ANDAR PER LIBRI. (1) Quando leggere diventa esperienza

Prima parte – introduttiva – di un percorso ragionato su una serie di libri per l’infanzia che “aiutano a vivere meglio” 😉 Via via pubblicherò suggerimenti di lettura, schede di libri e suggestioni su come utilizzare i testi narrativi a scuola. Il lavoro è parte della mia tesi di Laurea “Letture in gioco. Immagini e parole per creare” A.A. 2007/2008 – Università degli Studi di Cagliari – Facoltà di Scienze della Formazione – Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Siamo ormai consapevoli di quanto i libri e le illustrazioni rivestano un ruolo fondamentale nella crescita di un individuo, quanto influenzino l’immaginario, la fantasia e la creatività, quanto sia importante il processo narrativo e inferenziale che ruota attorno alla lettura delle storie e delle immagini. Sappiamo che nella prima infanzia non è ancora ben saldo il processo di separazione tra le diverse sfere di funzionamento intellettivo: il bambino arriva gradualmente a distinguere con chiarezza sogni e fantasie dallo stato di veglia, illustrazioni dagli oggetti illustrati, se stesso dagli altri (Per approfondimenti si veda E. H. Spitz, Libri con le figure. Un viaggio tra parole e immagini (Inside Picture Books, 1999), Mondadori, Milano, 2001). Per questo motivo le illustrazioni, come le storie, producono un’impressione profonda e duratura di grande intensità nel bambino, e grazie allo loro immediatezza e persistenza tendono a diminuire soltanto con gli anni, nell’età adulta. Il libro inoltre è un forte veicolo culturale e allo stesso tempo è veicolato dalla cultura di appartenenza del bambino. Genitori e insegnanti culturalmente attenti presteranno infatti una maggiore attenzione, ad esempio, nella scelta dei libri da proporre e cercheranno di partecipare attivamente al processo di mediazione tra bambino e libro.

Diversamente dalla televisione e da gli altri mezzi di comunicazione elettronici oggi presenti a tutti i livelli, i libri richiedono la partecipazione concreta degli adulti: compagni di viaggio vivi e caldi, con braccia accoglienti, occhi e orecchie acuti, mani capaci di dare carezze mentre voltano pagine, e magari un certo gusto per la recitazione. (Ivi)

