità… senza farci tante domande. Mi serviva tenere vivo l’entusiasmo e stimolare lo studio delle tabelline. Così ho utilizzato il Software del Metodo Analogico per la LIM e i miei alunni hanno acquisito velocemente l’algoritmo di calcolo da seguire. Un gioco divertente e motivante che ci ha spinto a risolvere moltiplicazioni con numeri molto grandi. Non potete neanche immaginare la gioia dei bambini quanto operano con numeri che neanche sanno pronunciare! “Maestraaa… e come si chiama questo numero??!!! È gigante!!!” – “Io ve lo dico… ma è un segreto. Guai a voi se lo spifferate ad anima viva: siamo in seconda… questi numeri così grandi si fanno in quarta 😉 Se ci scoprono sono guai!” ehehehe mi diverto io… e anche loro.

Oggi andiamo alla scoperta delle magie della moltiplicazione! Quindi state attenti perché sarà una lezione particolare questa”. L’idea è quella di far capire il meccanismo che regola l’algoritmo della moltiplicazione in colonna, del perché unità e decine sono così importanti e di cosa effettivamente accada quando moltiplichiamo in colonna. Per ora lavoreremo senza il riporto ma è fondamentale capire bene cosa accada “dietro le quinte”. Credo che la matematica sia una materia stimolante e divertente, che permetta di affrontare gli aspetti della vita in maniera diversa… con occhio critico e scientifico… ma anche creativo. Nella matematica vedo il gioco e la passione della scoperta oltre che la mente logica e razionale. Questo mi piacerebbe insegnare ai bambini: amare la matematica.

La LIM è pronta e tutti hanno i quaderni aperti. Devo trovare un titolo che catturi la loro attenzione e LE MAGIE DELLA MOLTIPLICAZIONE Continua a leggere

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FLIP CLASS (4). Armonie geometriche: terza fase

20171222_110509Il percorso di geometria proposto alla mia classe per consolidare le principali figure geometriche piane e avviato attraverso la didattica della classe rovesciata prosegue. I bambini hanno lavorato in piattaforma Edmodo visualizzando e fruendo dei video da me caricati, creando il loro tangram e giocando con le combinazioni proposte, predisposto i modelli dei quadrati da utilizzare in classe per il secondo laboratorio delle armonie geometriche.

Prima di procedere con il laboratorio vero e proprio, ho deciso di proporre un ripasso veloce di triangoli e quadrilateri attraverso un’attività fatta alla LIM e sul quaderno. Ho deciso di soffermarmi su queste particolari figure geometriche perché i bambini spesso hanno ancora dei dubbi non tanto sul numero dei lati ma nell’individuare o rappresentare le figure in base alla posizione. Il triangolo con il vertice centrale posto in alto e la base nella parte bassa ad esempio, o il quadrato poggiato su uno dei quattro lati… spesso confuso invece con un rombo se disegnato con i vertici poggiati sul classico luogo dove si trova la base. Ho iniziato a incuriosirli ponendo una domanda semplice che però li ha costretti subito a riflettere: “Ditemi il nome della figura geometrica piana che ha il minor numero di lati possibile”. Ovviamente in questa fase quando parliamo di figure geometriche piane mi riferiscono ai poligoni – anche se ancora non abbiamo fatto riferimento al concetto vero e proprio di poligono – come il triangolo, il quadrato, il rettangolo. Hanno ragionato e alcuni di loro hanno risposto prontamente TRIANGOLO. Ho chiesto di spiegare il perché e così sono andata alla lavagna con il gesso in mano. “Proviamo a metterne solo uno di “lato”. Possiamo parlare di figura geometrica piana?”. Ovviamente i bambini hanno risposto di no: “Maestra, quella è una linea”. Ho fatto notare loro che infatti quella linea, disegnata sulla lavagna non determinava uno spazio interno o esterno, anche se in realtà anche la linea per la caratteristica di essere un insieme di punti che si trovano nello stesso piano è considerata una figura geometrica. Ma il mio intento è quello di portarli al concetto di poligono regolare.  “Proviamo con due linee messe insieme a formare una L ad esempio. Sono due lati? Abbiamo una figura geometrica piana con un dentro e un fuori?”. Insieme abbiamo convenuto che neanche con due linee spezzate consecutive – ma sono lati quelli? Non determinano dentro e fuori – possiamo disegnare una figura geometrica piana con un confine e le relative regioni. Per poterlo fare dobbiamo per forza avere almeno 3 lati. Possiamo affermare che il poligono con il minor numero di lati che possiamo disegnare è quindi il triangolo. E poi? Continua a leggere

