La matematica dello stupore in classe prima

La matematica… che noia! Chissà quante volte avete pronunciato o sentito questa frase. Niente di più falso nelle mie due classi prima dello scorso anno. Dopo un anno intenso fatto di sperimentazioni, giochi, dimostrazioni e scoperte la maggior parte degli alunni gridavano a gran voce “La matematica è la mia materia preferita!”. Perché dobbiamo ammetterlo: se una materia, anche di quelle etichettate come odiose, viene presentata e insegnata con passione… viene affrontata dagli alunni con entusiasmo o quantomeno con curiosità. E quando cammini per i corridoi della scuola e i tuoi alunni ti bloccano per chiederti entusiasti “Maestra, ma oggi ci sei con noi per fare matematica?” allora capisci che hai preso la direzione giusta.
A me la matematica è sempre piaciuta. Sin da bambina, per me, fare matematica rappresentava il momento delle grandi sfide, degli enigmi da risolvere, dei fenomeni da osservare, smontare e capire. Ho amato le gare di problemi che il nostro maestro ci proponeva quotidianamente, ricordo con piacere i pomeriggi con papà alla ricerca di quel risultato che non tornava mai e andavo orgogliosa dei miei quaderni di matematica così ordinati e colorati. I numeri mi son sempre stati simpatici. Alle superiori ho certamente subito una battuta d’arresto, lì la matematica era davvero dura e spietata, ma che bella soddisfazione riuscire a prendere un bel nove e mezzo all’ultimo compito in classe di quinta superiore: non lo dimenticherò mai! Insomma, la matematica per me è sempre stata una materia emozionalmente intensa (e chi lo direbbe mai!) capace di farmi mettere in gioco e di regalarmi la possibilità di osservare i fenomeni da più punti di vista. Nonostante questo mi rendo conto che per molti la matematica continua ad essere la noia mostruosa che non porta da nessuna parte, la montagna da scalare con fatica senza saperne poi il motivo, quella confusione completa che ti fa saltare i gangheri. Io rispondo che dipende anche dall’approccio. Dipende da come la si affronta. Dipende da cosa ci vogliamo aspettare dalla matematica. Io penso che la matematica sia vita. Tutto ciò che ci circonda è matematica, dobbiamo solo trovare il modo di scoprirlo e di aprirci ad essa. In fondo non è pure osservazione, spirito critico, sguardo attento, sperimentazione, verifica? Tutti elementi che fanno parte della nostra quotidianità. Imparare e capire la matematica è senz’altro un modo per vivere bene e non solo per fare al meglio i calcoli. Ma tornerò spesso su questo argomento…
Ora mi interessa raccontarvi come ho impostato il lavoro nelle mie due classi. Ho seguito ovviamente la programmazione didattica prevista per la prima classe di scuola primaria: presentazione dei numeri entro il 20 (ma ci siamo spinti ben oltre!), semplici calcoli con addizione e sottrazione e relative situazioni problematiche, i primi input geometrici, la parte relativa alla logica, classificazione e via dicendo. Insomma, niente di entusiasmante letto così e partendo dal presupposto che la maggior parte dei bambini in prima già conoscono i numeri e credono di non avere quasi niente da scoprire: si lanciano in calcoli azzardati (pur non sapendo cosa ci sia dietro), dimostrano una certa dimestichezza con i primi concetti geometrici (tirando il più delle volte ad indovinare), hanno già usato gli insiemi (anche se non capiscono bene a cosa possano davvero servire), fatto protomatematica alla scuola dell’infanzia, classificano che è una meraviglia. Nonostante tutto la maggior parte dei bambini non sono abituati a farsi domande. E questo non va bene. E allora che fare? Mi son detta. STUPIRLI! E così ho fatto. Ho tirato su la MATEMATICA DELLO STUPORE!