Le linee programmatiche di questa ricerca, dunque, consistono nel raccomandare la pratica di leggere ai bambini con un occhio particolare rivolto non solo ai temi e alle storie proposte ma anche alle illustrazioni contenute nel libro e alle tante possibilità creative offerte dallo stesso. In questo senso il libro non rappresenta soltanto un passatempo piacevole con cui allietare i momenti di svago ma altresì uno strumento con cui poter crescere e ragionare, giocare e riflettere.
In questa stimolante e mai finita “passeggiata” tra i libri si è presa in considerazione una selezione di albi illustrati che tratta le tematiche affrontate nel corso della tesi, in modo particolare il rapporto tra parola, immagine e creatività. Il lavoro è stato articolato in quattro grandi contenitori tematici riguardanti: l’importanza delle parole e del testo, e con essi delle immagini, per attuare una riflessione linguistica; il passaggio dall’immagine alle parole nei libri gioco; il rapporto tra parola e immagine nella lettura del racconto; il potere creativo delle parole e delle immagini.
Ogni nucleo tematico offre un excursus mirato e ragionato su vari testi per l’infanzia a partire da alcune interessanti novità editoriali ma facendo riferimento anche a testi meno recenti considerati comunque esaustivi da un punto di vista illustrativo e tematico. Ogni nucleo contiene la scheda ragionata di un testo chiave in cui viene fatta un’analisi dei contenuti, facendo particolare attenzione alle parole e alle illustrazioni, e offrendo spunti didattici arricchiti da esempi di utilizzo del testo.
La scelta dei libri non è stata certo facile vista la proficua produzione letteraria rivolta all’infanzia. Si è stati guidati soprattutto dal gusto personale e dalla necessità di evidenziare quanto sia stretto e importante il rapporto tra parola e immagine. Per quanto riguarda le illustrazioni si è cercato di scegliere testi svincolati dagli stereotipi visivi e ricchi invece di stimoli nuovi, creativi e artistici. Immagini essenziali, asciutte e concrete ma anche ricche, emozionalmente vive e attente a trovare nuovi modi di raccontare e rappresentare la realtà. I testi invece combinano spesso musicalità, linguaggio ritmato, umorismo, giustapposizioni surreali, eleganza, semplicità, suspense e arte visiva. Nei testi scelti l’immaginazione gioca un ruolo fondamentale. È infatti proprio l’immaginazione, stimolata ed evocata dagli albi illustrati scelti, che evoca infinite possibilità interiori – tra cui la gratificazione di profondi desideri nascosti, il superamento di paure o limiti personali ecc. – attraverso la fantasia e l’avventura mentale offerta dal connubio di immagini e parole. Questi libri – che hanno le potenzialità di inserirsi profondamente nella vita fantastica del bambino – interagiscono tra loro su molti livelli (tematico, creativo, letterario, illustrativo e emotivo) stabilendo le basi per una futura attività interpretativa e critica nel campo dell’arte, della letteratura e della cultura.
Perché l’albo illustrato? Prima di tutto per la concomitanza di parole e immagini ma per altrettanti buoni motivi. Ad esempio per la possibilità offerta dall’albo di dar luogo a vere e proprie piccole drammatizzazioni anche trascurando il testo scritto: la forza esaustiva delle immagini che parlano da sole e danno vita a nuovi racconti in cui le parole prendono forma dalle immagini stesse. E ancora, nella lettura offerta dal genitore al proprio bambino, le immagini diventano un arricchimento del racconto, offrono la possibilità al “narratore” di trovare nuove parole esaustive per valorizzare con altri particolari il racconto. In questo caso il lettore adulto può rivestire anche altri ruoli come offrire un “abbraccio psicologico” oltre che fisico: la presenza dell’adulto produce un senso di sicurezza nel momento in cui l’immagine può evocare paure o ansie (pensiamo alle immagini di mostri, streghe e orchi cattivi).

Come i capolavori dell’arte creati per gli adulti, anche gli albi illustrati, per offrire esperienze significative ai loro lettori, dipendono dalle comuni convenzioni in fatto di struttura e stile narrativo. Nell’ambito della pittura, un esempio di tali convenzioni o contenitori potrebbero essere la cornice di un quadro; per una poesia il linguaggio, la metrica, le rime e la dizione; per un evento teatrale ben definiti limiti spaziali, inclusi palcoscenico, sipario, luci e tempo di svolgimento. Se questi contenitori fisici e psicologici sono instabili o disattesi, può derivarne disagio o dispiacere. Come espresso nella musica e nel libretto de I Pagliacci di Leoncavallo, la vita può sconvolgere l’arte. Analogamente possono crollare anche le certezze consolidate. Mostri dipinti possono balzare dalle pagine per terrorizzare le giovani menti. (Ivi)

È a volte perciò indispensabile la partecipazione dell’adulto nel processo di lettura delle immagini e dei testi. I genitori possono spiegare il vocabolario, sottolineare i dettagli pittorici, elaborare i temi, collegare storie e immagini alla vita quotidiana propria e del bambino. Attraverso l’ascolto e l’osservazione del bambino durante il momento della lettura il genitore può creare il necessario contesto addizionale alla comprensione del testo. Gli albi illustrati offrono altresì aspetti formativi e ludici atti a stimolare la comprensione e la creatività nel bambino. L’albo illustrato, attraverso disegni e testi, può infatti promulgare e rinforzare codici sociali prevalenti che resistono alla diversità; può tendere contemporaneamente a promuovere e sfidare le ideologie e gli stereotipi culturali dominanti. Anche in questo caso, il ruolo dell’adulto come mediatore è importantissimo sia per quanto riguarda la scelta delle letture da proporre che il momento della lettura-interpretazione in sé. L’illustrazione e la parola, in tal senso, diventano oggetto di discussione, confronto e crescita.

 

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