UN PERCORSO DI ARTE E IMMAGINE (5). La linea

imageContinuo il mio percorso di arte immagine iniziato tempo fa. Questa volta sarà la linea a suggerirci come è possibile osservare il mondo da punti di vista differenti.

Contenuti: definizione del concetto di linea e distinzioni; accenni all’astrattismo; la linea nelle opere d’arte e nella fotografia; linea e prospettiva.
Attività: percepire e esplorare, definire e classificare, sperimentare con la linea, elaborare creativamente.
Materiali e strumenti: pennarelli e colori a matita.
Collegamenti interdisciplinari: geometria (la linea sul piano); italiano (gli aggettivi qualificativi).
Obiettivi di apprendimento e competenze attese: sperimentare strumenti e tecniche diverse per realizzare prodotti grafici, introdurre nelle proprie produzioni creative elementi linguistici e stilistici scoperti osservando immagini e opere d’arte, familiarizzare con alcune forme d’arte, guardare e osservare con consapevolezza un’immagine, riflettere sugli elementi del linguaggio visivo.
Il percorso parte dalla definizione di linea come “punto in movimento”. Definisco e disegno contemporaneamente alla lavagna il punto che si muove e genera una linea. “Chi di voi aveva già scoperto che il punto se si muove crea una linea?”, “Avete mai provato a mettere in fila tanti punti vicinissimi? Cosa accade?”. Richiamo alla memoria – o li introduco per la prima volta – alcuni importanti concetti geometrici sulla linea come insieme di infiniti punti e chiedo ai bambini di sperimentare alla LIM (o alla lavagna e, perché no, sul foglio). Spingiamoci oltre. Chi di noi non ha mai scarabocchiato? Disegnamo alla lavagna diversi tipi di scarabocchio per arrivare poi alle diverse linee utilizzate per rappresentare la realtà (orizzontali, oblique, verticali, spezzate, curve, miste…).
– OSSERVAZIONE, DEFINIZIONE E SPERIMENTAZIONE. Osserviamo la realtà che ci circonda e numerose immagini fotografiche che ritraggono paesaggi antropici e naturali e individuiamo le linee presenti. Che tipo di linee abbiamo? Cerchiamo di focalizzare l’attenzione sulle varie tipologie e segniamo sul quaderno i risultati rappresentando i paesaggi evidenziandone le relative linee (orizzontali, verticali, oblique, dritte, curve, miste). Ma la linea può avere anche una “personalità”. Giochiamo alla lavagna e proviamo a disegnare vari tipi di linea in base alle caratteristiche: spesse, fini, nervose, sottili, dolci, affusolate, fluenti, arrabbiate, allegre. Il gioco consiste in questo. Un bambino al posto assegna al bambino alla lavagna un aggettivo adatto ad una linea e questo dovrà disegnare la linea che secondo lui risponde alla caratteristica assegnata. Facciamo notare ai bambini che anche in questo caso il disegno e la rappresentazione sono soggettivi e legati alla percezione di chi disegna e di chi osserva. I punti di vista nell’arte e nell’espressione di sé sono sempre molto importanti. Arriviamo così anche al concetto di “espressività della linea”: la variante fantasiosa può generare infinite linee con caratteristiche e suggestioni diverse che possono anche sovrapporsi, come nell’opera “Puntolinea e superficie” di Kandinskj, generando nuove composizioni.

linee
– SUGGESTIONI DAL MONDO DELL’ARTE. Anche gli artisti hanno usato le linee per raccontare la realtà e per esprimere sentimenti e sensazioni. Osserviamo varie opere d’arte e notiamo come la linea possa assumere sembianze molto differenti. Mostriamo opere d’arte diverse ma soffermiamoci sulla creatività della linea nei quadri astratti (Kandinsky, Depero ma anche Keith Haring che ha fatto dei tratti essenziali della linea il suo stile). In ogni opera d’arte osservata focalizziamo sempre l’attenzione sulle linee che riusciamo a trovare. Se abbiamo in classe la LIM proiettiamo in grande la fotografia dell’opera e con lo strumento del pennarello ricalchiamo di colore diverso le varie linee (ad esempio con il verde le linee orizzontali, con il blu le linee curve, con il giallo le spezzate, ecc).

