Unità di apprendimento: L’autunno e i cinque sensi

Percorso di scienze in classe prima che si snoda all’interno di un nucleo tematico ben definito: l’autunno in relazione ai cinque sensi.

Periodo di riferimento: Ottobre-Novembre

Organizzazione del tempo: lezioni da una o due ore settimanali

Obiettivi di apprendimento: associare la percezione sensoriale al corrispondente organo di senso; seguire i cambiamenti delle stagioni attraverso uno o più eventi; utilizzare i cinque sensi come strumenti di esplorazione dell’ambiente circostante; mostrare un atteggiamento di interesse e curiosità verso alcuni elementi della realtà circostante; seguire il cambiamento delle stagioni attraverso uno o più eventi e affinando i sensi; utilizzare i cinque sensi per conoscere e individuare le caratteristiche dell’autunno.

Contenuti e Attività: giochi senso-percettivi con oggetti di uso comune; esplorazione dell’ambiente scolastico interno e esterno attraverso i sensi; giochi di osservazione (individuare differenze, cercare l’intruso, individuare caratteristiche); giochi per esercitare i cinque sensi; osservazione e riproduzione grafico pittorica di eventi legati all’autunno.

Collegamenti interdisciplinari: Matematica (discriminare e formare insiemi in base a caratteristiche date); Tecnologia (riconoscere oggetti e materiali)

Diario di bordo

Ho introdotto l’argomento ricordando ai bambini il lavoro fatto grazie alla lettura dell’albo illustrato Achille il puntino presentato per introdurre lo schema corporeo (QUI) e ho iniziato a porre domande mirate sulle esperienze del protagonista in base agli organi di senso che via via si faceva “spuntare” per arricchire la sua esplorazione. In questa fase è stato molto importante partire dall’esperienza diretta dei bambini e ho lasciato loro lo spazio necessario per raccontare alcuni momenti di vita vissuta. “Secondo voi, come i nostri organi di senso ci aiutano a esplorare la realtà?”. Alcuni bambini, iniziando a raccontare, hanno subito messo in luce le esperienze pregresse maturate alla scuola dell’infanzia e quindi dimostrando di aver ben chiara la differenza tra i sensi e gli organi di senso. Entrando però nel vivo del discorso, e facendo domande mirate, ho notato che alcuni bambini confondevano ancora i sensi con gli organi di senso. Per questo motivo ho impostato una serie di giochi che mi consentissero di chiedere ad ogni alunno di esprimersi al meglio, e utilizzando le parole giuste, per raccontare le proprie esperienze sensoriali. I giochi, fatti utilizzando oggetti presenti nell’aula ma anche chiamando in causa oggetti non disponibili ma con cui i bambini avevano sicuramente avuto a che fare, mi hanno permesso di mettere alla prova ognuno di loro: descrivere un pupazzo presente in aula evidenziando quali organi di senso avrebbero permesso un’ottima esplorazione dell’oggetto è uno degli esempi tra i tanti. “Cos’è l’oggetto che ti mostro? – è un pupazzo a forma di maialino – Come fai a saperlo? – lo vedo – E attraverso quale organo di senso? – l’occhio – E quindi quale senso stai utilizzando? – la vista!”. Questo è stato il nostro inizio ma poi… “E quali altre informazioni può darti la vista? – di che colore è… la grandezza… – E se tu non potessi usare i tuoi occhi come potresti fare per scoprire queste informazioni?” I bambini hanno bisogno di riflettere e, talvolta, essere guidati. Siamo noi insegnanti a condurre il gioco anche con piccoli suggerimenti o domande chiave. “Chiudi gli occhi e prova a tenerlo in mano” I bambini comprendono subito la questione: alcune informazioni (come la grandezza e la forma) possono essere scoperte anche grazie al tatto mentre altre (come il colore) sono inaccessibili. Piano piano scopriamo che con il tatto possiamo sapere se l’oggetto e morbido o duro, freddo o caldo. Con l’olfatto possiamo scoprire se l’oggetto profuma oppure sa di polvere. Scopriamo che non tutti i sensi servono sempre. “Possiamo assaggiare il pupazzo per avere informazioni utili?” I bambini urlano in coro che non ci interessa sapere che sapore abbia il pupazzo: “meglio di no, maestra!!!”. E l’udito? “Maestra, a volte ci sono pupazzi che parlano o fanno dei rumori”. I giochi si ripetono all’infinito. In base all’oggetto conduciamo i nostri alunni alla scoperta e alla curiosità. Stiamo sempre attenti a correggere le parole usate e a far in modo che i bambini utilizzino correttamente il linguaggio per descrivere l’esperienza. “Bambini, anche gli scienziati fanno così”. Diversi bambini si confondo con il tatto: pensano che il tatto sia collegato all’uso della mano. Quindi se io chiedo “Quali sensi coinvolgiamo per avere informazioni su un oggetto?” alcuni di loro il tatto lo inseriscono sempre “Perché maestra… lo prendo in mano… per tenerlo!”. Allora spiego con alcuni esempi “Avete presente la passeggiata fatta a piedi nudi in estate sulla sabbia bollente? Ecco, come fate a scoprire che la sabbia è calda? Bene, sono i piedi… che come le mani… ma badate bene tutta la vostra pelle… fungono da sensori che vi danno informazioni!” Allora i bambini capiscono che il tatto è più una questione di “pelle” che di mano anche se, per comodità, noi per “sentire” gli oggetti usiamo le mani. Propongo allora questa semplice tabella e, chiamandoli alla LIM, giochiamo un po’. Ogni bambino alla lavagna inserisce un puntino colorato nel quadrato giusto in base all’oggetto e ai sensi mentre gli altri osservano. I bambini al posto sanno di dover stare attenti perché poi chiederò loro se siano o no d’accordo con le risposte del compagno e dovranno motivare.

