Competenze digitali e questioni da affrontare

Non l’insegnante del futuro ma quello odierno deve essere digitalmente competente. Si inizia a parlare di classi 2.0 e ci si ritrova già in quella 3.0; si chiede all’insegnante di saper usare la LIM ma subito dopo ci si rende conto che è necessario saper insegnare l’ABC della programmazione; si richiede l’utilizzo di mappe concettuali ma all’improvviso spuntano fuori software interattivi e “mediaticamente” più accattivanti. Mi rendo conto che di questi tempi non è facile stare al passo con la tecnologia e noi insegnanti, ormai divenuti dei tuttologi, rischiamo di trovarci tra capo e collo tutte queste incombenze.

Non avete mai notato che non appena viene scoperto qualcosa (attività, buona pratica, competenza, laboratori di qualsiasi tipo) di positivo per la crescita e lo sviluppo psicofisico viene subito proposto di farlo a scuola? Lo yoga permette di ritrovare l’equilibrio interiore e garantisce il benessere dell’individuo: A SCUOLA BISOGNEREBBE FARE ALMENO UN’ORA DI YOGA ALLA SETTIMANA. Lavorare con la creta permette di sviluppare tutta una serie di manualità e attività manipolative ormai perse: LA SCUOLA DOVREBBE  PORTARE AVANTI DEI LABORATORI SULLA CRETA. È ormai risaputo che un’ alimentazione sana ed equilibrata favorisca la longevità: PORTIAMO CIBI BIOLOGICI NELLE SCUOLE E ATTIVIAMO PERCORSI DI EDUCAZIONE ALIMENTARE. E chi più ne ha più ne metta. Quotidianamente su Facebook non faccio che leggere proposte (più o meno ridicole) su tutte le attività che la scuola dovrebbe portare avanti. Poi magari questi sono gli stessi genitori che si lamentano del fatto che non si faccia abbastanza matematica, che non venga dedicato del tempo sufficiente allo studio dell’inglese, ecc ecc. Il punto è questo: la scuola sì, ha grandi responsabilità educative e formative, ma non è l’unica agenzia formativa esistente. Prima di tutto esiste la famiglia (perché ciò che si semina a scuola presto viene gettato al vento se non esiste una famiglia ricettiva e accogliente) e poi ci sono le varie associazioni sportive, i circoli culturali, le attività proposte dal Comune, Musei ecc. Le possibilità si sprecano. Non voglio neanche entrare in merito alle competenze che un bambino moderno dovrebbe acquisire quotidianamente e alle incombenze a cui è sottoposto tra scuola, attività sportive, ludico e ricreative. Dobbiamo cercare di stare coi piedi per terra, respirare profondamente e capire davvero in quale direzione vogliamo portare i nostri figli, i nostri alunni e noi stessi genitori, educatori e insegnanti. Ci metto tutti in un grande calderone perché poi alla fine, siamo nella stessa barca.

La questione delle nuove tecnologie però dev’essere affrontata. Noi insegnanti non possiamo esimerci dal far finta che le nuove tecnologie informatiche non abbiano rivoluzionato il modo di apprendere, di studiare, di acquisire nuovi concetti e di vivere la scuola stessa. Gli stessi ritmi sono cambiati. Ci troviamo di fronte ad una generazione che consuma una quantità notevole di informazioni quotidianamente e lo fa attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Non possiamo pretendere che lo studio si svolga come in passato e tantomeno che l’apprendimento passi solamente attraverso i libri cartacei e le esperienze sui banchi (proprio come abbiamo fatto noi… che andavano a imparare le parti della pianta sperimentando nel giardino della scuola). L’esperienza dev’essere multitasking perché i ragazzi e anche noi lo siamo diventati. E allora è necessario oggi più che mai stare al passo con la tecnologia, perché … che ci piaccia o no… stiamo vivendo in una società tecnologicamente avanzata e intrisa di tutto ciò che riguarda l’informatica. Questo ovviamente non significa dover rinunciare a tutto ciò che tecnologico non è! Ricordiamoci che noi stessi siamo testa e anche cuore.

Punto spinoso e imprescindibile è che noi insegnanti e genitori dobbiamo formare nei nostri alunni e figli quell’occhio critico che consenta loro di vivere e sperimentare le nuove tecnologie in maniera attiva e intelligente. Dobbiamo offrire gli strumenti affinché la fruizione dei mezzi tecnologici avvenga in maniera consapevole e matura. Solo in questo modo le nuove tecnologie potranno diventare uno strumento di crescita, apprendimento e sano svago. Diversamente rischiamo di restarne intrappolati e diventarne passivamente succubi. È un po’ lo stesso discorso che faccio sempre sulla lettura critica delle immagini: nel momento in cui noi sappiamo leggere con occhio attento e critico un’immagine, quell’immagine stessa non ci può più far paura o diventare pericolosa.

Noi insegnanti-genitori dobbiamo quindi offrire gli strumenti affinché la tecnologia, e tutto ciò che gira intorno ad essa (la rete e le informazioni, i giochi interattivi, i social network, il computer-tablet-smartphone ecc), diventi uno strumento di crescita e ci permetta di agire in maniera coscienziosa e competente nella nostra società. Ma ne siamo davvero in grado? Noi stessi siamo proprio certi di utilizzare le tecnologie con spirito critico e competenza? Ecco allora che diventa necessaria e urgente una formazione mirata e guidata. Dobbiamo, insomma, cambiare la nostra forma mentis.

A questo punto affronterei la questione delle competenze digitali che un insegnante dovrebbe possedere. Si rischia ovviamente di finire un in intricato labirinto di sigle incomprensibili e nuovi termini da metabolizzare. Ho letto al riguardo un interessante saggio che vi consiglio di leggere. In questi giorni ho iniziato un corso di formazione sulla Flipped Learning – nuova metodologia didattica che stravolge il modo di apprendere attraverso appunto l’utilizzo delle nuove tecnolgie – e subito mi sono dovuta scontrare sulla nozione de Literacy (competenza del sapere leggere, scrivere e far di conto) ormai superata dalla Digital Literacy (che comprende anche le competenze digitali). Ma le Digital Literacy comprendono ovviamente le ICT e tutto ciò che gira intorno ai media e alle nuove competenze legate ad essi. A questo punto di mostro la mappa concettuale che ho elaborato per non perdermi tra sigle, competenze e abilità che riguardano appunto le Digital Literacy.  Credo che possa tornar utile a chi si sta affacciando per la prima volta in questo nuovo mondo e abbia bisogno di una bussola. Ecco cosa quali  sono le competenze digitali che dovremmo possedere. Mappa Concettuale Digital Literacy

DIGITAL LITERACY

Per ulteriori approfondimenti vi consiglio di cercare il saggio della dottoressa Maria Ranieri “La competenza digitale quali definizioni e politiche per conseguirla” pubblicato da Erickson Centro Studi S.p.A.

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