ANDAR PER LIBRI. (5) I senza parole: Amici… per un pesce

Percorso ragionato su una serie di libri per l’infanzia che “aiutano a vivere meglio” 😉 Suggerimenti di lettura, schede di libri e suggestioni su come utilizzare i testi narrativi a scuola. Il lavoro è parte della mia tesi di Laurea “Letture in gioco. Immagini e parole per creare” A.A. 2007/2008 – Università degli Studi di Cagliari – Facoltà di Scienze della Formazione – Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Amici… per un pesce / Lorenzo Terranera. pp
Roma : Lapis Edizioni, 2006.
40 p. ; 20 cm.
ISBN 978-88-7874-026-6

 

La collana. Creata dalla casa editrice Lapis, la collana “I senza parole” è rivolta ai piccolissimi e offre loro la possibilità di leggere prima ancora di saper leggere. I libricini quadrati di questa collana sono infatti composti da pagine completamente illustrate, ricche di dettagli e coloratissime, che permettono al bambino di seguire facilmente lo svolgersi della storia senza aver bisogno del testo scritto (che comunque non c’è!). È interessante notare come le parole, e nello specifico il titolo, siano assenti anche in copertina lasciando quindi al lettore la possibilità di inventare o immaginare il proprio titolo personale.Ogni storia è preceduta da alcuni consigli rivolti ai genitori nell’utilizzo del libro senza parole.

«Tieni in braccio il tuo bambino mentre racconti e lascia tenere a lui il libro. Aspetta che sia il tuo bambino a girare le pagine. Lasciagli indicare le immagini e dire che cosa rappresentano. Aspetta che sia lui ad iniziare il racconto o a proseguire la storia da te narrata. Narra storie divertenti con voci buffe, rumori o versi di animali. Mima le storie che racconti: aiuta a sviluppare l’immaginazione del tuo bambino. Ascolta e rispondi alle domande sulla storia che ti fa il tuo bambino. Lasciati coinvolgere dalla storia: trasmetterai il piacere di raccontare.»

Il libro. Tra le automobili in coda in partenza per le vacanze, da un finestrino all’altro, due bambini si guardano, si incontrano… e si scambiano parole senza voce ma fatte di immagini e sogni: tanti pesci colorati. Uno andrà al mare, l’altro in montagna ma il ricordo, evocato proprio dai pesciolini immaginati, sognati e poi visti, porterà sempre all’amico lontano. L’inizio della scuola però riserverà loro una dolce sorpresa.
Amici… per un pesce narra la storia di un’amicizia, curiosa e originale, che fa comprendere quanto le parole a volte siano poco importanti se sostituite dai sogni e dalla fantasia di un bambino. Questo racconto è proprio la metafora de “I senza parole” e forse ne rappresenta proprio il senso: la capacità di comunicare solo con le immagini e la fantasia. Dopo gli sguardi d’intesa tra i due, la bambina mostra dal finestrino, al nuovo amico, un pesciolino di gomma e il bambino, per mettersi in comunicazione con lei e manifestarle la sua simpatia, prende subito i pastelli colorati e disegna un bel pesciolino da poterle mostrare. È proprio in quel momento, in cui il linguaggio universale e fantastico dei bambini prende il via, che nasce tra loro un legame indissolubile che li accompagnerà per tutta la vacanza e che si concretizzerà tra i banchi di scuola.
Le immagini del racconto favoriscono senz’altro la comprensione del testo ma lasciano allo stesso tempo ampio spazio alla fantasia e alla possibilità di imbastirci sopra storie diverse. I personaggi, dalla faccia simpatica e tondeggiante, sono dipinti (la tecnica utilizzata ricorda molto le pennellate dei bambini alle prese con le tempere) utilizzando colori vivaci; gli ambienti e gli oggetti, dalle forme semplici e riconoscibili, non caricano l’illustrazione ma permettono allo stesso tempo di fornire tutti i dettagli e gli indizi per comprendere la vicenda (le automobili in coda con le valigie sopra il tettuccio e grandi palazzoni viola sullo sfondo non può non suggerire l’esodo per le vacanze! Il grosso ombrellone sopra il tettuccio dell’auto della bambina può soltanto indicare che la famiglia sta partendo per il mare).
Il racconto della vicenda, affidato solamente alle immagini, può essere un valido strumento per intessere nuove storie e sfruttare proprio la carica espressiva di ciascuna illustrazione per dar vita a nuovi racconti fantastici: prima con la voce narrante del bambino, che cerca di raccontare la “sua storia”; poi con le immagini, le sequenze possono essere disegnate dal bambino tenendo come punto di riferimento le illustrazioni del testo; e infine con la parola scritta, i bambini più grandi possono arricchire ciascuna illustrazione con una breve didascalia esplicativa. In questo modo il bambino ha la possibilità di mettere in gioco la propria fantasia e allo stesso tempo di confrontarsi con le immagini e il testo scritto. Osservare una storia, e non leggerne le parole, aiuta il bambino ad individuare i nessi logici del racconto e trovare le parole per raccontarla. La fase successiva, quella della stesura delle brevi didascalie – che per bambini più grandi potrebbe evolversi nell’elaborazione articolata della storia facendo riferimento proprio al linguaggio e alla morfologia tipica del racconto – consente di focalizzare l’attenzione sul testo scritto e rapportarsi in modo giocoso con esso.
La semplicità e l’esaustività delle immagini in sequenza può servire da stimolo per aiutare il bambino a raccontare eventi o storie inventate da comunicare ai coetanei senza l’aiuto delle parole – proprio come fanno i due protagonisti della storia. Imparare a pensare per immagini è infatti importante soprattutto per la comprensione delle sequenze e per individuare le sequenze chiave che caratterizzano una storia o una vicenda. Il confronto con gli altri, quindi la verifica del lavoro svolto da parte dei compagni (le immagini sono comprensibili agli altri? Gli elementi raffigurati sono quelli adatti per rendere bene l’idea di ciò che si desiderava esprimere? ecc.) consente di avere un riscontro del lavoro fatto in vista di possibili correzioni o di consolidamento di un modello che funzione e risulta efficace.
Infine, il testo, raccontando una storia d’amicizia può essere utilizzato per affrontare l’argomento in classe, per evidenziare le caratteristiche che distinguono l’amicizia da altri rapporti umani o quali siano i valori fondamentali che caratterizzano questo tipo di relazione.

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