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• OLTRE LO STEREOTIPO. Chiediamo di disegnare una montagna usando una linea. Osserviamo gli effetti ottenuti. Come sono le montagne? Tutte uguali e appuntite? Il bambino disegna le montagne così perché “gli vengono senza pensare”, egli si riferisce al processo di economia mentale (tendenza a sintetizzare, omologare, semplificare) che produce lo stereotipo figurativo. Come superarlo? Andiamo oltre lo stereotipo visivo e osserviamo varie fotografie di montagne completamente diverse tra loro. Ripetiamo l’esperimento. I bambini posso usare i colori che preferiscono tra matite, pastelli o pennarelli. Proviamo a disegnare le montagne lentamente, pensando ai ricordi legati alle montagne che abbiamo visto, alle sensazioni che ci hanno suscitato.
– PRODUZIONE. A questo punto diamo il via libera alla fantasia. Con un foglio bianco, pennarelli e matite colorate, disegniamo le linee che ci vengono in mente e componiamo il nostro quadro astratto. Possiamo anche inserire puntini se vogliamo! Subito dopo proviamo a spingerci oltre: dalla linea alla forma. Disegno alla lavagna una figura che ricorda una nuvola, chiedo di disegnarla e pongo il quesito: che cosa vedete se disegno questa forma? Disegnate ciò che avete immaginato. Disegno anch’io… ciò che mi viene in mente. Da una linea nasce una forma e da una forma tante immagini… confrontiamo e ragioniamo.

• ATTIVITÀ. Questa attività può essere proposta a bambini che hanno già affrontato e metabolizzato il concetto di linea e possiedono una serie di competenze pregresse in materia. Si tratta di osservare e riflettere sul significato espressivo della linea curva in Picasso e Munch (riflessione sugli elementi del linguaggio visivo). “Quale aggettivo attribuite di solito alla linea curva e a quella spezzata?”- Scrivo alla lavagna gli aggettivi rilevati. Poi disegno una linea curva e una spezzata. Raccolgo le impressioni e mostro le due opere: Picasso e Munch [le opere sono riportate nel documento in PDF allegato).
• Si lavora in piccoli gruppi analizzando l’immagine e cercando di descrivere, in forma scritte, le linee che compongono le due immagini, gli elementi che emergono, la denotazione e la connotazione delle due opere d’arte.
– L’obiettivo di questo laboratorio sulla linea di Munch e Picasso è far scoprire che una linea (ma anche il colore ad esempio) non hanno mai significati “certi”. In questo caso la linea curva non dà – come comunemente di crede – sensazioni di dolcezza, calma, musicalità. Nel confronto fra la linea curva utilizzata da Picasso e quella di Munch, si scopre che la prima, leggera e sottile, con un andamento a ghirigori e a spirali, determina un ritratto di donna serena. La seconda, incisiva, marcata e spessa, costituisce invece un ritratto colmo di pathos.
– Nonostante si siano individuate differenti caratteristiche di una linea denominata in modo generico curva, non è stato ancora chiarito perché un elemento del linguaggio visivo contribuisca a trasmettere un tipo di messaggio o il suo contrario.
– Il rapporto della linea curva con lo sfondo svela il mistero: lo sfondo di Picasso e completamente bianco; quello di Munch è invece stipato di altrettante linee tortuose, fitte e spesse (per non parlare dei colori utilizzati). Il segno deve quindi essere valutato in rapporto allo sfondo in cui è inserito.

Opere d’arte visionate:
Keith Haring, varie opere
Roy Liechtenstein, Apollo temple
Joan Mirò, Il bell’uccello rivela l’ignoto a una coppia di innamorati
Fortunato Depero, Rotazione di ballerina con pappagalli
Piet Mondrian, Quadro I – Melo in fiore
Vasilij Kandinsky, Composizione – “Puntolinea e superficie”
Eduard Munch, L’urlo

Qui trovate la lezione che ho proposto alle mie studentesse di Scienze della Formazione Primaria durante il mio laboratorio di Educazione all’immagine tenuto all’Università degli Studi di Cagliari durante l’a.a. 2013/14.LA LINEA

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