Matematicando in classe prima. (6)Avvio al concetto di quantità

Dopo quasi due mesi di scuola i bambini aspettano con ansia di poter assaporare la gioia e la scoperta dei numeri. Loro già contano, conoscono i numeri perché li ripetono a mo’ di cantilena, qualcuno riesce anche a far somme perché i numeri, che ci piaccia o no, fanno parte del nostro mondo. Ma da un punto di vista logico c’è ancora molto da fare e il percorso che ci porterà al concetto di quantità e significato di numero è più complesso di quanto si possa immaginare. I bambini, in prima elementare, non hanno ancora la capacità di astrazione – tipica della matematica – che acquisiranno poi con gli anni. Le esperienze matematiche passeranno quindi per manipolazione, osservazione e attività ludiche che consentiranno di formare il pensiero e la logica matematica. In questo primo periodo abbiamo imparato a classificare e seriare ma, un passo importantissimo, che ci avvicinerà ancora di più al concetto di numero e quantità, è l’imparare a utilizzare correttamente i quantificatori logici e riuscire a stabilire corrispondenze biunivoche tra insiemi utilizzando anche le frecce di relazione.

In un primo momento si inizia a lavorare con quelle che ho definito PAROLE IMPORTANTI: le parole dei quantificatori (molti, pochi, nessuno, tanti, ogni). Queste paroline i bambini le conoscono già e, a livello intuitivo, le possiedono già da tempo… ma, per favorire l’introduzione del concetto di quantità, è necessario ampliarne il significato e consolidarne l’utilizzo. Inizio così a proporre dei giochi per verificare le conoscenze pregresse: prendo la mia scatolina delle conchiglie, il mio contenitore in cartone pieno di costruzioni in legno, la valigetta dei blocchi logici e la cancelleria che trovo in classe a nostra disposizione. Sistemo tutto sulla cattedra e chiamo un bambino per volta: Prendi tante conchiglie / Prendi poche conchiglie / Prendi molte costruzioni / Metti dentro la scatola nessuna costruzione / Consegna una matita a ogni bambino della classe / ecc. Dopo aver manipolato con gli oggetti ci guardiamo attorno: descriviamo tutto ciò che c’è nella nostra aula con le parole importanti che ci indicano le quantità. “Attenzione! Non dobbiamo contare ma dobbiamo usare solo le parole che abbiamo usato fin ora”.  Chiedo ai bambini di guardarsi intorno molto attentamente e dico “Banchi” e loro “Tanti… Molti”. Poi provo con “Finestre” e loro “Poche”. Allora propongo zaini e loro “Tanti”. A questo punto chiedo di cercare una parola più precisa… e dopo diversi “Tantissimi… molti… moltissimi…” arriva un bel “Ogni!” Chiedo al bambino di spiegare meglio cosa intenda e lui con precisione “C’è uno zaino per ogni bambino”. Sono proprio soddisfatta. Continuiamo così e tiro fuori anche un elefante “Nessun elefante, maestra!!!” e una porta: “Maestra, di porta ce n’è una sola!”.

Il giorno dopo arrivo con un libro: si tratta del preziosissimo libretto di storie brevi di Stefano Bordiglioni, Un attimo prima di dormire. Leggo loro il divertente racconto “La rivolta delle sardine” in cui un banco di sardine decide di sfidare un piccolo gruppo di squali per riuscire a passare da una parte all’altra dell’oceano senza essere divorate. Il racconto, oltre a divertire e entusiasmare, mi serve per riprendere i quantificatori logici e avviare il lavoro sul quaderno. “Bambini, adesso useremo gli insiemi e le parole importanti per raccontare la storia delle sardine. Per comodità useremo insiemi a forma rettangolare… così lavoriamo con più ordine”. Passo passo disegno alla lavagna e loro mi aiutano partecipando alla discussione e lavorando sul quaderno. Ecco come raccontiamo la storia.

La volta dopo siamo pronti per affrontare il concetto di corrispondenza biunivoca e, anche se loro non lo sanno, avvicinarci al concetto di equipotenza fra insiemi… cioè a stabilire che nel primo insieme ci sono “Tanti elementi quanti nel secondo insieme”. Per farlo organizzo un breve esperimento. Alla parola ESPERIMENTO ottengo il silenzio e l’attenzione necessaria. Chiamo una bambina alla cattedra e le chiedo di scegliere quattro compagni a caso che verranno anche loro accanto a noi. Poi consegno alla bambina un mazzo di carte e le chiedo di dare le carte in modo che ogni bambino ne abbia una… cioè fare in modo che vengano consegnate TANTE carte QUANTI sono i bambini. Nel frattempo disegno un insieme che contiene le facce dei miei giovani alunni (mi vengon pure somiglianti e loro si divertono molto) e accanto un altro insieme che dovrà contenere le carte. Scopriamo così che a ciascun bambino corrisponde una carta (usiamo delle frecce per collegare gli elementi dell’insieme bambini all’insieme carte) e quindi a quattro bambini corrispondono quattro carte. Giochiamo così per un po’ e esploriamo anche le pagine del libro per fissare nella memoria i concetti appena affrontati. Assegno un compito per casa: DISEGNA COME FATTO IN CLASSE TANTI FANTASMI, POCHE ZUCCHE, NESSUNO SCHELETRO. Il compito profuma di Halloween… siamo in tema!

Rientrati dal ponte dei morti e con Halloween ancora fresco nei ricordi dei bambini imposto sulla LIM una lezione ad hoc su TANTI-QUANTI. Ecco come abbiamo lavorato

Io sulla LIM e loro sul quaderno.

Dopo esserci concentrati sul concetto di corrispondenza biunivoca con Tanti-Quanti passiamo ad un primo concetto di quantità ma senza, ancora, far riferimento ai numeri. Ci aiuteranno in questa fase le immagini e i quadretti. Ecco come mi sono aiutata

TantiQ3.PNG

Sarà sempre importante porre domande chiave, nei giochi come negli esercizi sul quaderno: “Gli zaini sono tanti quanti i bambini?” – “Le margherite sono tante quante i quadratini gialli?”, ecc..

Prima di affrontare il concetto di equipotenza, insiemi più potenti e meno potenti (vi rimando alla prossima puntata del Matematicando in classe prima) preparo e somministro questa verifica in modo da essere certa che il concetto sia stato metabolizzato e diventato competenza.

Ecco la verifica1 e la 2 pensata per file diverse 😉

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