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FLIP CLASS (3). Armonie geometriche: prima fase

Dall’esperienza formativa sulla Flipped Learning avviata da alcuni anni e dal corso di aggiornamento che sto seguendo in questo periodo è nato, dalla collaborazione con due bravissime colleghe (Sara Campana e Maria Pina Concas) con cui sto lavorando online in piattaforma Erickson,  un progetto che ho deciso di proporre ai miei alunni. L’ho avviato in classe e poi a casa, utilizzando la piattaforma Edmodo e predisponendo anche un compito che i miei alunni dovranno svolgere durante le vacanze in preparazione del percorso da terminare a gennaio in classe.  Partendo dal presupposto che la geometria nasce dall’osservazione, dalla manipolazione e dalla costruzione, cercheremo di cogliere gli elementi geometrici presenti nella realtà e manipolare modelli geometrici diversi di modo che i bambini formino ed elaborino immagini non stereotipate partendo da modelli flessibili e dinamici (creati da loro con il mio aiuto) atti a favorire i successivi apprendimenti legati alla geometria più complessa. Anche questa volta viene prestato un occhio di riguardo all’arte e alla creatività. La proposta è pertanto quella di favorire forme di manipolazione, riproduzione e creazione di elementi geometrici (piastrellature, tangram etc..) attraverso proposte sfidanti e compiti significativi. Gli obiettivi da raggiungere previsti per una classe seconda sono nello specifico: riconoscere, descrivere, denominare e manipolare figure geometriche piane; disegnare figure geometriche e modelli materiali anche nello spazio;  costruire e utilizzare modelli materiali nello spazio e nel piano come supporto a una prima capacità di visualizzazione; riconoscere e costruire sequenze ritmiche; riconoscere figure ruotate, traslate e riflesse;  utilizzare le figure piane per creare e/o riprodurre motivi geometrici artistici. I prerequisiti richiesti per avviare il percorso sono: capacità dell’insegnante di gestire la piattaforma Edmodo e familiarizzazione con l’ambiente virtuale da parte dei bambini e delle loro famiglie; i bambini devono essere in grado di comprendere semplici indicazioni di lavoro e fruire di semplici video; per quanto riguarda la geometria è necessario che i bambini distinguano le principali forme geometriche piane, siano in grado di gestire lo spazio quadrettato per creare figure geometriche. Criticità: difficoltà dei lavori proposti (riproduzione di tassellamenti più complessi, difficoltà nel riconoscere l’unità alla base dei tassellamenti etc..); poca dimestichezza, da parte di alunni e genitori, di fruire del materiale disponibile sulla piattaforma. Per lo svolgimento dell’attività viene utilizzata la metodologia Flipped e Blended, in modo particolare il Learning Cycle delle 5E in versione rivisitata.

In breve, l’attività verrà sviluppata in cinque momenti topici:

FASE 1.  Introduzione dell’argomento tramite le TIC e  riproduzione pavimentazione: disegni su carta a partire da modelli base (in classe).

FASE 2. Fruizione, in piattaforma Edmodo, del materiale da me fornito e costruzione di un tangram e di alcuni modelli di figure geometriche (a casa) che serviranno per lavorare in classe (a casa).

FASE 3. Riproduzione di  tassellature Continua a leggere