Ecco la tabella. Faccio notare che per comodità – visto che non sanno ancora leggere – ho inserito l’immagine degli organi di senso che ci riportano direttamente al senso. In questo modo loro assoceranno l’organo -presente nell’immagine – al senso che dovranno di volta in volta chiamare in causa. Domanda chiave: Quali organi utilizzi per avere delle informazioni su… un gelato?

sensi1

Il percorso coi cinque sensi ha poi coinvolto anche gli insiemi… visto che in quella settimana stavamo imparando ad usarli per raccogliere elementi con caratteristiche date. Ho preparato alcuni insiemi vuoti e in base al senso e all’organo di senso coinvolto i bambini hanno inserito dentro immagini di oggetti con caratteristiche date. Ad esempio: per la vista hanno dovuto discriminare gli oggetti in base al colore; per l’olfatto oggetti (che in base alla loro esperienza) hanno odori gradevoli o sgradevoli; per l’udito suoni o rumori piacevoli o fastidiosi; per il gusto sapori dolci o salati; per il tatto oggetti morbidi o duri. Anche in questa attività il bambino alla LIM, che doveva operare le scelte, ha lavoravo sotto osservazione dei compagni pronti ad intervenire all’occorrenza grazie alle mie domande mirate.

Una volta affinati i cinque sensi siamo partiti alla volta dell’autunno.

Propongo un’attività sul quaderno che mi consenta di focalizzare l’attenzione sugli elementi che caratterizzano l’autunno ma con un occhio di riguardo ai cinque sensi. Inoltre in questo periodo stiamo lavorando ancora sugli insiemi e, ricollegandomi anche alle attività proposte nelle lezioni precedenti, decido di dare alla lezione un titolo chiave:

AFFINIAMO I SENSI: METTIAMO INSIEME L’AUTUNNO!

Parto con un veloce brainstorming sulle sensazioni che ci riportano alla memoria l’autunno: “Per farlo bambini concentriamoci sui cinque sensi. Ad esempio: quali sapori ci fanno venire in mente l’autunno? E gli odori? Avete mai pensato ai colori tipici autunnali? Quali sensazioni proviamo? Freddo… caldo…?” In questa fase i bambini hanno bisogno di essere guidati e indirizzati con domande che entrino nello specifico in base agli input dati da loro. I bambini vogliono raccontare tutto ciò che gli passa per la mente e noi invece dobbiamo indirizzare la nostra attenzione sull’autunno e i cinque sensi. Con un po’ di pazienza riesco a raccogliere un sacco di buone idee e moltissimi spunti sui quali lavorare insieme. Decidiamo di prendere come riferimento le foglie autunnali: sembra proprio che raccontino meglio di altro questa stagione. Così chiedo ai bambini di prendere il quaderno e scrivere il titolo del lavoro che andremo a fare. “Dobbiamo affinare i sensi e lasciarci andare alla poesia dell’autunno. Vi chiederò di usare soprattutto la vista – e il ricordo legato ad esso – perché raccoglieremo dentro un insieme i colori che ci raccontano l’autunno attraverso le foglie. Non esistono colori giusti o sbagliati… Cercate solo di farvi trasportare.” Per aiutarli un po’ cerco su Youtube un video che mostra immagini di alberi autunnali con in sottofondo il brano L’autunno de  Le quattro stagioni di Vivaldi. I bambini sono curiosi, fanno domande, ascoltano la musica e raccontano le emozioni scaturite dall’ascolto, osservano le immagini e piano piano iniziano a lavorare sul quaderno. 

Spiego loro che non esiste un modo giusto per inserire all’interno dell’insieme i colori “Fatelo liberamente e sprigionando la fantasia!“. Sono tutti molto soddisfatti del lavoro fatto. Accanto all’insieme disegnano un occhio… per ricordare che stiamo affinando il senso della vista 🙂

La volta dopo si continua a parlare d’autunno. Abbiamo affinato la vista… ma che altro possiamo raccontare dell’autunno coi cinque sensi? La discussione entra nel vivo e alla fine tutti quanti sono desiderosi di continuare a fare il percorso sulle foglie: “Maestra, ma raccontiamo ancora le foglie… vero?” Colgo la palla al balzo per ragionarci su e imposto questa attività sul quaderno

L’AUTUNNO COI CINQUE SENSI

Parliamo, pensiamo, analizziamo e, sul quaderno prendiamo appunti. I miei piccoli alunni scrivono ancora poco e non mi va di impostare con loro un noioso lavoro di scrittura. Quindi decido di proporre un testo fatto di parole semplici e immagini chiave. Ecco cosa creiamo: 

 

Quindi: Le foglie in autunno: le vedo, le tocco, le annuso, le sento… ma non le mangio. 

Infatti scopriamo che le foglie le possiamo osservare e scopriamo quale colore hanno… o se sono secche o no. Poi possiamo toccarle e sentire se sono sempre lisce oppure sono diventare rugose. Posso odorarle? “Certo – dicono loro – … magari hanno un odore umido… o di terra bagnata!” E ancora: le posso sentire? “Di certo non ci parlano ma, avete mai provato a schiacciare le foglie secche cadute per terra?” faccio io. E infine? Possiamo usare il gusto per avere informazioni sulle foglie? E no… a meno che qualcuno non le voglia assaggiare! Ma per la nostra esplorazione non è proprio necessario… Qualcuno dice “Maestra, le foglie mica si mangiano!!!” e io divertita “Magari non quelle degli alberi che abbiamo intorno… ma l’insalata cosa pensate che sia?” – stupore – “ma questa è un’altra storia…

 

 

 

 

 

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