LE OLIMPIADI DELLE PAROLE

Come sappiamo, in classe seconda è necessario riprendere in mano la riflessione linguistica avviata in prima rinforzando le difficoltà ortografiche, legate ai suoni difficili e le doppie, e approfondendo tutti gli aspetti legati alla morfologia della frase, quindi alla classificazione delle parole da un punto di vista grammaticale. Pur essendo importante adottare delle buone prassi, come la lettura e la riflessione quotidiana sulle parole incontrate nel testo o il rinforzo da operare sul quaderno (anche se molti bambini osservano le “correzioni” in modo distratto e poi continuano a perpetrare l’errore) non sempre queste risultano efficaci. Come fare a rendere più digeribile l’ortografia senza appesantire la lezione? È fondamentale agire spingendo sulla molla della motivazione. Motivare i bambini è alla base di un buon processo di apprendimento in qualsiasi disciplina. Senza motivazione si rischia di dispensare nozioni sterili che, alla fine, non vengono neanche apprese ma memorizzate e presto dimenticate. La scuola invece deve attivare competenze, insegnare a ragionare e capire, metabolizzare il sapere, stimolare l’apprendimento e guidare il bambino al “saper fare”.
Per accendere la motivazione nella mia classe ho dovuto attivare i miei sensori speciali (eh… noi maestre abbiamo dei superpoteri) e un giorno, origliando una conversazione durante la ricreazione, ho notato che un nutrito gruppo di alunni discuteva animatamente di olimpiadi. Il resto è venuto da sé. Il giorno dopo sono arrivata in classe con un nuovo gioco “Le olimpiadi delle parole” (le parole a scuola sono tutto, a volte basta assegnare un titolo avvincente a una lezione e come per magia i bambini rimangano incantati!). Così, per ripassare giocosamente durante tutto l’anno le varie difficoltà ortografiche (le doppie, digrammi e trigrammi difficili, accenti, maiuscole…), ho inventato e proposto alla classe un gioco che punta sulle abilità di ognuno e favorisce il miglioramento di tutti.
È un gioco sulle parole, funziona a punti ed è articolato per livelli di difficoltà.
La sua durata abbraccia l’intero anno scolastico e coinvolge tutta la classe (nella mia esperienza ha riscosso grande entusiasmo e i bambini facevano a gara per venire alla lavagna e ottenere punteggi alti. Il livello di partecipazione è stato altissimo, anche nei bambini con particolari difficoltà).
Come funziona? Un bambino viene chiamato alla lavagna (mentre gli altri seguono attenti e hanno così la possibilità di ripassare “Bambini, fatevi furbi… ascoltate e osservate cosa scrive il compagno. In questo modo se la stessa parola capiterà anche a voi sarete avvantaggiati ” :-)) e dovrà confrontarsi con una serie di parole, dette dall’insegnante, che scriverà alla lavagna. Le parole chiamate in causa sono parole già incontrare nel libro di testo o durante le attività proposte alla classe in precedenza. Infatti durante l’anno sarà cura dell’insegnante creare un elenco, consultabile anche dagli alunni, che contenga le parole nuove ritenute difficili (nella mia classe avevamo l’elenco delle “parole ortograficamente tranellose” 😉 e le “parole dal significato sfuggente”). Il gioco prevede tre livelli di difficoltà e si sviluppano in momenti differenti dell’anno.
Primo livello: l’alunno si confronta con cinque parole di diversa difficoltà ortografica alle quali corrisponde un punteggio diverso (parole da un punto, da due punti e da tre punti). Ogni parola scritta in elenco ha accanto il punteggio corrispondente. Si scelgono due parole da un punto, due parole da due punti e due da tre. A parola scritta correttamente alla lavagna corrisponde il punto stabilito. A fine gara si totalizzano i punti complessivi. Se un giocatore non riesce a totalizzare il massimo del punteggio (12 punti) può decidere di rischiare e chiedere una parola per recuperare qualche punto. Sceglie a tal fine il livello di rischio (parola da 1, 2 o 3 punti) tenendo anche conto che se dovesse sbagliare il corrispettivo di punti della parola scelta andrà sottratto al punteggio raggiunto sino a quel momento. Questa fase del gioco è sempre la più entusiasmante. I punti totalizzati vengono segnati in un tabellone e andranno sommati con quelli delle gare successive.
Secondo livello: dopo che ogni bambino ha avuto la possibilità di partecipare alla gara per tre volte si passa la secondo livello. Le regole restano invariate ma, questa volta, per accaparrarsi il punteggio, il bambino – oltre a scrivere le parole correttamente, dovrà anche dividerle in sillabe. Quindi se la parola è scritta correttamente ma poi la divisione in sillabe risulta errata non può essere assegnato alcun punteggio (per quella parola). Anche per questo livello è prevista la fase del “rischio” per recuperare punti.
Terzo livello: si svolge in un’unica giornata e coinvolge tutti contemporaneamente. Ogni alunno avrà a disposizione un foglio diviso in tre colonne: la prima dell’ortografia, la seconda della divisione in sillabe e la terza delle parti del discorso. L’insegnante detta la parola per la colonna uno (1 punto) e gli alunni scrivono; detta la parola della colonna due (2 punti) e gli alunni la dividono in sillabe; l’insegnante chiede di scrivere un nome, o un articolo, o un aggettivo o un verbo (2 punti). Vengono dettate in totale 15 parole (5 per colonna). Alla fine si totalizzano tutti i punti ottenuti nei diversi livelli. I primi tre classificati, come stabilito all’inizio del gioco, verranno premiati (libri di narrativa nel mio caso e scelti in base ai gusti dei vincitori) e gli altri giocatori avranno diritto ad un piccolo premio di partecipazione e consolazione (io ho predisposto una bella bibliografia dei libri letti in classe, consigli di letture per le vacanze e per il futuro, una filastrocca scritta da me per loro e dei piccoli adesivi 3D).

Nel link sotto trovate le parole che ho usato 😉

Parole con difficoltà ortografiche

BUON DIVERTIMENTO!

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