Abbasso i “lavoretti” di Natale

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La semplicità in un biglietto per gli auguri. (Acquerelli e pastelli a cera graffiati)

Siamo a Natale e questa ricorrenza a scuola significa: lavoretto natalizio! Posto che il termine “lavoretto” non mi ha mai esaltato più di tanto… anzi… è una parola che proprio m’infastidisce, il dover proporre alla mia classe attività slegate dal contesto didattico solo perché la ricorrenza “lo richiede” (si fa sempre così, i genitori se lo aspettano, i bambini vogliono farlo… così si dice… ma sarà davvero così?) è cosa che mal digerisco. Ci sono ovviamente moltissimi esempi di insegnanti illuminati che offrono ai loro alunni delle alternative che non siano i soliti alberelli assemblati, le palle di natale da decorare con il decoupage, i classici centrotavola fatti con le mollette o altre mille idee ma, nonostante tutto, sovente finisce tutto nel dimenticatoio familiare. Io stessa, da mamma, mi chiedo se sia poi così crudele gettar via dopo alcuni anni l’oggetto regalatomi dai miei figli per la festa della mamma o per Natale o Pasqua. Tante volte sono stata attanagliata dal dubbio: ma non ci sarà mica lo zampino della maestra in questo bel “lavoretto”? Da insegnante sono pienamente cosciente che l’insegnante il suo zampino lo mette e come, ho visto tante volte come l’intervento dell’adulto possa prendere il sopravvento sull’estro e la creatività del bambino. A chi non è mai venuta voglia di incollare meglio, colorare meglio, assemblare meglio o addirittura fare di sana pianta il regalino che il nostro alunno non riusciva proprio a metter su? Quante volte ho sentito pronunciare da alcune colleghe “Dai, lo faccio io perché poi ai genitori mica possiamo regalare questo obbrobrio”? Purtroppo tante, troppe! Forse è proprio per tutti questi motivi che, all’avvicinarsi delle festività, inizio a sudar freddo. Ho deciso così di pensare a soluzioni pratiche, efficaci, utili e divertenti che non avrebbero scontentato nessuno: genitori, alunni e, soprattutto, maestra!
Così, un anno, è nato il nostro ricettario del cuore!

Dall’idea all’esperienza.
Siamo in classe seconda e tra i vari argomenti di italiano c’è da affrontare il testo regolativo. I libri di classe propongono solitamente vari esempi e sovente viene presentata una ricetta (tra i grandi classici troviamo quella della macedonia e la pizza) arricchita da immagini esplicative che ripercorrono tutte le tappe da seguire per la preparazione della pietanza. I bambini leggono le immagini, scrivono, aiutati da un semplice elenco, i passaggi da seguire e poi colorano le immagini. Oltre alle ricette è possibile trovare le regole da seguire per effettuare dei giochi o le regole di comportamento da adottare in particolari contesti. Alla mia classe, per affrontare in maniera stimolante il testo regolativo e capirne i tratti essenziali, decido di proporre un testo facilmente realizzabile, accattivante e affettivamente motivante. Siamo ai primi di novembre e dopo aver affrontato una serie di testi regolativi ci concentriamo sulle ricette. Si parte da alcuni racconti che parlano di cibo buffo e bizzarro (Gianni Rodari ne ha scritto di divertentissimi, ad esempio Il palazzo di gelato e La strada di cioccolato, ma molti autori come Piumini e Bordiglioni, per citarne altri, si sono sbizzarriti) per poi passare alle discussioni guidate: l’importanza del cibo, i comportamenti a tavola, il piacere della condivisione, i cibi che ci rendono felici e che ci vengono cucinati con amore. Dalle discussioni emergono alcuni aspetti divertenti e anche sorprendenti (alcuni bambini amano pietanze che mai avrei potuto immaginare) che mi suggeriscono di sviluppare creativamente l’argomento. Così decido di chiedere ai bambini, con l’aiuto dei propri genitori, di scrivere la ricetta del loro piatto preferito. Felici, a loro volta, mi chiedono di poter condividere con i compagni le loro ricette proponendo così anche degli scambi “Posso avere la ricetta della torta che prepara la sua mamma?”. L’idea a quel punto è nata: SCRIVIAMO IL NOSTRO RICETTARIO DI CLASSE! Un libricino di ricette che raccolga i piatti che più amiamo e che vorremmo condividere con le persone a noi care. Un modo per regalare un po’ di noi a chi amiamo e magari… poter poi cucinare e mangiare insieme ciò che ci rende felici. I bambini, entusiasti, scrivono le ricette, le leggono alla classe condividendole, trascrivono i testi in formato elettronico, illustrano il ricettario stampato e assemblano le ricette in un bel ricettario da regalare (visto il periodo dell’anno) ai genitori come dono natalizio. Prepariamo una bella copertina rossa, cerchiamo un titolo d’effetto e il gioco è fatto: sono riuscita ad affrontare un argomento del programma in modo motivante risparmiandomi lo strazio del lavoretto!

Ecco come abbiamo fatto: PROGETTAZIONE LIBRO RICETTE

Il nostro lavoro impaginato, prima della personalizzazione da parte dei bambini: Le Ricette del cuore

PS: se riesco a trovare la mia copia posterò a breve la foto del prodotto finito!

 

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