Ecco alcuni ingredienti che mi hanno permesso di cucinare a puntino i miei studenti. Chiamiamolo il

Vademecum per lo stupore matematico
1. Iniziare la lezione introducendo l’argomento da trattare con una bella storia. Stupore: Ma mica è l’ora di italiano maestra! In matematica le storie cosa c’entrano?
• Le storie c’entrano sempre in realtà. Ci sono una miriade di libri che parlano di numeri, spazi, questioni da risolvere, calcoli… ma anche emozioni. La lista è lunga. Scuramente i libri di Eric Carle sono dei preziosi alleati (Dieci paperelle in mare, La coccinella prepotente, Il piccolo bruco mai sazio… sono solo alcuni esempi) ma anche Rodari (per tirar fuori i classici) e perché no Piumini e tanti altri. Il trucco è uno solo: trovare la storia che fa per noi. Anche in questo darò via via dei suggerimenti utili. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

2. Richiamare l’attenzione della classe con dei giochi alla LIM. Stupore: Ma maestra… e ora possiamo giocare davvero? E non lavoriamo?
• Perché diciamocelo chiaro, i bambini sono purtroppo abituati a considerare il lavoro in classe solo come il momento noioso in cui si apre il libro o si scrive sterilmente sul quaderno (quante volte avrò sentito dopo un’ora di lezione di lezione gioco-scoperta “Maestra, oggi non lavoriamo?”). E invece no. I bambini lavorano e apprendono giocando. Ormai lo troviamo scritto da tutte le parti. L’aspetto ludico è FON-DA-MEN-TA-LE. Sicuramente la didattica impostata sul gioco e sulla scoperta risulta, per noi insegnanti, più faticosa da pensare, strutturare, elaborare e mettere in atto, rispetto alla lezione tradizionale, ma i risultati e le soddisfazioni ripagano di tutta la fatica e il tempo “perso” (che perso non è… io mi diverto!) a casa a elaborare giochi nuovi e impostare attività creative. Con la LIM poi è diventato tutto molto più semplice e accattivante. Non dimentichiamo che i nostri bambini sono ormai tecnologici e hanno bisogno di input diversi rispetto a quelli proposti nel passato. Inoltre insieme a noi imparano a usarla nel modo corretto e utilizzarla come strumento di lavoro e di studio. Evviva la LIM! (ai bambini piace molto). Anche sull’argomento avrò modo di dare una serie di dritte su come usarla al meglio e in modo semplice.

3. Far lavorare i bambini alla LIM e al quaderno contemporaneamente. La lezione la facciamo insieme, mica la maestra da sola! Stupore: Ma veniamo noi alla LIM? E non dobbiamo solo copiare sul quaderno?
• Sì, perché nella mia classe si lavora insieme e si impara insieme. Dico sempre loro che “Il giorno in cui metterò piede a scuola con la sensazione di non poter imparare più altro deciderò di cambiare mestiere!”. A scuola imparano i bambini e anche le maestre. Chi lo dice che le osservazioni e le spiegazioni di un compagno siano meno degne o interessanti di quelle del docente? Così mi siedo tra i banchi e chiamo un alunno alla LIM (e anche alla lavagna classica, s’intende… mica la buttiamo). Si possono fare una marea di attività in cui il bambino può mettersi in gioco: sta solo a noi impostarle al meglio. È ovvio che la LIM non deve essere usata solo come una lavagna per scrivere!

4. Giocare e sperimentare con gli oggetti e i materiali: l’officina matematica. Stupore: Officina matematica? Ma maestra possiamo anche inventare e costruire qualcosa???
• E certo! Matematica è sperimentazione. Sull’officina mi soffermerò in un post specifico perché la mia officina è molto ricca, ho tanto materiale raccolto e fiumi di entusiasmo da condividere. Tutto a costo zero! Per officina matematica intendo un vero e proprio laboratorio matematico in cui si gioca e si sperimenta con quantità, numeri, figure, problemi e pure arte 😉 Insomma: creatività matematica pura!

5. I bambini devono avere l’impressione di scoprire i concetti matematici da soli e verificare con mano che ciò che si è scoperto è vero… o può esserlo. Il libro arriva dopo le scoperte fatte con il gioco, l’osservazione, il confronto e lo scambio, il lavoro sul quaderno e sulla LIM. Solo allora “Possiamo prendere il libro per verificare se anche gli autori la pensano come noi”. Stupore: Ma maestra! Tu ci dici sempre la verità! Adesso sì che torna tutto!!!
• L’entusiasmo e lo stupore di un bambino ripagano ore e ore trascorse a casa a progettare l’attività da proporre. Ma non dimentichiamoci mai di essere educatori e insegnanti, ricordiamo ai nostri alunni che “sì, le maestre dicono anche delle verità e vi aiutano a percorrere il cammino nel miglior modo possibile… ma non dimenticate mai di instillare in voi il dubbio e verificare con mano senza dar mai niente per scontato!” Matematica è spirito critico, e questo che voglio insegnare ai miei alunni: pensare e ragionare con la propria testa! Ci sono mille modi per arrivare ad un risultato o ad un obiettivo ed ognuno deve trovare la propria strada… che non è detto sia uguale a quella di un altro.

