Oceano Classe

Il percorso sperimentale Oceano Classe parte dalla metafora “La classe è un mare di conoscenza”.
La classe è un oceano nel quale sguazzano i pesci (addizioni, sottrazioni, nomi, articoli, fonti storiche, coordinate geografiche… ecc). Questo oceano è battuto in lungo e in largo da quattro barche (le isole di lavoro), ognuna vissuta dai suoi abili pescatori (gli alunni). Quotidianamente ogni pescatore deve cercare di pescare i pesci che gli consentono di nutrirsi per crescere forte, sano e felice. I pesci (il conoscere, il saper fare, il comprendere…) vivono e nuotano nel mare della conoscenza, luogo sterminato e senza confine. Ogni pesce è cibo per la mente e guizza veloce sotto forma di idee, concetti, spunti, proposte, apprendimenti, conoscenze e abilità da cogliere, capire, fare proprie. I pescatori lavorano e crescono insieme, quotidianamente, per raggiungere un obiettivo condiviso: pescare quanti più pesci possibile. A volte un pescatore può trovarsi in difficoltà (magari il pesce-conoscenza da pescare è troppo grosso, consistente, difficile) e allora può chiedere aiuto ad un compagno-pescatore che lo aiuterà a tirar su con la sua canna da pesca quel pesce tanto grosso. A volte sarà necessario pescare tutti insieme per raggiungere, con meno fatica, un obiettivo comune. Nell’Oceano Classe naviga anche un grosso peschereccio (l’insegnante) che ha il compito di aiutare le grandi manovre di pesca, mettere alla prova i pescatori, verificare che la pesca sia andata a frutto, stimolare nuove tecniche di pesca e aiutare i pescatori nei momenti difficili della vita comune… quando sul mare imperversa la tempesta!
L’idea nasce da diverse necessità:
• creare coesione nel gruppo classe favorendo la socializzazione e aiutando le dinamiche di gruppo (convivenza civile, rispetto, aiuto, gestione dei conflitti, superamento delle difficoltà, ecc).
• permettere a tutti di partecipare attivamente e con un ruolo definito al processo di apprendimento sia individuale che collettivo.
• educare alla cooperazione e alla collaborazione per il raggiungimento di obiettivi comuni, elaborare strategie, trovare soluzioni valide e utili al gruppo, garantire a tutti buoni risultati e soddisfazione.
• consentire ai bambini di aiutare e di farsi aiutare, favorendo lo scambio reciproco e riducendo al minimo le disparità.
Tempi previsti:
• Periodo di osservazione: prime due settimane. Osservazione e studio delle dinamiche di gruppo; scelta dei ruoli; eventuali aggiustamenti dei gruppi in base alle caratteristiche dei membri. Durante questo lasso di tempo l’insegnante osserva il gruppo in autogestione. Vengono proposte settimanalmente alcune attività da svolgere in piccoli gruppi di 3-4 alunni in cui è fissato un obiettivo comune. L’intervento dell’insegnante è minimo: forma i gruppi, detta le regole generali da rispettare e spiega le consegne.
• Periodo di attività: 7-8 settimane seguenti. Formazione dei gruppi; scelta dei ruoli; riflessione sull’esperienza delle prime due settimane e avvio del progetto “Oceano Classe”; utilizzo dello sfondo integratore basato sulla metafora “la classe è un oceano e noi siamo i pescatori che pescano i pesci della conoscenza”; organizzazione del lavoro e condivisione delle regole da adottare all’interno dei gruppi. In questa lunga fase – che prevede diversi laboratori settimanali – i gruppi lavorano per il raggiungimento degli obiettivi comuni e in un clima cooperativo anche tra i vari gruppi. Le attività mirate proposte dall’insegnante sono atte a favorire la cooperazione e la collaborazione, stimolano il lavoro di gruppo ma valorizzano anche l’intervento del singolo come elemento propulsore all’interno dell’equipe di lavoro.
• Periodo di valutazione: ultima settimana. Discussione guidata sull’esperienza e raccolta delle testimonianze (ricordi, emozioni, difficoltà, osservazioni); osservazione e analisi del materiale prodotto e degli obiettivi raggiunti; confronto degli obiettivi raggiunti nei diversi gruppi e autoanalisi; raccolta scritta dei punti di criticità e di forza; valutazione dell’operato di ciascun gruppo; riflessione finale e discussione sugli accomodamenti da adottare in futuro.
Organizzazione dello spazio-classe: su una classe composta da 20 alunni è possibile disporre i banchi su 5 isole di lavoro occupate da 4 bambini ciascuna. Le isole sono disposte in modo che i bambini possano muoversi liberamente e devono occupare lo spazio come se fossero delle isole in mezzo al mare. La cattedra è sistemata lateralmente in modo che i gruppi di lavoro possano guardare facilmente la lavagna e la LIM e, allo stesso tempo, l’insegnante.

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