6. Festeggiare con gioia un nuovo traguardo. Quando i bambini aspettano con ansia un determinato argomento (a me l’anno scorso accadde con la presentazione del numero 10) è bene cavalcare l’onda delle emozioni. La matematica è anche sentimento, è passione, è gioia e condivisione dei traguardi. Stupore: Maestra, ci stai dicendo che domani facciamo una festa per il 10? E ci saranno pure i palloncini???
• Per settimane i miei alunni non hanno fatto altro che chiedermi di quando avremmo fatto il 10. Da premettere che ogni numero è stato presentato con attività ad hoc e che sul 10 ho creato da subito un alone di curiosità e mistero… “Eh… il dieci mica lo si può far così su due piedi… Bisogna essere pronti, è un numero importantissimo e vi renderete conto perché…”. L’aspettativa era così alta che ogni giorno mettevo piede in aula e qualcuno si avvicinava alla cattedra per chiedermi “Ma oggi ce lo presenti il 10?”. Oppure entravo in classe dicendo che avevo per loro una sorpresa e tutti in coro “Facciamo il dieci!!!”. Insomma, alla fine quel giorno è arrivato e niente è stato lasciato al caso. Vi dico soltanto che al termine della giornata una classe intera, con le sue due maestre al seguito, è uscita da scuola con cappellini e trombette, sorrisi e gioia, per la festa del 10! E i genitori all’uscita entusiasti pure loro “Maestra, finalmente questo dieci! Era diventata una vera e propria ossessione! Ora aspettiamo la festa del 100!”
Continua…

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5 thoughts on “La matematica dello stupore in classe prima

    • Ti ringrazio. Cosa ti spaventa di più? Io ho notato che nei bambini più piccoli la matematica è già nel sangue. Noi dobbiamo soltando renderli consapevoli di ciò che già intuiscono e sanno fare. Piano piano, stimolando sempre il loro interesse e facendo capire loro che fare matematica è un gioco di scoperta e creatività… un modo nuovo di osservare il mondo, impareranno ad amarla e a voler sempre scoprire cose nuove. Spontaneamente. Secondo me prenderli in prima è sicuramente più facile: tutto da costruire insieme! ☺️

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  1. Ciao! sei bravissima, ho preso spunto dai trucchi di matematica, cerco di aiutare la mia bimba che quest’anno e’ in seconda elementare, fino alle sottrazioni al 10 non aveva problemi, ma ora ha difficolta’ per le sottrazioni dal 10 in poi… la sua maestra di matematica e’ dolcissima, solo che trovo faticoso per i bambini il metodo, hanno iniziato a fare le sottrazioni senza colonna, esempio : 25-6= per ottenere il risultato fai il conto alla rovescia con le dita, la mia bimba e’ difficolta’, anche perche’ non si ricorda i numeri dal 20 al 40 e non hanno fatto esercizi di scrittura dal 20 al 40, non si ricorda come si scrivono, esempio se gli chiedo scrivimi il 38 non lo sa, quindi mi chiedo, come fa a fare 38-5 e ottenere il risultato con il conto alla rovescia con le dita, se non ricorda i numeri? In pratica volevo chiedere se hai suggerimenti ? come spiegare la sottrazione esempio 35-6 senza metterli in colonna, ma contando con le dita, non c’e’ altro metodo se non il conto alla rovescia? scusa i giochi di parole spero tu possa darmi suggerimenti, ho chiesto anche alla sua maestra…Grazie Mille! e complimenti per il sito! sei fantastica!!!

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    • Grazie per l’entusiasmo e i complimenti. La sottrazione in effetti è complicata rispetto all’addizione e non operando in colonna può diventare un ostacolo per chi non ha ancora assimilato il concetto di numero. Non sapendo che tipo di difficoltà abbia nello specifico la tua alunna, potrei suggerirti strategie di dissociazione numerica (aiutandoti magari con regoli o BAM) ma non tutti i bambini riescono ad applicarle con serenità. Conosci per caso lo strumento di Bortolato La linea del 100? Potrebbe essere un ottimo strumento compensativo. Prepara i bambini al calcolo orale strategico sia per le addizioni che per le sottrazioni. Fammi sapere. Buon lavoro

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